L'OPEC raggiunge un accordo sul taglio alla produzione

L'OPEC raggiunge un accordo sul taglio alla produzione

Emilio Fabio Torsello
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L'output calerà di circa 700.000 barili al giorno. È la prima intesa del genere dal 2008, fondamentale la mediazione di Russia, Algeria e Qatar

Proprio mentre la maggior parte degli analisti dava l’accordo sul congelamento della produzione di petrolio per spacciato, i Paesi OPEC hanno trovato in extremis una prima intesa: verranno estratti circa 700mila barili di petrolio in meno al giorno a livello globale. Si tratta del primo accordo da otto anni a questa parte – sebbene l’intesa sia ancora ufficiosa e verrà ridiscussa nella riunione OPEC del 30 novembre prossimo. Solo dopo il via libera ufficiale l’output dei Paesi del cartello calerà effettivamente. ''L’OPEC ha preso una decisione eccezionale oggi'', ha sottolineato il ministro del petrolio iraniano Bijan Zanganeh al termine dei colloqui informali, ''dopo due anni e mezzo, abbiamo raggiunto un’intesa per gestire il mercato''.

Ancora da sciogliere il nodo dei tagli alla produzione dei singoli Paesi

#OPEC: trovato un primo accordo. La produzione di #petrolio scende a 32,5 milioni di barili al giorno

La proposta avanzata nei giorni scorsi dall’Algeria e sul tavolo dell’incontro informale, prevedeva un taglio ben più drastico, pari a un milione di barili al giorno. Condizione rispedita al mittente da Riad e soprattutto da Teheran che puntava a tornare ai livelli di produzione precedenti alle sanzioni economiche: oltre quattro milioni di barili al giorno. L’Arabia Saudita nei giorni scorsi aveva dato più di un segnale circa la possibilità di venire incontro alle proposte, dicendosi disposta a tagliare la sua produzione di greggio – anche in modo drastico –, a patto che l’Iran congelasse la propria. Ed è proprio questo il nodo tutt’ora irrisolto. Sul tavolo resta infatti ancora la questione relativa alla distribuzione dei tagli che i singoli Paesi dovranno effettuare sulla propria produzione di greggio. L’accordo raggiunto ieri prevede una riduzione globale di circa 700.000 barili al giorno ma a fine novembre l’OPEC dovrà decidere la questione più spinosa: quali livelli produttivi saranno assegnati a ciascun Paese membro. E potrebbero tornare alla luce le ormai note rivalità tra Arabia Saudita e Iran.

Il prezzo del greggio in rialzo dopo la notizia dell'accordo

Alla luce dell’intesa raggiunta ad Algeri, la produzione di petrolio nel mondo dovrebbe calare a 32,5 milioni di barili al giorno, rispetto ai 33,2 milioni attuali. Gli effetti dell’accordo non si sono fatti attendere. Se l’obiettivo era e resta quello di ridurre l’eccesso di produzione di greggio in modo da far risalire i prezzi, un primo segnale in questo senso c’è stato: già ieri sera in chiusura a New York, il Brent è schizzato da 47 a 49 dollari al barile mentre il Wti è tornato ad attestarsi attorno ai 47 dollari, con un recupero di oltre 2,20 dollari. In percentuale, il prezzo è salito del 6% in una manciata di minuti.

La produzione di greggio scenderà a 32,5 milioni di barili al giorno, le pressioni maggiori per l'intesa sono venute da stati come la Russia, l'Algeria e il Qatar

In attesa del meeting di novembre

Che una prima intesa dovesse essere trovata, dunque, era ormai una condizione irrinunciabile. Che la si raggiungesse durante il meeting informale di Algeri, però, non era così certo. Anzi. Più di qualche analista – e per primo il ministro algerino dell’Energia – aveva parlato di un risultato positivo anche solo se si fossero “poste le basi” per un successivo accordo. E forse ormai non si poteva fare altrimenti. Sono diverse, infatti, le compagnie energetiche che stanno vivendo un periodo di crisi dovuto al calo delle revenue del greggio, condizione che ha compromesso anche il budget di diversi Paesi produttori. Russia, Algeria e Qatar gli Stati che più di tutti avrebbero fatto pressioni su Riad e Teheran perché si trovasse un’intesa durante il meeting informale.