La via ripida verso la transizione
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Nonostante lo scatto in avanti della produzione di energie alternative, che dovrebbero coprire una quota del 15 percento entro il 2020, Pechino deve ancora definire un quadro normativo preciso in materia, mentre gli investimenti non sempre hanno offerto i risultati desiderati

Leggi WE 37, "Cina il sorpasso"

 

La rivoluzione energetica è un segno importante dello sviluppo industriale e del progresso tecnologico globale. Le energie fossili tradizionali hanno guidato lo sviluppo industriale ma, al contempo, hanno esposto il mondo alla limitatezza delle risorse energetiche e al progressivo deterioramento dell’ecosistema. In seguito alla crisi energetica, alla crisi ecologica e climatica mondiale della seconda metà del XX secolo, insieme al deflagrare della crisi economica, l’umanità sta compiendo enormi sforzi per passare dal sistema tradizionale basato essenzialmente sull’uso di carbone e petrolio, ad un nuovo modello energetico basato su fonti pulite e rigenerabili quali gas naturale, energia idroelettrica, eolica, nucleare, fotovoltaica e biomassa. Questa trasformazione è chiamata “nuova rivoluzione energetica” o anche “rivoluzione energetica 4.0”. Secondo le previsioni contenute nel Rapporto annuale del 2016 “World Energy Outlook” pubblicato dall’AIE (Agenzia internazionale dell’Energia), nel 2035 il consumo energetico della Cina sarà pari al 25 percento del consumo mondiale, con un incremento proporzionale netto del 32 percento rispetto al consumo energetico a livello globale. Ciò mostra chiaramente come la Cina è destinata ad avere una rilevanza ancora maggiore nel mercato energetico globale e nelle politiche energetiche.

Pianificazione ed espansione delle nuove energie in Cina

Nonostante la Cina abbia iniziato tardi a sviluppare e utilizzare nuove fonti energetiche, la crescita del settore è stata piuttosto veloce, ed è riuscita ad attirare l’attenzione a livello mondiale. Oggi, lo sviluppo del settore legato alle nuove energie in Cina si concentra soprattutto nell’ambito della produzione di energia sostenibile, eolica, biomasse ed energia blu. La realizzazione di strutture industriali dedicate all’energia sostenibile trova diverse applicazioni. Grazie a una maggiore consapevolezza dei cittadini, a un’attenzione sempre crescente riportata dalle politiche nazionali e alle nuove esigenze del mercato, lo sviluppo del settore delle nuove energie in Cina ha accelerato gradualmente; è stato registrato un incremento dell’attenzione sull’industria e, in ogni parte del Paese, sono stati realizzati nuovi parchi energetici che hanno permesso di compiere dei passi avanti nel passaggio all’uso delle rinnovabili, consentendo un ulteriore ampliamento del mercato. Fino alla fine del 2016, gli impianti eolici avevano una potenza accumulata di 149 GW, con un incremento annuale pari al 13,2 percento, ovvero 9 percento dell’intera produzione di energia a livello nazionale; la produzione di energia fotovoltaica complessivamente raggiungeva i 77,42 GW, con un incremento annuale dell’81,6 percento, corrispondente al 4,7 percento dell’intera capacità produttiva energetica nazionale; mentre erano notevoli, tra gli altri, anche i dati relativi alla produzione di energia blu e di biomasse. Oggi, sia che si parli di scala di consumi di prodotti delle nuove energie che di capacità produttiva degli impianti delle stesse energie, la Cina ha superato altri paesi sviluppati come la Germania, gli Stati Uniti e il Giappone, raggiungendo la testa della classifica.

Nel 2015, il consumo di energie non fossili in Cina era di circa il 12 percento, maggiore rispetto al consumo del Giappone, del Belgio, della Gran Bretagna e degli altri principali paesi sviluppati; lo stesso anno, la capacità totale installata di energia eolica mondiale raggiungeva i 63 GW, di cui la Cina rappresentava il 48 percento. Nella prima metà del 2017, la capacità fotovoltaica distribuita era di 17,43 GW, pari al 17 percento della potenza produttiva totale installata. Sempre nella prima metà del 2017, la capacità produttiva è aumentata di 7,11 GW, circa 3 volte rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Le caratteristiche di uno sviluppo rapido e inaspettato

Lo sviluppo del settore fotovoltaico in Cina ha due grandi peculiarità: un aumento della velocità nella capacità di distribuzione e una tendenza molto evidente nello sviluppo del settore, che si sta spostando verso le regioni orientali del paese. Lo sviluppo delle nuove energie in Cina si traduce principalmente nei seguenti aspetti:

• in primo luogo, il continuo aumento della domanda di nuove fonti energetiche. In base al 13° piano quinquennale per lo sviluppo energetico, il fabbisogno energetico della Cina continuerà ad espandersi velocemente. Nel 2020, si stima che raggiungerà gli 0,5 miliardi di tonnellate equivalente di carbone (TEC), che comprende, tra l’altro, un obiettivo per la potenza fotovoltaica, con una capacità distributiva di 60 GW, per la quale è cruciale l’espansione della scala di distribuzione e di consumo nelle regioni cinesi orientali e del sud della Cina, confidando nel fatto che lo sviluppo delle risorse energetiche distribuite possa aumentare l’efficienza di utilizzazione dell’intero sistema energetico.

• In secondo luogo, il rapporto riserva/produzione di energia fossile tradizionale della Cina è di gran lunga più basso rispetto alla media mondiale, e proprio l’esiguità di questo valore ha fatto sì che le nuove energie diventassero così rilevanti nell’ambito della strategia energetica nazionale.

Il 13° piano quinquennale per lo sviluppo energetico illustra chiaramente come la percentuale delle energie rinnovabili peseranno sempre di più all’interno del consumo energetico complessivo, passando dall’8 percento nel 2011 al 15 percento del 2020, con un valore complessivo di mercato di circa 2.000 miliardi RMB (di cui 1.000 miliardi di nuove energie e 1.000 miliardi di automobili ecologiche).

Secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica cinese, nel primo quadrimestre del 2017, la produzione di energie pulite - ad esclusione di quelle blu che sono influenzate dalla stagionalità - hanno avuto un’impennata; la produzione di energia solare, ad esempio, ha avuto un incremento del 31 percento rispetto allo stesso periodo dello stesso anno. In base al Rapporto China Energy Outlook 2030, pubblicato dalla China Energy Research Society (CERS), nel 2030 la dimensione degli impianti delle nuove energie sarà di 14,4 TW, con una potenza installata complessiva pari al 60 percento, che contribuirà a coprire il 90 percento dell’incremento del consumo energetico nel decennio 2020-2030.

• In terzo luogo, le politiche nazionali sosterranno l’espansione del settore delle nuove energie. In quanto settore strategico, il governo sosterrà nuove energie affinché diventino redditizie, facendovi confluire grandi investimenti; allo stesso tempo si occuperà della questione relativa al surplus di una produzione omogenea. In futuro, le politiche industriali saranno rivolte a stimolare gli sforzi innovativi e a fare crescere una nuova domanda.

Una legislazione in costante evoluzione

Sul piano di una normativa organica, la Cina ha innovato costantemente il quadro normativo e le politiche per stimolare la produzione di nuove energie ed eliminare quelle tradizionali. In questo quadro si inseriscono la Legge sulle energie rinnovabili della Repubblica Popolare Cinese, il Piano a medio e lungo termine per le energie rinnovabili, il Codice per la conservazione, la creazione e la distribuzione dell’energia (in fase di sperimentazione). Il Paese ha, inoltre, sostenuto con grande impegno le politiche sull’energia eolica attraverso le Disposizioni per lo sviluppo dell’accesso decentrato all’energia eolica dell’Agenzia nazionale per l’energia (NEA), le Disposizioni per le politiche di sgravio fiscale sui veicoli di nuove energie per il periodo 2016-2020, le Disposizioni per la gestione e la garanzia per la completa acquisizione dell’energia eolica e solare. Inoltre, in base alle indicazioni contenute nel Rapporto sulle attività del governo del 2017, sugli obiettivi assunti per regolare l’energia prodotta dal carbone con l’eliminazione, cancellazione o sospensione di impianti con capacità produttiva a partire da 50 GW, porterà nel 2017 ad analizzare a cascata tali obiettivi per definire e varare una legislazione più stringente così da garantire il raggiungimento effettivo di ogni obiettivo.

Infine, rafforzare costantemente nell’ambito delle nuove energie l’innovazione delle tecnologie per la conservazione dell’energia e l’uso degli strumenti di Information technology. Oggi la Cina è leader a livello internazionale nel settore Ricerca e sviluppo del CAES (Stoccaggio di energia a aria compressa), l’innovazione tecnologica prodotta dalle celle solari a strato sottile è entrata progressivamente nel mercato del trasporto di energia e l’uso si sta costantemente diffondendo presso le imprese. Si può stimare che nei prossimi 10 anni circa, il fabbisogno nazionale per pannelli solari in grado di conservare energia possa raggiungere gli 8,5 TW, il mercato delle batterie agli ioni di litio per i veicoli di nuova generazione prevede un fabbisogno prossimo ai 50 GW e si stima che il mercato delle batterie a risparmio energetico possa arrivare a valere migliaia di miliardi.

I fattori di rischio e l'adeguamento del modello di sviluppo delle imprese del settore energia

Secondo il 13° piano quinquennale per lo sviluppo delle energie rinnovabili, nel 2020, i nuovi impianti per la produzione di energia eolica saranno in grado di erogare 80 GW, a fronte di un investimento di circa 700 miliardi di Yuan, mentre gli investimenti per i diversi tipi di impianti che producono energia fotovoltaica saranno di circa 1000 miliardi di Yuan. Ciò mostra come la Cina si trovi di fronte ad un’opportunità di sviluppo di portata storica nell’ambito delle nuove energie. Tuttavia, nonostante le prospettive di sviluppo siano rosee, gli impatti attuali mostrano uno sviluppo disomogeneo che porterà il settore a dovere far fronte a diversi fattori rischio e problemi. Tali fattori riguardano 6 aspetti fondamentali.
1 Il numero di brevetti è diminuito rapidamente
Ciò significa che l’innovazione delle imprese del settore delle nuove energie e la nascita di nuove imprese è diminuita rispetto al passato. Tra il 2006 e il 2008, la Cina era al primo posto per numero di presentazione di nuove richieste di brevetto per l’energia eolica, fotovoltaica, blu, seguita da Giappone, Stati Uniti e Gran Bretagna. Tuttavia, in seguito all’accelerazione del processo di industrializzazione e inurbamento, insieme ad un aumentato interesse per i settori tradizionali, negli ultimi anni è diminuito il vigore innovativo delle imprese del settore delle nuove energie, facendo scivolare la Cina dopo il Giappone ed altri paesi sviluppati.
2 Le capacità finanziare delle imprese del settore delle nuove energie non sono sufficienti
Il finanziamento indiretto ha incontrato delle difficoltà. L’origine e i canali più importanti per questo tipo di finanziamento sono le banche commerciali che concentrano principalmente i propri investimenti nelle aziende statali di dimensioni medio-grandi, poiché vi sono delle restrizioni alla concessione di crediti e prestiti, e i requisiti per ottenere prestiti da parte delle imprese sono piuttosto stringenti, la maggior parte delle aziende che operano nel settore delle nuove energie non raggiungono i requisiti minimi fissati dalle banche per il finanziamento del credito; oggi le imprese di questo settore che ottengono finanziamenti diretti sono poche, solo il 10 percento circa dei supporti finanziari del settore provengono da finanziamenti diretti, una percentuale molto inferiore rispetto al livello dello stesso settore in altri paesi; c’è scarsa fiducia ad investire in venture capital, poiché c’è scarsa specializzazione nella maggior parte delle società di investimento in capitale di rischio; si riscontrano inoltre difficoltà a comprendere il modello industriale dei progetti e dell’efficacia degli investimenti nelle nuove energie, mantenendo spesso un atteggiamento prudente nei confronti degli investimenti del settore che oramai sono molto limitati.
3 Un modello di sviluppo dipendente dal rigore politico
Attualmente, il settore delle nuove energie, in molti ambiti, è al suo stadio iniziale. Il modello industriale e le valutazioni finanziarie sono di difficile interpretazione e, in molte circostanze, c’è l’esigenza di politiche preferenziali che prevedano contributi statali, senza i quali è difficile raggiungere un equilibrio finanziario e continuare nell’impresa.
4 La credibilità delle imprese è debole e sono in aumento i casi di controversie legali
Dal 2007 al 2014 - ovvero in 7 anni- le controversie legali dovute alla credibilità delle imprese sono passate da 6 a 640. Una parte delle imprese cinesi si trova davanti a delle grosse sfide, ad esempio, sul piano della proprietà intellettuale internazionale, e sull’incapacità di vendere bene i propri prodotti.
5 I trend di sviluppo del settore energetico e le relative pressioni sulla trasformazione del suo modello
I trend di sviluppo del settore energetico mettono molta pressione al settore delle nuove energie. Sono due gli aspetti da considerare: il primo, la difficoltà di mantenimento del modello tradizionale energetico, che però ha un vantaggio in termini di prezzo, mentre l’altro riguarda il fatto che lo sviluppo del settore delle nuove energie non riesce a mantenere il passo dello sviluppo della domanda.
6 Al settore delle nuove energie manca un’equa competitività orientata al mercato
Ad oggi, la mancanza di visione della Cina, rispetto al processo di sviluppo del settore delle nuove energie e la mancanza di un’innovazione tecnologica scientifica e razionale, non riescono ad assicurare una politica fiscale equa che permetta al settore delle nuove energie di essere al servizio della sicurezza energetica del paese.

Nuove prospettive di sviluppo del settore

1 Migliorare la regolamentazione del settore energetico e promuovere uno sviluppo sano e solido della rivoluzione delle nuove energie
Da un lato il governo deve formulare politiche e misure mirate a sostenere il settore energetico, invogliando le imprese di tutti i settori ad intraprendere la rivoluzione energetica, e incoraggiandole a sostituire tecnologie che impiegano energia tradizionale a vantaggio di una produzione “verde”. D’altro canto, Pechino dovrebbe migliorare ulteriormente la protezione dei diritti di proprietà intellettuale e un sistema che premi l’innovazione, in grado di garantire il vantaggio tecnologico e i prodotti delle nuove energie con l’ausilio di sovvenzioni per tecnologie eco-sostenibili, imposte verdi e altre misure.  Occorrerà migliorare ulteriormente la normativa per la protezione ambientale. Fissare standard tecnici per la conservazione dell’energia industriale e la riduzione delle emissioni, stabilire una soglia per l’emissione di carbonio, sollecitare imprese di settori diversi a mettere in atto misure per l’innovazione e il miglioramento energetico; allo stesso tempo, migliorare il meccanismo di uscita delle imprese, un piano per eliminare le imprese non più competitive ad alto impatto energetico, bassa produttività e altamente inquinanti nell’arco di tempo prefissato.
2 Adattare la struttura industriale e la struttura del consumo energetico, promuovere la trasformazione "verde" dell’industria
Per molto tempo, il quadro industriale cinese dominato dall’industria pesante ha mantenuto una struttura basata sul consumo di energie fossili (carbone, petrolio). È necessario promuovere una trasformazione "verde" del settore industriale cinese, adattare la struttura produttiva, forzando una riforma strutturale del consumo energetico. Tale adattamento della struttura produttiva deve avere come obiettivo la riduzione dei costi ambientali a vantaggio di una maggiore efficienza energetica. Per questi motivi occorre, in prima battuta, reindirizzare le attività estrattive che riguardano carbone, petrolio, gas naturale, metalli ferrosi e l’attività di altre industrie pesanti verso uno sviluppo sano di settori industriali chiave nella conservazione dell’energia e nella riduzione delle emissioni. Inoltre, occorre utilizzare la leva dell’industria high-tech per puntare concretamente sullo sviluppo dei servizi e dell’industria manifatturiera moderna, utilizzare lo sviluppo della produzione per trasformare e indirizzare la struttura industriale, l’ottimizzazione e il miglioramento della struttura energetica, creando così un meccanismo che spinga verso la trasformazione in senso "verde" dell’industria. Infine, occorre lavorare più approfonditamente sui fattori che possono riformare il mercato, avere un ruolo fondamentale sul mercato nella configurazione del prodotto energia, puntare su investimenti guidati dall’efficienza economica anziché dal governo, definire ulteriormente la forza endogena della trasformazione industriale "verde".
3 Il settore delle nuove energie ha bisogno di un apporto cospicuo di fondi venture capital, di investimenti statali, sociali e del sostegno finanziario
Tutto questo per far sì che capitali diversificati confluiscano in progetti di sviluppo industriale delle nuove energie. Intensificare l’impiego di capitali sociali, modificare le tecnologie comunemente usate nel settore a vantaggio di tecnologie di recente brevetto, continuare nel solco della rivoluzione e dell’innovazione tecnologica.
4 Aumentare gli investimenti in innovazione tecnologica, fare crescere l’economia "verde" delle imprese del settore energetico
Il margine di miglioramento delle imprese cinesi nel settore della tecnologia verde è enorme, ma gli investimenti nel settore R&S e il piano di estensione della platea della trasformazione tecnologica "verde" patiscono ancora per la mancanza di un sostegno all’apparato produttivo delle imprese. Rafforzare, dunque, la riforma tecnologica delle energie tradizionali, promuovere le tecnologie delle nuove energie ed estendere l’uso di nuovi processi manifatturieri, migliorare l’efficienza del riciclo di energia, spostare costantemente più in là la frontiera della produzione industriale e aumentare la forza competitiva delle imprese, stimolare e promuovere, alla base, un comportamento economico verde delle imprese.
5 Migliorare il cammino per l’internazionalizzazione e la cooperazione internazionale
La nuova via della seta è un’iniziativa strategica nazionale promossa ad alto livello per far sì che i paesi che si trovano sulla stessa linea si concentrino sulle esigenze comuni. Un’iniziativa che ha aperto a nuove e migliori opportunità di sviluppo, liberalizzazione e complementarietà. Sulla linea della nuova via della seta ci sono molti paesi ricchi di risorse energetiche tradizionali e innovative, che sviluppano all’estero risorse minerarie di carbone destinate alle imprese cinesi, la cui espansione del commercio del carbone ha portato dei vantaggi. La Cina è leader mondiale nella tecnologia per l’estrazione e la lavorazione del carbone, nell’industria di macchinari per le miniere di carbone, nei servizi di ingegnerizzazione ed altri aspetti, con un notevole vantaggio competitivo a livello internazionale. I paesi lungo la nuova via della seta sono, per la maggior parte, economie emergenti e in via di sviluppo, con un’alta domanda di infrastrutture, un grande mercato del carbone e ampio spazio per investimenti. Alla fine del 2012, la Cina aveva 65 progetti all’estero per lo sfruttamento del carbone, che coinvolgevano più di 7 miliardi di USD di investimenti, e controllava risorse carbonifere per 40 milioni di tonnellate.
6 Internet come mezzo di coinvolgimento
Poiché le ricerche sulla distribuzione di energia via internet si fanno sempre più approfondite, le energie rinnovabili potranno soppiantare le energie fossili su ampia scala, creando così un grande spazio per lo sviluppo dell’e-distribuzione, dando nuovo slancio alla riforma del sistema energetico.
In generale, dal 2017 al 2022, le energie rinnovabili, a livello mondiale, potrebbero avere un margine di crescita persino superiore al 40 percento, per un aumento totale di circa 8,6 TW, tra queste l’energia fotovoltaica avrà un aumento di circa 3,8 TW e per la prima volta supererà quella eolica; la Cina è ancora leader globale nel mercato delle energie rinnovabili, contribuendo con il 36 percento alla futura produzione di energia fotovoltaica. È dunque ragionevole ritenere che il contenuto del 13° piano quinquennale cinese sulle energie rinnovabili possa dare una nuova connotazione e un nuovo ambiente di sviluppo.