Cosa ha detto Putin al Russian Energy Week
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Dal 2 al 4 ottobre a Mosca si è parlato di tutto, dalle rinnovabili al nucleare, con un focus su efficienza energetica e gas. Con la partecipazione del Presidente russo, che ha assicurato: "Non esistono mire politiche nel progetto Nord Stream 2". Diario di bordo

L'energia a 360 gradi. Tre giorni pieni di energia, con sessioni plenarie e parallele. Più di diecimila partecipanti e speaker da tutto il mondo, chiamati ad affrontare aspetti tecnici e questioni di geopolitica. Impossibile partecipare ad ogni sessione. Limitiamoci quindi a sintetizzare i punti principali. 

 

Il gas diventa re

Partiamo da un punto chiave: il consumo di gas crescerà più rapidamente di quello degli altri idrocarburi, trattandosi di un combustibile ecologico, economicamente competitivo e, soprattutto, sempre più accessibile grazie al GNL (gas naturale liquefatto). Se attualmente la quota di gas nel bilancio energetico mondiale è del 23 per cento, le stime per il 2035 parlano di un aumento al 27 per cento.  “Rispetto a oggi, nel 2040 le vendite di gas nel mondo aumenteranno di 600-700 miliardi di metri cubi (mc), e circa il 70 per cento di tale aumento sarà dovuto al gas liquefatto”, ha affermato Alexander Novak, ministro dell’Energia russo. Il numero di paesi consumatori di GNL è aumentato da 13 nel 1990 a 36 nel 2017, e dovrebbe aumentare ulteriormente. Un treno che la Russia non intende perdere; il portavoce di questa nuova sfida è Leonid Mikhelson, presidente di Novatek, speaker fisso all'Energy Week e al Forum Eurasiatico di Verona (in programma quest’anno il 24 e il 25 ottobre). “La Russia nel 2018 ha estratto 670 miliardi di metri cubi di gas, pari a circa il 17 per cento mondiale, mentre il GNL russo rappresenta il 7 per cento della quota mondiale. Penso che la quota di GNL russa possa e debba arrivare intorno al 20 per cento mondiale”, ha esordito Mikhelson. Nei piani di sviluppo di Novatek, per il 2030 si dovrebbero produrre 57 milioni GNL all’anno, ma Mikhelson alza le previsioni addirittura a 75 milioni. 


Russia, il maggior fornitore d’Europa

Le risorse interne europee stanno progressivamente diminuendo. Se adesso l'Europa deve importare la metà del gas che consuma, si prevede che in futuro circa il 70-80 per cento del gas sarà importato. E’ su questa fetta aggiuntiva che si gioca la concorrenza di nuovi player come gli USA, con il suo GNL visto come “molecola della libertà”. Ironia a parte, i partecipanti dell’Energy Week hanno ammesso che c’è una certa pressione da parte dei politici americani sulle questioni economiche, in particolare su come, da chi e per quale prezzo comprare il gas. Viktor Zubkov, presidente di Gazprom, ha sottolineato che il colosso russo detiene sul mercato europeo una quota del 37 per cento (lo scorso anno Gazprom ha portato in Europa più di 200 miliardi di mc di gas), laddove la quota di GNL in Europa è solo dell’8 per cento, con gli Stati Uniti che si piazzano solo al quinto posto. 

 

La via maestra dei gasdotti e i rischi geopolitici
Zubkov ha aggiunto che "il tratto del gasdotto Nord Stream 2 è uguale a quello di Nord Stream 1, ma per avere le autorizzazioni, malgrado l'interesse europeo, ci sono voluti tempi molto più lunghi". Un esito che Zubkov attribuisce al protezionismo degli Stati Uniti e alle sue pressioni sui partner europei. Attualmente all'esame del Congresso Usa c’è la normativa che prevede dure sanzioni contro il progetto Nord Stream 2 e le società coinvolte. E così alcune compagnie, come Royal Dutch Shell, hanno chiesto di non attuare questi provvedimenti.

Alcuni paesi dell’Est Europa sono tuttavia contrari al progetto, che sono convinta possa escludere l'Ucraina dal transito di gas russo. Anche la Danimarca non ha ancora dato l’autorizzazione all'attraversamento delle sue acque territoriali. Il presidente russo Vladimir Putin, dalla tribuna dell'Energy Week, ha dichiarato però che i lavori del Nord Stream 2 sono in corso e oltre l'82 per cento del percorso è già stato tracciato. Putin ha inoltre sottolineato che la costruzione del gasdotto Nord Stream 2 avviene sulla base di un progetto di natura esclusivamente commerciale, non esiste alcun contesto politico. "Sta alla Danimarca dimostrare la propria indipendenza e mostrare di avere sovranità. Se non sarà questo il caso, ci sono altre rotte. Costerà di più e ci ritarderà un po' ma ritengo che il progetto sarà completato", ha concluso Putin.

Accanto a Putin Rainer Seele, presidente del Consiglio di Amministrazione e amministratore delegato della compagnia energetica austriaca OMV. “L'Europa – ha detto - ha bisogno di gas a prezzi competitivi che otteniamo dalla Russia, non voglio nemmeno pensare a qualsiasi interferenza da parte di terzi, ma gli Stati Uniti stanno cercando di preparare una risposta politica in una situazione in cui l'Europa è alla ricerca di indipendenza energetica. Da cinquant’anni riceviamo gas russo in conformità con i contratti. Pertanto, la nostra esperienza ci consente di dire che esiste una interdipendenza. L'Europa paga le bollette, la Russia riceve valuta estera, quindi gli investimenti nel Nord Stream 2 sono investimenti nella diversificazione”.

Riguardo alla strada ucraina, Putin ha detto di essere pronto a firmare un accordo di transito se Kiev riuscirà ad attuare il pacchetto energetico europeo entro la fine dell'anno; in alternativa, vi sarebbe l'opzione di un contratto transitorio di un anno. “L'Ucraina sta cercando di attuare la legislazione energetica europea”, ha scandito Putin. “Se riuscirà a farlo prima della fine dell'anno, siamo pronti a lavorare nel quadro della legislazione europea. Informazione importante: lo dichiaro forse pubblicamente per la prima volta”, ha sottolineato il presidente russo. “Firmeremo un accordo di transito con l'Ucraina in conformità con la legge europea. Se poi l'Ucraina non riuscisse a farlo, scenario probabile giacché vi sono procedure legislative e politiche interne che i partner ucraini devono ancora affrontare, siamo pronti a prolungare il contratto di transito esistente per qualche tempo, diciamo per un anno”, ha spiegato Putin.

Si è parlato anche di altri gasdotti, come il Turkish Stream e Power of Siberia. Tutti e due, ha detto il ministro Novak, saranno completati questo anno.

 

Petrolio, prezzo stabile

L'alleanza strategica tra Russia e i paesi del Gulf Cooperation Council (GCC) negli ultimi anni ha consentito la creazione dell'accordo OPEC+, che ha determinato il nuovo paradigma del mercato mondiale dell'energia. L'atteso taglio della produzione a luglio 2019 ha assicurato la prevedibilità dei prezzi del petrolio e ha mantenuto un flusso stabile di investimenti nel settore petrolifero. Neanche il recente attacco a un importante sito di Aramco, in Arabia Saudita, che ha bruciato in pochi istanti il 5 per cento delle forniture mondiali di petrolio, ha cambiato di molto i prezzi (se non per pochi giorni). Il neo ministro dell’energia dell’Arabia Saudita, Abdulaziz bin Salman, ha raccontato come ha dovuto gestire la emergenza. Anche per il presidente e l’amministratore Delegato dell’Exxon Mobil Darren Woods, il governo saudita ha reagito in modo efficiente, cercando di soddisfare i clienti e mantenere stabilità del mercato. I manager di grandi aziende e i politici sono d’accordo sulla relativa stabilità dei prezzi di petrolio anche nel futuro, ma non hanno voluto dare numeri precisi. Situazione stabile, se non arriva qualche “cigno nero”.

 

Rinnovabili e trasformazione digitale

Nuove fonti di energia rinnovabili, la crescente possibilità da parte dei consumatori di effettuare scelte consapevoli circa il consumo dell’energia e l’utilizzo delle tecnologie digitali nel settore cambieranno il sistema energetico globale nei prossimi anni. Cambiamenti ai quali anche la Russia si sta preparando. “Il settore petrolifero e del gas è sulla buona strada per essere un vero motore del settore IT e uno dei principali consumatori di tecnologia digitale. Il comparto rappresenta due trilioni di Rubli (più di 28 miliardi euro) di potenziali investimenti nella digitalizzazione e spese annuali di RUB 300 miliardi (4.2 miliardi euro) nel software e IT. La tecnologia consente di eseguire i processi due volte più rapidamente e aumentare l'efficacia operativa al 30 per cento. È stato formato un gruppo di lavoro chiamato "Petrolio e gas digitali", il cui obiettivo è formare un hub per trasformare i processi aziendali. La priorità è valutare le pratiche esistenti, formare un modello per il futuro e definire gli ostacoli allo sviluppo e ai progetti prioritari. Sono già state formulate quaranta iniziative ", ha affermato Pavel Sorokin, vice ministro dell’Energia russo.

Anche sulle rinnovabili la Russia ha iniziato a compiere sforzi notevoli. “Oggi la Russia ha uno dei piani energetici più puliti del mondo, con basse emissioni di CO2”, ha detto Vladimir Putin all’Energy Week. “Più di un terzo della nostra generazione elettrica è idroelettrico e nucleare; un altro 50 per cento proviene dal gas. Negli ultimi cinque anni, nel nostro paese sono stati installati impianti di energia rinnovabile di 800 MW, di cui la metà solo l'anno scorso. Sono in fase di costruzione o pianificazione impianti per altri 4.700 MW”. Al contempo, il presidente e amministratore delegato di Fortum Corporation Pekka Lundmark ha detto che in Europa “il 23 per cento dell'elettricità è prodotta con il carbone”.  Quindi, malgrado gli enormi sforzi, l’elettricità europea è più sporca di quella russa. Ci sono solo due strade: aumentare l’uso dei rinnovabili o quello del gas. L’Europa segue tutti e due, senza dimenticare l’efficienza energetica.