OPEC, siglato l'accordo per il taglio alla produzione e il prezzo del petrolio vola

OPEC, siglato l'accordo per il taglio alla produzione e il prezzo del petrolio vola

Elisa Maria Giannetto
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L'OPEC sigla l'intesa per un taglio alla produzione di 1,2 milioni di barili al giorno. Giornata decisiva per il futuro del prezzo del petrolio

A vincere la scommessa sono stati i più possibilisti poiché l’accordo che fino ad ieri era stato definito "impossibile" sembra invece essersi concretizzato. Per la prima volta dal 2008 e dopo mesi di incontri, tira e molla e cambi di schieramento, i 14 Paesi Opec, riuniti oggi a Vienna, avrebbero trovato la quadra per un taglio condiviso sulla produzione di petrolio di 1,2 milioni di barili al giorno. A battere la notizia, ancor prima della Conferenza Stampa in programma a Vienna, è la Reuters che precisa come l'intesa sarebbe in linea con quanto deciso ad Algeri a fine settembre: limitare l’output a 32,5 milioni di barili al giorno rispetto agli attuali livelli di 33,6 milioni di barili.

Un percorso ad ostacoli

Una decisione fino all’ultimo insperata a causa della contrarietà di Iraq e Iran ad aderire e del tiro alla fune con l’Arabia Saudita. Una parte del merito va dunque propria al Regno saudita che nonostante abbia giocato da solista, alla fine ha ammorbidito le proprie posizioni accettando che l’Iran potesse continuare ad aumentare la propria produzione sino a circa 3,9 milioni di barili al giorno, circa 200 mila barili sopra i livelli correnti. Ma non solo, Riad taglierà la propria produzione di 0,5 milioni di barili, portandola a 10,06 milioni di barili al giorno. L’altro elemento di disturbo è stata la Russia per cui non pochi sforzi diplomatici sono stati spesi per mettere a tacere i capricci di Putin e convincerlo a tagliare la propria produzione di greggio. Mentre l’ultimo colpo di scena è stata la sospensione dell’Indonesia dall’Opec; era rientrata solo in gennaio, dopo essere stata fuori dal 2009.

Petrolio in rally tra scetticismo e ottimismo

Una giornata vissuta con il fiato sospeso per l’andamento incerto del prezzo del petrolio. Alla notizia dell’intesa raggiunta è schizzato subito in alto a New York, attestandosi a 48,51 dollari al barile (+7,25%). Una impennata entusiasta che ha trascinato con sé anche i mercati. Già dalla mattinata le quotazioni del petrolio erano in rialzo, sulla scia dell'ottimismo sul raggiungimento dell'accordo, rilanciato anche dalle parole del ministro saudita dell'industria e dell'energia, Khalid Al-Falih: "Siamo vicini, ma bisogna definire i termini finali, una distribuzione equa dei tagli alle quote di produzione per ogni Paese". Di conseguenza, il Wti aveva segnato un rialzo del 6,63% a 48,23 dollari al barile mentre il Brent era salito del 7,24% a 49,74 dollari al barile.