Russia, da "Cenerentola" a regina delle rinnovabili?

Russia, da "Cenerentola" a regina delle rinnovabili?

Evgeny Utkin | Giornalista ed esperto di economia russa e di questioni energetiche
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Mentre il mondo si orienta sempre più verso l'ampliamento dell'utilizzo delle energie pulite, Mosca dibatte ancora sulla necessità di accelerare sul loro utilizzo. Ma secondo i piani del governo già nel 2024 il mercato interno potrebbe beneficiare di una produzione "alternativa‘ di quasi 10 GW

Quando sei seduto sul tesoro più prezioso del mondo, gli idrocarburi, può venire davvero voglia di investire nel sole e nel vento? La risposta, almeno nel caso della Russia, non è facile.  Vediamo dunque verso quale direzione si è orientato il dibattuto sulle rinnovabili all’ultimo Forum Economico di San Pietroburgo, dove l’Italia è stata ospite speciale, con “Casa Italia‘, la visita del premier Matteo Renzi e la presenza di ben 22 aziende italiane che hanno firmato accordi commerciali per un valore di circa un miliardo di euro. Il primo ad aver parlato di rinnovabili è stato il vice premier russo Arkadij Dvorkovich, con delega per l’energia nel governo russo. “La Russia procede verso le rinnovabili lentamente, perché beneficiamo di un ottimo mix energetico che include energia atomica e idroelettrica. Non stiamo semplicemente aspettando che l’energia rinnovabile diventi più economica e più conveniente rispetto ad altre fonti. Probabilmente, questa nostra strategia non favorisce lo sviluppo delle nuove tecnologie, ma è perfetta per far risparmiare i consumatori, che si sono accollati un peso notevole per lo sviluppo delle rinnovabili.

Il lento cammino russo verso le rinnovabili

Anche secondo il ministro dell’energia russo Alexander Novak, “gli idrocarburi nel prossimo futuro rimarranno la principale fonte d’energia in Russia e nel mondo‘. Aleksej Kudrin, ministro delle finanze di Mosca dal 2000 al 2011, ha spiegato che è difficile affrancarsi dalla dipendenza da idrocarburi in Russia nel momento in cui “il costo di produzione del petrolio si aggira attorno ai 4-6 dollari al barile‘, e se “nel 2000 i ricavi dalla vendita di idrocarburi sono stati di 40 miliardi di dollari, negli anni successivi abbiamo raggiunto il picco di 250 miliardi mentre l’anno scorso, nonostante il guadagno sia sceso, abbiamo comunque raggiunto quota 200 miliardi‘.  Dunque, con questi numeri, nessuno avrebbe scommesso sulla nascita di una industria russa delle rinnovabili,  come invece sta avvenendo adesso. Nel Paese, infatti, sono state installate fabbriche di produzione di cellule fotovoltaiche, che possono fare concorrenza a quelle cinesi (e si sta persino pensando di esportarle verso oriente). Chi avrebbe detto che il più grande impianto fotovoltaico del mondo oltre il Circolo Polare sarebbe stato realizzato in Russia, precisamente in Jacuzia? Il 28 maggio del 2013 il governo di Mosca ha emanato il Decreto 449 “sul meccanismo di promozione dell'uso delle fonti energetiche rinnovabili sul mercato all'ingrosso dell’energia elettrica", provvedimento che ha dato un’ulteriore spinta allo sviluppo delle rinnovabili. Nel maggio 2015 è stata aperta una centrale solare (SPP) da 5 MW a Perevolotsky, nella regione di Orenburg, nell’ottobre 2015 un altro impianto da 10 MW è stato realizzato a Buribay, nella regione di Cheljabinsk, e ad Orsk invece è stata installata una delle più grandi centrali solari in Russia, da 25 MW, con la prospettiva di un’espansione a 40 MW.

Una soluzione per le aree più remote del Paese

Ci sono territori, in Russia, sulle coste del Nord, dove portare gas e gasolio costa così tanto che il vento e il sole rappresentano una valida fonte di energia alternativa.  Ed è proprio su questo punto che si è espresso il vice ministro dell’energia russo, responsabile per le rinnovabili, Aleksej Teksler: “con lo sviluppo dei territori del Nord e dell'estremo Oriente le energie rinnovabili risultano di particolare importanza. In molte aree remote il loro uso consente di risparmiare in modo significativo sui costi energetici, per il fatto che non ci sarà più bisogno di trasferire fin lì petrolio e olio combustibile.  Già oggi, queste soluzioni hanno dimostrato di essere redditizie e convenienti.‘ Secondo Teksler, “nei prossimi 20 anni si prevede di aumentare di dieci volte la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Prima del 2024, il mercato dell'energia in Russia  potrà annoverare 8-10 Gigawatt di produzione da fonti pulite.  E già nel 2015 abbiamo messo in funzione sette nuovi grandi impianti ad energia solare, con una capacità da 1 a 25 MW.‘ Quindi, c’è forse da aspettarsi che in Russia, in futuro, le rinnovabili passino dal ruolo di Cenerentola a quello di Regine.