Rinnovabili USA, un orizzonte frammentato

Rinnovabili USA, un orizzonte frammentato

Emilio Fabio Torsello
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Nei giorni scorsi la Corte Suprema ha bloccato il Clean Power Plan, fiore all'occhiello della proposta energetica di Obama e pilastro alla Cop21. Ma a tenere alta la bandiera della sostenibilità energetica ci pensano le singole città, come, ad esempio, la Grande Mela

Gli esperti della US Energy Information Administration non hanno dubbi: il totale delle rinnovabili usate nel settore elettrico quest’anno, negli Stati Uniti, aumenterà dell’8,1% e, complessivamente, del 3,6%. Il tutto mentre nel dicembre scorso il Congresso ha approvato un’estensione e una modifica del cosiddetto “tax credit” per agevolare nuovi impianti eolici e solari da qui al 2019. Nonostante una politica che in questi giorni si è divisa proprio sul Clean Power Plan, quindi, gli Stati Uniti stanno cercando di portare avanti, per singoli stati o città, decisioni capaci di impattare positivamente sull’ambiente.
L’Eia si aspetta, comunque, un impatto minimo da queste agevolazioni sul credito d’imposta, dal momento che - almeno per quest’anno - non sono previsti nuovi impianti eolici sul suolo statunitense. Per l’anno prossimo dipenderà invece dallo stadio di sviluppo di progetti di nuovi parchi per sfruttare la forza del vento, pur previsti ma non ancora avviati.
Per il solare, invece, i miglioramenti saranno maggiormente sostanziali: nel 2017 si registrerà un incremento del 42% rispetto ai livelli del 2016, con una crescita stimata che farà toccare i 128GWh/giorno. Tra gli Stati più importanti per lo sviluppo di impianti che producano energia dal Sole ci sono il Nevada, il North Carolina, il Texas e la Georgia che, insieme con la California, si stima possano generare almeno l’80% della capacità aggiuntiva per il 2016 e il 2017.

La politica divisa sul Clean Power Plan, uno schiaffo per Obama

In generale, gli esperti stimano che le rinnovabili possano produrre il 14% dell’energia elettrica richiesta negli Stati Uniti nel 2016. Di questa cifra, il 5,2% verrà dall’eolico, lo 0,8% dal solare e il resto dalle centrali a biomassa. Ma quella sulle rinnovabili è una partita quanto mai aperta negli Stati Uniti, dal momento che a inizio febbraio la Corte suprema ha bocciato proprio il Clean Power Plan, approvato nell’agosto dello scorso anno dall’Environmental Protection Agency (l’Agenzia americana per la Protezione dell’ambiente), e che avrebbe dovuto incrementare e potenziare ulteriormente lo sviluppo delle energie alternative negli States. Il Piano riguardava una riduzione pari al 32% delle emissioni di anidride carbonica emesse dagli impianti per la produzione di energia elettrica entro il 2030, ed era uno dei pilastri della Cop21. 5 dei 9 giudici della Corte suprema hanno quindi deciso di accogliere il ricorso presentato da 27 stati americani.

L'esempio di New York e la meta del 2050

Eppure, laddove la politica nazionale litiga, a dare l’esempio ci pensano singole città e territori, come New York, che ha in previsione di ottenere il 50% dell’energia pulita dalle rinnovabili entro il 2030 e ha messo a punto un piano d’azione per raggiungere l’obiettivo: si tratta del cosiddetto “50 by 30 goal”, un documento programmatico stilato dal Department of Public Service. Nel dettaglio, tra gli obiettivi si sottolinea di voler raggiungere “una riduzione del 40% delle emissioni nelle greenhouse, rispetto ai livelli del 1990; il 50% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e una riduzione del 23% del consumo energetico degli edifici. Questo potrebbe mettere lo Stato di NYC in pole per la riduzione dell’80% delle ‘carbon emission’ entro il 2050”.  Il report, però, mette anche in evidenza un dato spesso lasciato in ombra da chi delle rinnovabili fa una bandiera green e non un elemento di sistema nell’economia energetica di Paesi e città: “L’energia pulita e le fonti rinnovabili - scrivono infatti i ricercatori - non sono solo necessarie per ridurre le emissioni di carbone: rappresentano il futuro dell’industria elettrica e dovranno essere una componente cardine della strategia di sviluppo economico".

Sulle rinnovabili, ma in ordine sparso

E come NY, anche altri Stati hanno accelerato sulla via delle rinnovabili. Le Hawaii, ad esempio, puntano al 100% di energia da fonti rinnovabili entro il 2045, passando per un 30% entro il 2020 e il 70% entro il 2040. In questo modo, sarebbero il primo Stato green degli USA.  Seguono il Vermont - che punta al 75% di energia da fonti rinnovabili entro il 2032 - la California - che prevede di incrementare la propria efficienza energetica del 50% entro il 2030 – e l’Oregon - che mira al 50% di rinnovabili entro il 2040.