La svolta economica del CAIRO
Condividi
Grazie agli investimenti in rinnovabili, un processo di riforme giunto ad un livello di implementazione dell'80%, al sostegno del Fondo Monetario Internazionale e agli accordi di collaborazione con Italia, Francia e Stati Uniti, l'Egitto si sta avviando verso un periodo di crescita che punta su energia, turismo e infrastrutture

Le autorità egiziane puntano sull'energia rinnovabile. Il ministro della Pianificazione, Hala Saed, ha annunciato investimenti pari a 11,9 miliardi di lire egiziane (580 milioni di euro) per il piano 2017-2018 nei settori dell’elettricità e dell’energia verde. Il progetto sarà realizzato attraverso una partnership pubblico-privato. Il 10,4% delle risorse saranno pubbliche e il resto verrà da aziende private e para-statali. Saed ha aggiunto che i settori dell'elettricità e dell'energia rinnovabile avranno un ruolo sempre più centrale per la crescita economica del Paese, lo sviluppo commerciale e del mercato del lavoro egiziano. Secondo fonti governative, il settore è cresciuto del 4% nel 2014-2015, del 7,1% nel 2015-2016 e del 6,9% nel 2016-2017. Dovrebbe inoltre arrivare nei prossimi mesi la terza tranche del prestito accordato al Cairo dal Fondo monetario internazionale (Fmi), mentre Francia e Stati Uniti continuano ad essere solidi partner commerciale dell'ex generale Abdel Fattah al-Sisi.

Il prestito del Fondo monetario internazionale (Fmi)

L’Fmi ha sottolineato i passi avanti fatti dal Cairo in seguito all'implementazione delle riforme economiche che hanno portato ad una svalutazione senza precedenti della lira egiziana. Secondo i dati forniti dal capo-dipartimento per il Medio Oriente e l'Asia centrale del Fondo, Jihad Azour, "l'economia egiziana ne sta beneficiando in vari settori, incluse le esportazioni e il turismo". Secondo l’Fmi, l'economia egiziana crescerà del 4,5% nel 2018 dopo un progresso del 4,1% registrato nel 2017. Tuttavia, la politica monetaria del governo egiziano ha portato all'aumento dei prezzi, all'introduzione di una tassa sul valore aggiunto (Iva) e al taglio dei sussidi, misure che hanno provocato una nuova ondata di proteste nelle industrie locali, ma anche all'aumento delle esportazioni che sono cresciute del 16% nei settori non-petroliferi. Lo scorso 25 ottobre una delegazione del Fondo ha visitato la capitale egiziana per stabilire se sarà versata la terza tranche del prestito da 12 miliardi di dollari, firmato nel 2016. La delegazione ha incontrato vari funzionari del ministero delle Finanze, della Banca centrale egiziana, e responsabili dei settori commerciale, petrolifero, gas e investimenti. Le riunioni bilaterali nella capitale egiziana sono previste fino al 7 novembre per valutare i progressi fatti dall'economia locale. Il direttore dell’Fmi, Christine Lagarde, ha elogiato le riforme approvate dall'Egitto, e dal ministro delle Finanze, Amr el-Garhy. Secondo dati del Fondo, le riforme sarebbero in via di implementazione per una percentuale vicina all'80% rispetto agli obiettivi stabiliti. Già nel luglio del 2017, l’Fmi aveva certificato il soddisfacente rispetto degli accordi da parte egiziana.

L'avvio di nuovi investimenti e il ritorno del turismo

Si vedono segnali di miglioramento anche nel settore turistico. Il ministro del Turismo, Yehia Rashed, ha siglato un accordo con il vice-ministro della Cultura italiana, Dorina Bianchi, per promuovere il settore turistico. Rashed ha sottolineato che questa intesa favorirà il ritorno dei flussi turistici dall'Italia, fermi in seguito all'instabilità politica che ha colpito il Paese dal 2011. Restano solide le relazioni bilaterali con Francia e Stati Uniti. Negli incontri dello scorso ottobre con il presidente francese, Emmanuel Macron, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, ha parlato dello sviluppo delle relazioni tra i due Paesi. Gli accordi firmati a Parigi vanno dallo sviluppo delle imprese locali, alla firma di partnership tra compagnie di trasporto francesi ed egiziane e le autorità dei trasporti locali. Il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, ha sottolineato gli sforzi in corso per le riforme da parte egiziana. I due Paesi hanno firmato accordi per finanziare il budget energetico egiziano, cliniche specializzate in vari governatorati e costruire nuove infrastrutture ad Alessandria. Dal canto loro, lo scorso agosto, gli Stati Uniti avevano cancellato 95,7 milioni di dollari (la consegna di altri 195 milioni è stata ritardata) degli 1,3 miliardi di aiuti militari all'Egitto, ripristinati in via definitiva dal presidente Donald Trump dopo il temporaneo congelamento voluto da Obama. Tra le motivazioni, si parla di "serie preoccupazioni per i diritti umani" e si sottolineano in particolare i buoni rapporti tra il Cairo e la Corea del Nord. Tuttavia, il direttore della missione USaid, Sherry Carlin, ha firmato un accordo di cooperazione ed investimenti con il ministro della Cooperazione internazionale egiziana, Shar Nasr. Gli accordi prevedono aiuti pari a 100 milioni di dollari in assistenza in diversi settori dalla salute all'educazione e al commercio. Questi accordi sono il risultato dei colloqui bilaterali tra il presidente Usa Trump e il suo omologo egiziano ai margini dell'Assemblea delle Nazioni Unite dello scorso settembre a New York.