Atteso debutto di Trump alle Nazioni Unite

Atteso debutto di Trump alle Nazioni Unite

Giancarlo Strocchia
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Occhi puntati oggi alle Nazioni Unite per il discorso che il presidente Trump terrà di fronte alla 72ma Assemblea Generale. Molte le questioni su cui il capo della Casa Bianca potrebbe intervenire, tra cui Nord Corea, Iran e COP21

È, tradizionalmente, l’appuntamento di punta nella fitta agenda delle Nazioni Unite, il momento in ci tutti i leader della Terra si riuniscono per fare il punto, non senza l’uso e l’abuso di un po’ di retorica, sullo stato delle crisi che affliggono i rapporti tra le nazioni e delineare un futuro possibile. Domani il presidente statunitense Trump farà il suo debutto di fronte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e, in generale, al Palazzo di Vetro. Un battesimo molto atteso, come sottolinea il New York Times, per capire quanto rigorosa sarà, di qui in avanti, la politica estera e stelle e strisce o se i recenti ripensamenti dell’amministrazione statunitense possono far presagire prese di posizione un po’ più morbide su capitoli ancora aperti, come Nord Corea, Iran, COP 21, solo per fare alcuni esempi.
Il tanto atteso discorso di Trump potrebbe riassegnare, al capo della Casa Bianca, quel ruolo di guida mondiale del mondo libero e democratico che, come osserva il Fortune, Trump ha ceduto, non si sa bene quanto involontariamente, ad altri capi di stato e di governo internazionali come Angela Mekel, che più di lui oggi viene indicata come "leader politico e morale del mondo libero occidentale".

Il concetto di sovranità secondo la Casa Bianca

A detta del consigliere per la Sicurezza Nazionale, McMaster, Trump punterà a ribadire che obiettivi inderogabili degli Stati Uniti sono "pace" e "sovranità". Per McMaster "La sovranità e la responsabilità sono le fondamenta essenziali della pace e della prosperità" e L'America "intende rispettare la sovranità di altre nazioni, così come si aspetta che altre nazioni facciano nei confronti degli USA, sollecitando tutti i governi ad essere responsabili dei loro cittadini". È pur vero che il concetto di sovranità che Trump intende sostenere, a giudicare dai passi compiuti soprattutto in politica estera, potrebbe sottendere la volontà statunitense di agire secondo criteri e ragioni che si collocano spesso al di fuori della comunità internazionale.

Sulla stessa linea di commento si è espresso anche Stewart Patrick, direttore del Programma per le Istituzioni Internazionali e la Governance Globale del Consiglio per le Relazioni Internazionali, secondo cui "ci si aspetta che il presidente affronti una delle questioni cruciali della sua amministrazione, e che non è emersa con troppa chiarezza finora, ovvero quale ruolo possono avere le Nazioni Unite, nell’ambito degli strumenti o dei mezzi che possano sostenere l’avanzamento degli obiettivi della politica estera statunitense. Vale la pena sottolineare, in questo senso, che solo nel dicembre 2016, all’interno di un tweet, Trump definiva le organizzazioni internazionali alla stregua di "club dove le persone si ritrovano per chiacchierare, stare insieme e divertirsi". A questo punto non resta che attendere le poche ore che ci separano dall’ascesa di Trump al podio della grande sala dell’Assemblea Generale per capire, nel primo vero discorso complessivo sulla politica estera americana che il presidente abbia mai tenuto, quale orizzonte gli Stati Uniti prefigurano per il Pianeta nei prossimi anni.