Il "principale carburante" per lo sviluppo economico

Il "principale carburante" per lo sviluppo economico

Serena Sabino
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L'efficienza energetica consente a famiglie, imprese e governi di ridurre la bolletta elettrica e tagliare le emissioni di carbonio tanto da essere considerata una fonte a se stante di energia

Un paio di anni fa gli Ngewana, una famiglia benestante di Cape Town, si sono riuniti intorno al tavolo della cucina e si sono dati un obiettivo ambizioso: tagliare del 40% il loro consumo di elettricità, rimodernando il loro appartamento e cambiando le loro abitudini quotidiani. Grazie ai risparmi ottenuti attraverso piccoli accorgimenti, come sostituire le vecchie lampadine con nuove luci più efficienti, gli Ngewana hanno potuto finanziare l’isolamento delle pareti di casa, l’istallazione di pannelli solari per l’acqua calda e di ventilatori a soffitto. In meno di tre mesi i target di risparmio energetico della famiglia erano stati già superati e, parallelamente, il livello di comfort dell’appartamento era notevolmente aumentato.
Dagli appartamenti privati alle grandi industrie, l’efficienza energetica offre a governi, imprese e famiglie strumenti e soluzioni per ridurre la bolletta energetica, tagliare le emissioni di carbonio e risparmiare denaro allo stesso tempo.

Dal Sud Africa alla Cina, i numeri dell'efficienza

In #India, misure di #efficienza energetica potrebbero ridurre il #consumo nazionale di energia di oltre il 10%. @IEA

Un’analisi dell’International Energy Agency (IEA) mostra che con investimenti in efficienza energetica su larga scala, il Sud Africa potrebbe ridurre il proprio fabbisogno di capacità di generazione elettrica addizionale del 18% nel 2030. Verrebbero inoltre bruciati 25 milioni di tonnellate di carbone in meno, equivalenti a 275.000 vagoni di carbone. In India, misure di efficienza energetica potrebbero ridurre il consumo nazionale di energia di oltre il 10%. Inoltre, spiega la IEA, l’efficienza è stata alla base del calo dell’intensità energetica indiana (la quantità di energia primaria di cui un paese ha bisogno per generare un’unità di prodotto interno lordo), che in 10 anni si è quasi dimezzata. Tra il 2006 e il 2014, la Cina ha investito in efficienza energetica 370 miliardi di dollari, ottenendo diversi vantaggi tra cui la riduzione dell'inquinamento atmosferico e una bolletta più bassa per i consumatori. L’energia risparmiata grazie a tali investimenti è pari all’intera produzione di energia rinnovabile della Cina. Nel solo settore energetico, la maggiore efficienza ha evitato oltre 230 miliardi di dollari di investimenti su nuovi impianti (soprattutto a carbone) per la generazione di elettricità e ha ridotto le emissioni di anidride carbonica della Repubblica popolare di 1,2 miliardi di tonnellate nel 2014, pari al totale delle emissioni di CO2 del Giappone.
Più in generale, secondo la IEA, l’utilizzo delle misure di efficienza energetica attualmente disponibili consentirebbe di fornire universalmente servizi energetici moderni con il 50-80% di energia in meno.

L'Africa Sub-sahariana e il paradosso del 66%

L’efficienza energetica rappresenta una componente essenziale della risposta alla ricerca di soluzioni per favorire un maggior accesso all’energia delle popolazioni dei paesi via di sviluppo, spesso ricchi di risorse ma poveri di servizi energetici affidabili. Un caso esemplare è quello dell’Africa Sub-sahariana, dove il 66% della popolazione – oltre 620 milioni di persone – non ha accesso all’energia, mentre il 66% degli investimenti è finalizzato all’esportazione di energia piuttosto che all’utilizzo interno. Il paradosso è ancora più evidente se si tiene conto del fatto che circa un terzo di tutte le scoperte di giacimenti di petrolio e gas tra il 2009 e il 2014 sono state fatte proprio nella regione Sub-sahariana. Tecnologie efficienti possono aiutare a liberare capacità in una rete elettrica, consentendo di fornire servizi energetici a un maggior numero di consumatori. Nel 2007 il Ghana, la cui domanda di energia cresceva al ritmo del 7% l’anno, è stato il primo paese africano a sperimentare un programma di sostituzione delle lampadine domestiche con modelli più efficienti: nell’arco di tre mesi il governo ha distribuito gratuitamente sei milioni di lampade compatte fluorescenti (CFL) a basso consumo e ha raccolto milioni di luci a incandescenza. Il programma ha portato risparmi energetici pari a 124 megawatt e ha permesso al governo di evitare gli oltre 300 milioni di dollari di investimenti in impianti elettrici che sarebbero stati necessari a raggiungere la stessa capacità massima con le vecchie lampadine. In due anni le lampade CFL installate negli appartamenti sono cresciute dal 3% al 79% del totale. Il programma ha consentito di ampliare l’accesso all’illuminazione elettrica in Ghana senza la necessità di incrementare la capacità di generazione di energia del Paese.

Nel 2007 il Ghana, la cui domanda di energia cresceva al ritmo del 7% l'anno, è stato il primo paese africano a sperimentare un programma di sostituzione delle lampadine domestiche con modelli più efficienti

Migliora l'intensità energetica globale, ma non abbastanza in fretta

L’intensità energetica globale è diminuita dell’1,8% nel 2015, il che significa che l’economia ha avuto bisogno di meno energia per crescere. Il dato rappresenta un progresso rispetto al calo registrato nel 2014 (1,5%) e al tasso annuale dei precedenti 10 anni (0,6%). Tale miglioramento è particolarmente significativo, commenta la IEA, in un contesto di prezzi bassi, con le quotazioni del petrolio crollate del 60% dal 2014. In ogni caso i progressi sono ancora troppo lenti: la IEA stima infatti che sarebbe necessario un calo immediato del 2,6% annuo tra il 2016 e il 2030 per non mancare gli obiettivi sul clima. L’intensità energetica non è diminuita in modo uniforme in tutto il globo. Le migliori performance, l’anno scorso, si sono registrate nei paesi emergenti e in via di sviluppo (2,5%), piuttosto che nei paesi industrializzati (2%).