Un ponte energetico tra Oriente e Occidente
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La ripresa del petrolio, i numeri crescenti del gas e le prospettive di sviluppo per il 2020 dimostrano come la Russia punti sull'energia per sostenere la propria economia, come è emerso anche dalle dichiarazioni dei protagonisti del settore nel corso dell'ultimo Forum Euroasiatico di Verona

Cerchiamo subito di capire una cosa importante: l'amore tra la Russia (o Gazprom, limitandoci solo all'energia) e l'Europa può rimanere persistente, o morire, come Romeo e Giulietta, sotto ai colpi delle sanzioni e dell'arrivo di shale gas americano. Proviamo a capire, quindi, anche se la Russia possa cambiare la rotta dell'energia, spostandosi ad Est e lasciando il Vecchio Continente a secco.

Partner e prospettive dell'energia russa

"2005-2015, il consumo di #gas è salito del 25%, se la sua quota è il 10% del mercato, il GNL è cresciuto 3 volte tanto" Mikhelson, Novatek

Seppur non esplicitamente, molti di questi argomenti sono stati discussi recentemente a Verona, al V Forum Eurasiatico. Il presidente e Ceo di Rosneft Igor Sechin ha sottolineanto che «la Russia è per sua stessa conformazione un ponte tra Occidente e Oriente», e che bisogna sfruttare entrambe le opportunità. Ma i numeri parlano chiaro. "Oggi le aziende russe sono attive nei mercati di Cina, India, Giappone, Indonesia, Vietnam e molti altri paesi, e gli asiatici sono già diventati i principali investitori nel settore del petrolio e del gas russo" - ha detto Sechin. "Le forniture di petrolio russo verso i paesi asiatici dal 2000 sono aumentate di ben 40 volte".
Per calmare un po’ gli animi, il numero uno di Rosneft ha chiarito anche che «lo sviluppo dei legami della Russia con i partner in Asia e nel Pacifico non è concorrenziale. Piuttosto, apre nuove occasioni ai nostri colleghi europei». «Rosneft da sola potrebbe proporre ai partner europei progetti per più di 100 miliardi di dollari nell'ambito dello sviluppo dei collegamenti lungo i ponti energetici Russia-Europa e Russia-Asia Pacifico». Sembrano intanto che i tempi bui del petrolio stiano finendo. Lo stesso Sechin ha spiegato che il prossimo anno e mezzo dovrebbe terminare il periodo di eccessiva offerta di greggio sul mercato, e si dovrebbe assistere all'avvio di un processo di normalizzazione, in cui "il prezzo del petrolio supererà i 55 dollari al barile".

Secondo Leonid Mikhelson, il numero uno di Novatek, "Il mercato globale del gas crescerà, potenzialmente, del 30% nei prossimi 15 anni; la stima prevede un aumento del consumo di gas in Europa del 12%, mentre in Africa la crescita potrebbe attestarsi intorno al 59%, in Asia e Pacifico al 56% e in Medio Oriente del 45%"

La crescita costante del gas

Leonid Mikhelson, il numero uno di Novatek, ha parlato invece del mercato del gas. "Dal 2005 al 2015 il consumo di gas mondiale è aumentato del 25%, e nonostante detenga solo il 10% del mercato, l’LNG è cresciuto tre volte tanto". In questo periodo tuttavia "il maggior produttore russo è rimasto fermo, mentre gli USA hanno aumentato la produzione del 50%, l'Australia del 70% e il Qatar quasi del 300%". Malgrado un certo rallentamento in Europa, il mercato del gas nel mondo potrebbe crescere, teoricamente, del 30% nei prossimi 15 anni, prevede Mikhelson. La sua stima prevede un aumento del consumo europeo di gas, attraverso i gasdotti di Gazprom, del 12%, mentre in Africa la crescita potrebbe essere del 59%, in Asia e Pacifico del 56%, in Medio Oriente del 45%.
L’arrivo dello shale gas americano nel Vecchio Continente potrebbe alimentare una sana concorrenza e sottrarre argomenti agli oppositori di Gazprom, secondo cui il colosso russo avrebbe potuto utilizzare per scopi politici la propria posizione di principale fornitore europeo di gas, come pensa Vladimir Drebentsov, Vice Presidente BP Russia. In prospettiva, nei prossimi 15 anni, Gazprom potrebbe tranquillamente mantenere la quota del 30% di forniture in Europa, che per il colosso russo rimane il mercato principale.  Esattamente come ha dichiarato Romano Prodi, "la Russia ha bisogno dell’Europa, tanto quanto L’Europa ha bisogno della Russia".

Gli scenari energetici futuri

E se provassimo a guardare ancora più lontano, fino al 2040? Per Sechin, "entro il 2040 il fabbisogno di petrolio potrebbe crescere di almeno 40 milioni di barili al giorno, con una domanda di risorse che potrebbe superare di 4 volte gli attuali livelli di estrazione dell'Arabia Saudita". Rosneft è pronta a dissetare l’economia mondiale. In 10 anni, dal 2005 al 2015, ha aumentato la sua quota mondiale di estrazione di petrolio dall'1,9% a al 4,9%, e con la recente acquisizione di Bashneft è arrivata fino al 5,4%, con una quota europea che tocca il 20%. Da Mosca l'Ad di Gazprom Alexey Miller ho sottolineato che proprio in concomitanza con il Forum la sua compagnia ha battuto un record assoluto: "il 21 ottobre", ha annunciato Miller, "abbiamo portato ai consumatori europei 590 milioni di mc di gas".
Ma cosa ne è delle energie rinnovabili? Rosneft non sembra molto coinvolta in questo settore; il costo d’estrazione del petrolio è così basso che disperdere soldi e tempo per “sponsorizzare capricci” come dicono da quelle parti, diventa un lusso. "Se vogliamo fare i mecenati, lo facciamo in un altro modo", pensano qui. E anche BP non sviluppa ancora progetti di energia alternativa in Russia. Va comunque rilevato un fatto interessante: alla fine di ottobre, il Ministro dell’energia russo Alexander Novak ha inaugurato una solar farm in Bashkortostan, della capacità 15MW: la più grande in Russia.