Un Dragone sempre più verde
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Pechino punta sempre di più sulla produzione di energia da fonti alternative, prospettando di raggiungere l'obiettivo del 60% di potenza installata ad emissione zero entro il 2040. Per questo, in futuro, il Paese incrementerà l'applicazione dei sistemi di energia distribuita (DES), sviluppando i sistemi di stoccaggio energetico e monitorando il programma dalla struttura innovativa

Lo sviluppo di una nuova industria energetica a livello mondiale sta vivendo un forte slancio. La quota di nuova potenza installata ha in effetti superato quella dell’energia fossile tradizionale, segnando ufficialmente il punto di svolta dell’alternanza tra vecchia e nuova energia.  Il "Rapporto annuale 2016-2017 sulla nuova industria energetica in Cina", realizzato dalla Camera dell’Industria e del Commercio cinese, ha rivelato che, a fine 2016, la nuova potenza installata di fotovoltaico del Paese ammonta a 34,54 milioni di kW, la potenza installata cumulativa raggiunge invece i 77,42 milioni di kW, piazzando il Celeste Impero sul gradino più alto della classifica mondiale di entrambe. Nello stesso anno, i nuovi collettori solari occupavano 39,52 milioni di metri quadrati, la nuova potenza installata annuale di eolico è di 19,3 milioni di kW, quella da biomassa di 12,14 milioni di kW, la capacità di generazione di energia solare termica della potenza installata totale raggiunge i 28 000 kW, quella di energia geotermica i 26 000 kW. Negli ultimi anni, il settore delle energie rinnovabili in Cina ha conosciuto un rapido sviluppo e la sua percentuale nel mix energetico del Paese è in continuo aumento.

Obiettivo 2040, con il 60% di rinnovabili

Contemporaneamente, il problema della "rinuncia all’energia eolica, idroelettrica e fotovoltaica" assume sempre maggiore rilievo. In base al programma nazionale, la percentuale di energia non fossile della Cina dovrebbe raggiungere il 15% entro il 2020. Gli esperti stimano inoltre che la potenza installata di eolico raggiungerà tra i 210 e i 250 milioni di kilowatt e quella del fotovoltaico i 150 milioni. Entro il 2030, l’indice di energia non fossile dovrebbe raggiungere il 20%, quando la potenza installata di eolico e fotovoltaico avranno raggiunto quota 1 miliardo di kilowatt. Secondo le previsioni del "New Energy World Outlook 2016", entro il 2040 le fonti energetiche a emissione zero rappresenteranno il 60% della potenza installata totale. Nei prossimi 25 anni, la potenza installata per la generazione di energia da fonti rinnovabili aumenterà di 8,6 TW, l’energia eolica e il fotovoltaico rappresenteranno il 64%; gli investimenti totali in nuove fonti energetiche ammonteranno a 114 miliardi di dollari, dei quali quelli per lo sviluppo l’energia eolica costituiranno il 60%. Il motivo per cui la proporzione globale di energie rinnovabili in Cina non è così ampia è che il Paese sta affrontando una "sofferenza di transizione" che costituirà un enorme ostacolo per lo sviluppo di nuove fonti di energia.

Il processo di transizione: difficoltà e tendenze

Teoricamente, dovremmo assistere a un rapido sviluppo delle energie rinnovabili, ma ciò dipende sia dalle politiche, che dai mercati, che dalle nuove tecnologie messe a punto. A livello locale, le province che fanno ricorso alle energie rinnovabili e sono ricche di risorse mancano fortemente di capacità di consumo e la fornitura di elettricità alle altre province richiede un lungo processo di approvazione, per questo le forniture sono in ritardo e non sono in grado di tenere il passo con la potenza installata di rinnovabili e con il tasso di crescita della produzione di energia. Attualmente, nella regione orientale vi sono numerosi progetti di energia termica, ma per via della loro disposizione del tutto priva di logica, l’energia rinnovabile non trova un mercato di sbocco. Per risolvere il problema della rinuncia all’energia eolica, idroelettrica e fotovoltaica è necessaria, innanzitutto, una svolta tecnologica, ma la chiave risiede essenzialmente nei meccanismi di mercato. Per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico, la Cina ha già iniziato a utilizzare sistemi intelligenti di controllo del vento e di trasmissione nei parchi eolici del nordest, elevando il livello di accuratezza delle previsioni della forza del vento e incrementando, al contempo, la produzione di energia eolica. In termini di politiche energetiche, la Cina continuerà a incrementare i meccanismi di scambio delle rinnovabili a livello interregionale e tra le province e a regolare i picchi del mercato che si verificheranno in futuro grazie ai sistemi di informazione energetica e all’interoperabilità dei dati che diventeranno meccanismi fondamentali.

L'unione che fa la forza, l'internet dell'energia

Con l’approfondimento dello studio dell’internet dell’energia, l’energia fossile verrà ampiamente sostituita da alternative rinnovabili, il che lascia ampio spazio allo sviluppo dell’internet dell’energia, la cui affermazione su vasta scala ha fornito nuovi stimoli per la riforma del sistema energetico. Per prima cosa, creare valore per l’utente, in secondo luogo, creare profitto per le aziende e infine, condividere le nuove idee. Mentre il costo marginale delle energie rinnovabili è basso, essendo presenti in diversi punti non circoscritti, esse sono molto più vicine agli utenti e si adattano perfettamente alla natura decentralizzata, estesa e aperta dell’internet dell’energia. Nella regione nord-occidentale della Cina, un distretto di edifici intelligenti è riuscito ad applicare con successo l’internet dell’energia, unendo energia fotovoltaica, geotermica, stoccaggio energetico e gestione dei dati. Grazie alla generazione di elettricità a partire da energie rinnovabili, questi distretti sono in grado di essere autosufficienti, mentre l’energia in eccesso può essere condivisa su internet e se il distretto non ne ha abbastanza, può ottenerla dall’ampia rete elettrica.

Le linee guida per la diffusione delle rinnovabili in Cina

Innanzitutto, è necessario migliorare la distribuzione degli impianti, sia a livello locale che centrale, per raggiungere e collegare l’intero territorio nazionale. Il futuro della distribuzione degli impianti eolici in Cina si concentra su alcune tappe: entro il 2020, parchi eolici terrestri e dimostrazioni di eolico offshore nel breve tempo; 2021-2020, sviluppo di parchi eolici terrestri e offshore, poi dimostrazioni di eolico offshore; 2031 - 2050, raggiungimento dello sviluppo completo dell’energia eolica nella parte occidentale e dell’eolico offshore. In secondo luogo, rafforzare la trasformazione energetica e aprirsi periodicamente ai mercati internazionali. La Cina dovrebbe approfittare dell’iniziativa della "Nuova via della seta", puntando a uno sviluppo del settore del fotovoltaico orientato alle esportazioni e promuovendo i processi di cooperazione delle imprese del settore, per accelerare l’applicazione di una capacità di produzione internazionale. Inoltre, il Paese dovrebbe esplorare attivamente i mercati emergenti, come America Latina, India, Africa e Medio Oriente, per potenziare il vantaggio competitivo del suo settore FV. In terzo luogo, occorre incentivare innovazione e protezione nell’ambito del settore dell’energia solare tramite uno sviluppo sano e sostenibile, principalmente per realizzare e migliorare il sistema di gestione del riscaldamento solare; sostenere l’internet dell’energia per quanto riguarda la costruzione di piattaforme appartenenti a terzi, raggiungere l’implementazione del sistema integrativo finale basato sull’energia solare. Ciò avviene tramite politiche finanziarie e fiscali per incentivare le tecnologie per la produzione di energia solare termica e lo sviluppo industriale delle aziende, innovando la generazione di energia pulita e riciclata come modello di applicazione per le nuove forme di rinnovabili, e facendo in mondo che il governo centrale conceda rapidamente e tempestivamente tariffe sovvenzionate durante il processo di sviluppo. Infine, è auspicabile mantenere il nuovo meccanismo di utilizzo efficiente dell’energia e aumentare al contempo le riserve strategiche, esplorando nuove modalità di produzione distribuita e di raccolta di biogas e energia geotermica. Nel 2030, 2050, nel corso dei programmi a medio e lungo termine, l’obiettivo sarà raggiungere capacità estrattive al di sotto dei 2.000 metri delle risorse geotermiche, che si affiancheranno all’energia a base di carbonio che dovrebbe rappresentare il 2% della capacità per i 20 anni a venire. Certamente, per facilitare la cooperazione internazionale i responsabili politici cinesi dovranno dar prova di grande apertura mentale, consentendo di realizzare progetti nell’ambito dell’energia geotermica in cooperazione con entità straniere e definendo chiaramente e senza esitazioni le nuove fonti di energia geotermica e i nuovi approcci di gestione. In conclusione, in futuro la Cina rafforzerà in diverse fasi la gestione e l’applicazione dei sistemi di energia distribuita (DES), cooperando con società energetiche nell’ambito della produzione di energia rinnovabile e dello stoccaggio energetico e monitorando il programma dalla struttura innovativa per apportare il proprio contributo al "Piano di sviluppo sostenibile 2040".