Novak: Il petrolio si attesterà sui 55-60 dollari al barile nel 2017

Novak: Il petrolio si attesterà sui 55-60 dollari al barile nel 2017

Giacomo Maniscalco
Condividi
La Russia rispetterà gli obiettivi di taglio di produzione fissati a dicembre, ma nonostante il successo dell'accordo tra paesi Opec e non Opec è prematuro parlare di una sua possibile estensione oltre giugno

"La Russia si aspetta che i prezzi del petrolio si stabilizzino intorno ai 55-60 dollari al barile nel 2017, considerando questo range un punto di equilibrio per il mercato del petrolio". La previsione arriva dal ministro dell’energia Alexander Novak, durante il suo intervento al CERAWeek in corso a Houston, in Texas. Novak è stato accolto dal Presidente della conferenza Daniel Yergin, ansioso di discutere il ruolo di Mosca nel mercato energetico internazionale. L’evento è stato un'opportunità per la Russia per fare chiarezza su alcuni punti caldi del momento: dall’accordo Opec sui tagli alla produzione al futuro della cooperazione energetica con gli Stati Uniti.

Il futuro dei prezzi del petrolio

Eppure è sempre difficile fare previsioni quando si parla di petrolio perché "non possiamo dimenticare che le future variazioni di prezzo dipenderanno dall’offerta e dalla domanda in continua evoluzione, a causa dei tassi di crescita economica e dei fattori politici… C'è un intero spettro di questioni che possono influenzare il mercato", ha premesso Novak. Secondo il ministro russo però i prezzi raggiungeranno quest’anno un punto di equilibrio intorno ai 55-60 dollari al barile.

Prematuro parlare di estensione dell'accordo Opec

A proposito dell’impegno della Russia all’interno dell’accordo Opec Novak ha sottolinea che "la Russia sta rispettando gli impegni presi durante il vertice Opec di Vienna lo scorso novembre. Stiamo effettuando – ha detto – una riduzione maggiore di quanto inizialmente preventivato e i risultati raggiunti a gennaio e a febbraio confermano che siamo in grado di rispettare l’obiettivo di tagliare 300.000 barili di petrolio entro la fine di aprile". Cosa accadrà invece a giugno, data di scadenza dell’accordo rimane ancora una questione aperta. "Nonostante il successo dell’accordo Opec, è prematuro parlare di una sua possibile estensione".

Un potenziale da sfruttare

La questione "Russiagate" e le polemiche sulla natura dei legami tra l'amministrazione Trump e Putin hanno suscitato l’interesse di molti sui possibili sviluppi della cooperazione tra Usa e Russia in diversi ambiti, tra cui quello energetico. Ma anche in questo caso, il ministro dell’energia russo ha glissato con diplomazia: "Ci sembra di avere un sacco di potenziale non sfruttato in termini di cooperazione e sinergia".