La Turchia prosegua sulla strada delle riforme

La Turchia prosegua sulla strada delle riforme

Serena Sabino
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L'International Energy Agency esorta il governo di Ankara ad andare avanti con la liberalizzazione del mercato energetico e a sviluppare le potenzialità del Paese in termini di efficienza energetica e energie rinnovabili

La Turchia, grazie alla sua posizione geografica che la rende un ponte naturale tra Europa e Asia, gioca un ruolo fondamentale dal punto di vista energetico sia a livello regionale sia a livello europeo. Per sfruttare appieno le sue potenzialità il Paese deve, però, portare a termine il processo di riforma del settore iniziato dal governo dieci anni fa.  È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’International Energy Agency (IEA) sulla Turchia, pubblicato di recente. Con una domanda di energia crescente, importazioni di petrolio e gas in aumento e un mix energetico largamente basato sui combustibili fossili, la Turchia – sottolinea la IEA – ha un’opportunità unica di entrare nelle rinnovabili, risparmiare energia e diversificare il suo mix.

I numeri dell'energia

L’approvvigionamento energetico primario (TPES) della Turchia – si legge nel Rapporto - ha registrato, negli ultimi quarant’anni, un trend in aumento per soddisfare il fabbisogno di un economia in rapida crescita.
Nel 2015, il TPES del Paese ammontava a 129,7 milioni di tonnellate di olio equivalente (MTOE), con un incremento del 54% rispetto al 2005 (84,2 MTOE). Appena il 24,8% del fabbisogno energetico, pari a 32,2 MTOE, è soddisfatto dalla produzione domestica, motivo per cui la Turchia è fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio e gas.  Il mix energetico del Paese è dominato dai combustibili fossili che rappresentano, nel 2015, l’87,6% del TPES (nel 2005 erano l’88,1%), una quota che la colloca all’ottavo posto tra i paesi membri della IEA. Il consumo finale totale della Turchia ammonta a 85,8 MTOE, vale a dire circa il 70,6% dell’approvvigionamento energetico primario.
Le politiche del governo di Ankara, sintetizzate nel piano Vision 2023, puntano a garantire al Paese energia sicura, sostenibile e conveniente, diversificando le rotte di approvvigionamento e i paesi di origine, promuovendo la produzione domestica e migliorando l'efficienza energetica per limitare la crescita del consumo finale totale. In particolare Vision 2023 prevede che la quota di energia eolica e geotermica nel mix salga al 30% e che il consumo di energia cali del 20% al di sotto dei livelli del 2010. La "Strategia per il mercato elettrico e la sicurezza dell’approvvigionamento" del 2009 ha avviato un processo di apertura del mercato elettrico, attraverso la graduale eliminazione dei sussidi incrociati e l’aumento della concorrenza.

Con una domanda di energia crescente, importazioni di petrolio e gas in aumento e un mix energetico largamente basato sui combustibili fossili, la Turchia ha un'opportunità unica di entrare nelle rinnovabili, risparmiare energia e diversificare il suo mix

La ricetta della IEA

Nel suo Rapporto l’Agenzia invita il governo turco a proseguire sulla strada delle riforme, adottando un programma per l’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti alternative. La IEA riconosce gli sforzi in tal senso fatti negli ultimi dieci anni, sottolineando come le privatizzazione e le riforme del mercato elettrico abbiano suscitato l’interesse della comunità finanziaria, portando ad un vero e proprio boom degli investimenti privati. Queste iniezioni di capitali hanno, a loro volta, consentito di raddoppiare la capacità di generazione di elettricità tra il 2007 e il 2014, assicurando alla popolazione turca l’accesso all’energia.
"Per attrarre investimenti ancora maggiori", spiega il direttore generale della IEA, Fatih Birol, "le liberalizzazioni del mercato dell’energia devono fare ulteriori progressi".
Sono tre le linee guida individuate dal Rapporto: rafforzare l’indipendenza degli operatori del sistema e delle autorità di regolamentazione; abolire le distorsioni del mercato; continuare ad investire in infrastrutture più flessibili e moderne per il gas e l’elettricità. Questi pilastri sono fondamentali, secondo la IEA per assicurare al Paese un approvvigionamento di energia elettrica stabile e affidabile e garantire una crescita economica sostenibile e una maggiore diversificazione.

Le sfide: integrazione, dipendenza e emissioni

Per attrarre più #investimenti le liberalizzazioni del mercato dell'#energia devono fare ulteriori progressi. @IEABirol

Uno dei maggiori punti di forza della Turchia, e non solo dal punto di vista energetico, è la sua posizione geografica unica. L’integrazione regionale del Paese, osserva la IEA, sta facendo progressi, grazie alla costruzione del Transanatolian Natural Gas Pipeline e alla connessione alla rete elettrica europea (ENTSO-E), ma il processo deve andare avanti. "Il contributo della Turchia è essenziale per la sicurezza energetica regionale ed europea" ha sottolineato Birol.
Con il calo dei prezzi del gas e lo sviluppo del commercio globale di LNG, inoltre, Ankara ha una grande opportunità per riformare il proprio mercato del gas, introducendo più concorrenza e diversificazione e investendo maggiormente nelle infrastrutture. Il gas rappresenta il 40% della produzione di energia elettrica della Turchia e la domanda di oro blu è più che raddoppiata nell’ultimo decennio, rendendo il Paese sempre più dipendente dalle importazioni.

Una delle maggiori criticità da affrontare per il governo è l’elevata dipendenza dall’import di combustibili fossili, unita al veloce incremento delle emissioni di diossido di carbonio, più che raddoppiate dal 1990. La Turchia, osserva la IEA, ha fissato per la prima volta un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra. Per diminuire la CO2 e l’inquinamento atmosferico saranno però necessari ulteriori investimenti in tecnologie per il carbone pulito e la rapida ristrutturazione dei vecchi impianti. "Il carbone pulito e il nucleare possono far parte, insieme a una maggiore efficienza energetica e alle rinnovabili, di un mix sicuro e low carbon", ha spiegato Birol, aggiungendo però che "per garantire standard elevati dal punto di vista dell’ambiente e della sicurezza vanno introdotte delle norme giuridiche".

In conclusione, la IEA raccomanda al governo di Ankara a proseguire nell’implementazione di Vision 2023 e a mettere a punto un’agenda di politiche energetiche a lungo termine che incentivi gli investimenti privati nel settore. Target chiari e di lungo periodo per le rinnovabili e l’efficienza energetica, procedure di autorizzazione più celeri e una maggiore integrazione della rete possono garantire alla Turchia una crescita economica sostenibile e duratura.