Russia e Cina portano la cooperazione a un nuovo livello

Russia e Cina portano la cooperazione a un nuovo livello

Lello Stelletti
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Con l'inaugurazione del gasdotto Potere della Siberia, la collaborazione energetica tra Russia e Cina approda ad una nuova era, dove la Russia potrà iniziare a guardare concretamente alla cosiddetta "rotta orientale" e la Cina potrà cogliere una grande occasione

Il più grande esportatore di gas naturale al mondo e uno dei principali consumatori globali di carburante: la Russia e la Cina hanno inaugurato il gasdotto Potere della Siberia, un progetto che porta la cooperazione energetica bilaterale a un nuovo livello. L’infrastruttura, frutto di un accordo dal valore trentennale siglato nel 2014 fra il colosso russo Gazprom e l’azienda cinese Cnpc, è stato inaugurato il 2 dicembre in videoconferenza dai presidenti dei due paesi, Vladimir Putin e Xi Jinping. Si tratta del più importante contratto mai siglato da Gazprom, pari a 400 miliardi di dollari, e prevede una fornitura massima annua di 38 miliardi di metri cubi di gas quando l’infrastruttura raggiungerà la sua massima capacità. Potere della Siberia è, inoltre, un importante punto di svolta per le politiche dei due paesi, che potranno ora affrontare diversamente le rispettive strategie nel settore energetico.

La Russia ora può guardare concretamente alla cosiddetta “rotta orientale”, certamente non trascurando i clienti europei che restano il mercato principale. A Mosca, tuttavia, ora c’è la consapevolezza di avere un nuovo grande punto di sfogo per la sua produzione di gas. "Quest'anno si celebrano 70 anni da quando sono stati stabiliti i rapporti diplomatici tra Russia e Cina e quest'anno iniziamo le forniture di gas russo alla Cina", ha affermato Putin durante la cerimonia d’inaugurazione. "Questo passaggio ci avvicina al raggiungimento del compito di portare il fatturato commerciale bilaterale a 200 miliardi di dollari nel 2024 che abbiamo stabilito insieme al presidente cinese Xi Jinping", ha aggiunto Putin. Per la Cina, invece, si tratta di un’opportunità: la quota massima di forniture di 38 miliardi di metri cubi di gas naturale annui è pari al 15,6 per cento dei consumi cinesi nel 2018, stando ai dati della Commissione per lo sviluppo nazionale e le riforme di Pechino. Questo dato conferma che la Cina ha ancora ampi spazi per far crescere il consumo di gas naturale, poiché l'energia pulita rappresenta circa l'8 per cento del consumo di energia primaria del paese asiatico, mentre in molti paesi sviluppati la percentuale è superiore al 20 per cento.

 

Caratteristiche dell’infrastruttura

Il gasdotto è lungo 3 mila chilometri e ha iniziato oggi a inviare le forniture dalle regioni orientali russe sino al confine cinese. Da qui, l’infrastruttura si collegherà alla rete cinese per rifornire il combustibile sino alla costa orientale e contribuire a soddisfare il vasto e crescente fabbisogno energetico nazionale. Gazprom ha previsto di avviare le forniture attestandosi con una quota pari a 10 milioni di metri cubi al giorno e mira a raggiungere la capacità massima entro il 2025. Le esportazioni minime di Gazprom verso la Cina attraverso il gasdotto saranno di 5 miliardi di metri cubi nel 2020, 10 miliardi di metri cubi nel 2021 e 15 miliardi metri cubi nel 2022, stando ai dati forniti lo scorso 29 novembre dalla compagnia russa. Gazprom non ha rivelato il prezzo del gas, ma Putin ha affermato che sarà strettamente legato ai prezzi del petrolio, adottando la formula simile a quella che determina i prezzi per i consumatori europei. Rispetto ai clienti del Vecchio continente, tuttavia, Gazprom non dovrà temere la concorrenza degli Stati Uniti che puntano a espandere le loro esportazioni di gas naturale liquefatto (Gnl) in Europa. Tuttavia, restano competitor agguerriti come il Qatar e l’Australia che continueranno a inviare le loro forniture di Gnl attraverso le più battute vie marittime. Con Potere della Siberia, tuttavia, la Russia ha il “vantaggio dell’infrastruttura” che non impone di tenere conto delle problematiche di tipo climatico e di tempistiche imposte dalle spedizioni via mare. Peraltro la richiesta di Gnl potrà essere soddisfatta anche dall’azienda russa Novatek che sta sviluppando degli impianti per la trattazione di gas liquefatto nella penisola siberiana di Jamal.

 

Un consumatore esigente

Il consumo di gas in Cina, invece, è notevolmente cresciuto negli ultimi anni dopo che le autorità hanno fatto pressioni sui privati cittadini e le imprese per avviare una graduale sostituzione del carbone con l’intento di contrastare l’inquinamento atmosferico. Lo stesso Xi Jinping, durante l’inaugurazione, ha detto che uno degli obiettivi prioritari del gasdotto è il rispetto dell’ambiente: “È importante prestare particolare attenzione alla protezione ambientale, occuparsi dello sfruttamento delle risorse nell'interesse di uno sviluppo ecologico, efficiente dal punto di vista energetico e a basse emissioni di anidride carbonica". Le importazioni cinesi di gas nel 2018 sono giunte per circa il 40 per cento attraverso i gasdotti provenienti dall’Asia Centrale e dal Myanmar, mentre la parte restante, grazie al Gnl, per via marittima. Un motivo in più per la Russia per provare a intensificare la cooperazione: non a caso i due paesi stanno già parlando di un secondo collegamento, noto come Potere della Siberia 2, che dovrebbe transitare attraverso il confine occidentale, fra Mongolia e Kazakhstan.