Opec e non-Opec, mercato verso riequilibrio

Opec e non-Opec, mercato verso riequilibrio

Simona Manna
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Alla riunione per fare il punto sui tagli concordati, avvenuta a San Pietroburgo, il ministro dell'energia russo Alexander Novak ha annunciato che i tagli potrebbero essere estesi sino a oltre il primo trimestre del 2018, se si rendessero necessari per la stabilizzazione del mercato

Il mercato petrolifero "sta compiendo progressi costanti e significativi verso il riequilibrio". Questo è il bilancio fatto dal comitato di controllo ministeriale Opec e non-Opec, che si è riunito a San Pietroburgo per la quarta volta con l’obiettivo di fare il punto sui risultati del taglio della produzione e che non esclude di prorogare i tagli sino al primo trimestre del 2018. Esaminando gli sviluppi del mercato e i risultati dei primi sei mesi dei progressi effettuati in base alla decisione della 171 °conferenza ministeriale OPEC, i ministri presenti al vertice hanno rilevato che "il rafforzamento continuo della ripresa globale è in corso, con la stabilità del mercato petrolifero che rimane un elemento determinante – si legge nel comunicato dell’Opec - La volatilità del mercato è stata più bassa nelle ultime settimane e i flussi di investimento hanno iniziato a migliorare in modo evidente nell'industria". Tradotto in numeri, ci si aspetta che la domanda di petrolio aumenti significativamente nel secondo semestre 2017 rispetto al primo semestre dello stesso anno, raggiungendo un livello di 2 milioni di barili al giorno.

Il bilancio dei primi sei mesi del 2017

Un dato che attesta la forte partecipazione di tutti i Paesi coinvolti nell’accordo è il dato del livello di conformità, che a giugno ha raggiunto il 98%. Tra gennaio e giugno 2017, i paesi produttori partecipanti hanno attuato un taglio della produzione per un volume stimato di 351 milioni di barili. Inoltre, il sovraccarico delle scorte petrolifere OCSE sopra il livello medio di 5 anni è diminuito di 90 milioni di barili per il periodo gennaio-giugno 2017 e ora si attesta a 250 milioni di barili totali. Nonostante questi risultati, il comitato di controllo "ha osservato che, nonostante l'elevato livello di conformità a livello aggregato, c'è ancora spazio per migliorare da parte di alcuni paesi produttori partecipanti e ha chiesto che tutti i paesi produttori partecipanti raggiungano tempestivamente la piena conformità". Sono stati anche affrontati i casi della Libia e della Nigeria, finora esonerati dai tagli, e il comitato di controllo incalza i Paesi affinché riducano la produzione.  E’ stata dunque accolta favorevolmente la flessibilità della Nigeria che, "nonostante il suo impegno a recuperare il proprio livello di produzione pre-crisi, ha volontariamente accettato di attuare adeguati aggiustamenti di produzione non appena il suo recupero raggiunge un volume di produzione sostenibile di 1,8 milione di barili al giorno".

Guardando al futuro

I tagli potrebbero essere estesi sino a oltre il primo trimestre del 2018, se si rendessero necessari ulteriori azioni per la stabilizzazione del mercato. È quanto ha annunciato il padrone di casa del vertice, il ministro dell’energia russa Alexander Novak, a margine dell’incontro. Novak ha anche dichiarato che "il prezzo del petrolio nella seconda metà del 2017 si attesterà intorno ai 50-60 dollari al barile". Il prossimo appuntamento per il comitato, salvo emergenze, è fissato per settembre 2017.