Bandiera a scacchi per Yamal LNG
Condividi
Con una grande cerimonia di inaugurazione, a 25 gradi sotto lo zero, lo scorso 8 dicembre è stata ufficialmente avviata l'attività del nuovo terminal siberiano che, entro il 2019, potrà vantare una capacita complessiva di 16,5 milioni di tonnellate l'anno di esportazioni di LNG

Venerdì 8 dicembre, alla presenza di Vladimir Putin, dal terminal Yamal Lng è partita la prima nave gasiera: così è stato dato il via ufficiale al progetto voluto dal presidente russo già nel 2009, quando Putin era premier.  Il consorzio Yamal Lng, di cui fanno parte la russa Novatek (50,1%), la francese Total (20%), i cinesi di Cnpc (20%) e il Silk Road Fund (9,9%) gestisce l’omonimo terminale di liquefazione creato in Siberia, il secondo della Russia dopo quello di Sakhalin. Per la realizzazione di questo progetto è nata la città di Sabetta, che adesso conta ben 30 mila abitanti, è stato costruito un aeroporto internazionale ed è stato esteso il porto che attualmente ospita le navi gasiere studiate appositamente per rompere il ghiaccio e viaggiare direttamente verso l'Asia, passando per lo stretto di Bering. La sudcoreana DSME deve costruire 15 gasiere - rompighiaccio classe Arc7 (il contratto ammonta a circa 5,5 miliardi di dollari totali) e la prima, che si chiama "Christophe de Margerie", in ricordo del CEO di Total tragicamente deceduto nel 2014, è stata riempita con il primo carico di gas naturale liquefatto (LNG) proprio venerdì scorso.

Un partenza all'insegna del freddo polare

Alla cerimonia, oltre a Putin, erano presenti il presidente di Novatek Leonid Mikhelson, il Ceo di Total Patrick Pouyanné, il Ceo di Gazprom Aleksey Miller, il ministro dell’energia russo Aleksandr Novak, il saudita Khalid A. Al-Falih (che è anche presidente di Saudi Aramco) e molte altre personalità istituzionali. Il primo carico di LNG in partenza da Yamal è stato "salutato" da una temperatura scesa -25 gradi, in una vera e propria notte polare. "Mi congratulo con tutti voi, con l'intero team di Novаtek, con coloro che hanno lavorato a questo progetto. Ci sono persone molto competenti in questa sala, e ottimi specialisti che mi suggerito, all'inizio del progetto, di non procedere. C'erano molte ragioni per seguire il loro consiglio. Ma chi ha avviato questo progetto ha rischiato, e a ragione: oggi ha raggiunto il risultato voluto", ha detto Putin. "Entro il 2040 la domanda mondiale di gas, secondo gli esperti, aumenterà di oltre il 40%, mentre la crescita del LNG può raggiungere il 70%. La Russia dovrebbe occupare un posto degno in questo mercato, che ora è ancora piuttosto modesto", ha aggiunto il presidente. "Questo primo carico di LNG testimonia gli enormi sforzi dei partner del progetto, dei contractor e di tutte le parti che sono riuscite a consegnare Yamal LNG secondo i tempi e il budget stabiliti. Insieme abbiamo potuto costruire da zero un progetto LNG di livello mondiale in condizioni estreme, per sfruttare le vaste risorse di gas della penisola di Yamal", ha affermato Patrick Pouyanné. "Questo gigantesco progetto non sarebbe stato possibile senza la potenza della nostra partnership con Novatek, e dimostra l'impegno di Total nei confronti della Russia. Yamal LNG è uno dei progetti più competitivi a livello mondiale e contribuirà alla produzione di gas per molti anni". "Siamo nella penisola di Yamal, e ciò può essere paragonato allo sbarco di un uomo sulla Luna. Siamo atterrati per la prima volta su questa bellissima terra e abbiamo dato vita a un enorme stabilimento, è un grande successo", ha sottolineato Pouyanné.

Una nuova via del gas anche per l'Arabia Saudita

Durante la cerimonia, Putin ha invitato l'Arabia Saudita ad acquistare il gas naturale liquefatto russo. "Comprate il nostro gas e risparmiate petrolio", ha detto il presidente al ministro del petrolio dell'Arabia Saudita, Khalid al-Falih. Il ministro saudita si è congratulato con il lancio del progetto Yamal Lng ed ha risposto a Putin: "Sono qui per questo". Già ad ottobre, il ministro Aleksandr Novak aveva dichiarato che la Saudi Aramco era probabilmente interessata al progetto Arctic Lng-2 (sempre guidato da Novatek, con una capacità di 16,5 milioni di tonnellate l’anno di LNG), ma venerdì non vi sono state ulteriori dichiarazioni. Gazprom potrebbe essere preoccupata della nuova concorrenza (Novatek è il secondo produttore di gas russo), visto che “ogni metro cubo di gas portato come LNG in Europa è un metro cubo in meno di gas russo proveniente dai gasdotti”, sussurrano in Gazprom. "La produzione e l'esportazione di LNG non dovrebbero portare a un indebolimento delle posizioni nell'esportazione di gas via pipeline", ha rassicurato tuttavia Putin.

Un progetto che ridisegnerà le mappe delle esportazioni di gas

Yamal Lng ha attualmente una capacità produttiva di 5,5 milioni di tonnellate l’anno di LNG, ma nel 2018 partirà la seconda linea, e nel 2019 la terza: lo stabilimento avrà così una capacita complessiva di 16,5 milioni di tonnellate l’anno di LNG. Il progetto costa 27 miliardi di dollari (circa il 60% di questa somma è stata impiegata per la costruzione del impianto), quasi tutto il gas è già prenotato con contratti a lungo termine connessi ai prezzi del petrolio, e l'86% è destinato ai mercati asiatici e del Pacifico. Ma non è solo Novatek a correre con i suoi progetti sul LNG. La stessa Gazprom sta infatti portando avanti il progetto Baltic LNG, l'impianto che produrrà gas liquefatto a Ust-Luga, sul golfo di Finlandia, vicino a San Pietroburgo. Gazprom e la anglo-olandese Shell dovrebbero firmare a maggio 2018, nell'ambito del Forum economico internazionale di San Pietroburgo, un accordo sul progetto Baltic LNG. La decisione finale sarà presa successivamente, in vista della firma dell'accordo; al momento Gazprom prevede di mettere in funzione l'impianto nel 2022 - 2023 e, nel frattempo, punta a incrementare la partecipazione dei fornitori russi a questo progetto.