Un nuovo Messico low carbon

Un nuovo Messico low carbon

Giancarlo Strocchia
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Il Paese centramericano sta per avviare un "rivoluzione" energetica partendo dalle città e dai sistemi di trasporto per raggiungere l'obiettivo di dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2050

Al centro della strategia di transizione ad un modello energetico improntato al principio del “low carbon” si pongono sempre più i centri urbani, non fosse altro perché più della metà della popolazione li abita, perché producono circa l’80% del PIL mondiale e rappresentano circa il 70% della domanda di energia globale. Entro il 2050, inoltre, la popolazione urbana crescerà fino a "coprire" i due terzi dell’intera popolazione mondiale, e la quota urbana del PIL globale sarà di circa l'85%. Accelerando l'introduzione di tecnologie energetiche pulite per l'ambiente urbano e sostenendo alcuni cambiamenti comportamentali tra i cittadini, si può significativamente contenere la crescita nel consumo di energia primaria e le emissioni di carbonio, garantendo l'accesso continuo ai servizi. Ad esempio, nel modello cosiddetto 2DS, ovvero limitando l’incremento della temperatura mondiale entro i 2 gradi, la domanda di energia a livello globale può essere limitata a 430 EJ entro il 2050 (65% del totale della domanda di energia primaria). Entro la stessa data si prevede un aumento delle popolazioni urbane del 67% e il PIL, riferito sempre alle città, del 230%. Un esempio che può essere considerato "di studio" rispetto a come sia possibile concretamente attuare un piano di decarbonizzazione del sistema di produzione e consumo energetico all’interno delle aree urbane arriva direttamente dal Messico. Il Paese si è posto l’obiettivo di ridurre, entro il 2050, le emissioni di CO2 del 50% rispetto ai livelli rilevati nel 2000, intraprendendo un ambizioso programma volto ad accelerare un processo di transizione al modello low carbon in tutti i settori.

Trasporti a impatto zero e più coordinamento amministrativo

Il Messico è proiettato convintamente verso l’obiettivo di contenimento dell’innalzamento delle temperature sotto i 2° attraverso l’introduzione di misure e tecnologie già esistenti, che possono anche fornire importanti vantaggi aggiuntivi, come ad esempio la riduzione dell'inquinamento atmosferico e la decongestione del traffico. Un portafoglio di opzioni tecnologiche dovrebbe contribuire a ridurre le emissioni di CO2 di oltre la metà entro il 2050. La ricetta "sostenibile" alla messicana sarà possibile, ovviamente, solo se anche a livello locale le amministrazioni intensificheranno i propri sforzi per raggiungere un maggior livello di sostenibilità, tra cui l'inversione di modelli di sviluppo che hanno portato a eccessive espansioni urbane. La domanda di energia relativa a circa il 50% del sistema di trasporto interno e al 75% degli edifici proviene infatti dai centri urbani. L’incremento demografico e l’aumento dei mezzi di trasporto potrebbero incidere fortemente sui livelli di energia consumata, tale da raddoppiare entro il 2015 se non posta sotto controllo. In uno scenario del genere le emissioni dirette di CO2 proveniente dagli edifici urbani e dal sistema di trasporti potrebbe subire un incremento pari all’80% entro il 2050. Essendo questo possibile aumento di emissioni nocive a carico soprattutto delle modalità di trasporto e movimento individuale, è stato cruciale, per il raggiungimento degli obiettivi di minimizzazione degli effetti legati al cambiamento climatico, programmare la riduzione della domanda di mobilità urbana, attraverso un cambiamento radicale dei sistemi di trasporto pubblico e la diffusione, nei centri urbani, di veicoli a basse emissioni di carbonio. In questo modo il piano prevede di incidere sulle emissioni di CO2 derivanti dai trasporti per una quota del 60% entro il 2050.

Il Messico si è posto l'obiettivo di ridurre, entro il 2050, le emissioni di CO2 del 50% rispetto ai livelli rilevati nel 2000, intraprendendo un ambizioso processo di transizione al modello low carbon in tutti i settori civili ed economici

Infrastrutture più sostenibili a partire dal social housing

Un azione politica efficace, come quella programmata in Messico, che procedesse verso uno sviluppo all’insegna del low carbon, sfruttando il potenziale di decarbonizzazione urbana, consentirebbe al Paese di "imporre" modelli sostenibili di realizzazione delle infrastrutture urbane che permettano di ottenere un utilizzo più efficiente dell’energia. Ad esempio, le aree metropolitane poste in zone a clima caldo o più temperato potrebbero sperimentare un incremento nella domanda di alloggi sociali.  Proprio da queste aree si pensa di partire per offrire un esempio di edilizia sostenibile ad alta efficienza energetica. Questa strategia permetterebbe il raggiungimento di una maggior comfort termico e, allo stesso tempo, un consumo e di costi per l’energia associata molto limitati. Inoltre le amministrazioni governative, sia federali che statali, dovrebbe favorire un maggiore coordinamento con Comuni in modo da bloccare o riconvertire i piani di espansione urbana che non dovessero corrispondere ai caratteri di sostenibilità energetica e ambientale.