L'energia cinese guarda all'estero
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Sono sempre di più le acquisizioni di Pechino sui mercati stranieri, anche per far fronte ad una domanda interna di greggio ancora in crescita. Ma non sempre gli esiti di queste operazioni si dimostrano aderenti alle aspettative

Il 22 marzo 2017, la cinese Sinopec (China Petroleum & Chemical Co.) ha firmato un accordo di compravendita con Chevron Global Energy per l’acquisizione del 70% di Chevron Sud Africa (Proprietary) Limited (la restante quota del 25% è detenuta da società fiduciarie e fondi locali in conformità con le normative locali), degli interessi relativi e del 100% del capitale di Chevron Botswana, per un importo totale di circa 900 milioni di dollari USA. L'acquisizione include le raffinerie di Città del Capo, in Sud Africa, con 5 milioni di tonnellate all'anno, oltre 820 stazioni di servizio in Sud Africa e Botswana, 220 minimarket e impianti di distribuzione, deposito e produzione di lubrificanti a Durban, in Sud Africa. Come è noto, la domanda di prodotti della raffinazione del petrolio in Sud Africa è aumentata a un tasso medio annuo di quasi il 5% negli ultimi cinque anni e il consumo totale ha raggiunto 27 milioni di tonnellate. L'acquisizione di Sinopec punterà anche sullo sviluppo dell'economia locale e della società, così come era stato promesso. Permetterà inoltre la stabilizzazione complessiva del personale locale in Sud Africa e Botswana nonché l'integrità delle operazioni commerciali, dal momento che Sinopec suggerisce e incoraggia tutti i suoi dipendenti a continuare a fornire servizi di qualità nelle loro rispettive funzioni.

Tutti i risvolti delle acquisizioni cinesi

Sinopec è leader internazionale, a livello tecnico e ingegneristico, nel settore della raffinazione e nell’industria petrolchimica. Possiede il know-how e l'esperienza necessari per la realizzazione di progetti su larga scala, come una raffineria da 10 milioni di tonnellate per la raffinazione dell’etilene, e ha le capacità per implementare soluzioni complete al fine di ottimizzare le infrastrutture per la raffinazione del petrolio. Una volta completata l'acquisizione, Sinopec si impegnerà ad aiutare le imprese locali a realizzare impianti e tecnologie di raffinazione per soddisfare la crescente domanda locale di un petrolio di qualità. Allo stesso tempo, collaborerà con partner locali, inclusi gli azionisti. Sinopec prevede inoltre di realizzare il miglior piano di transizione del brand, una volta che l'acquisizione sarà finalizzata, completando gradualmente la sostituzione del marchio nelle stazioni di servizio entro un periodo di tempo verosimilmente di 5 o 6 anni e impegnandosi al massimo per offrire un ottimo servizio ai consumatori in Sud Africa.

Una strategia di espansione all'estero

Negli ultimi cinque anni, Sinopec ha investito in progetti downstream, come la raffinazione, lo stoccaggio e gli impianti petrolchimici, in sei diversi Paesi, per un importo complessivo di oltre 6 miliardi di dollari USA. L’acquisizione rappresenta anche un'opportunità per approfittare dell’iniziativa "Belt and Road". Senza dubbio, Sinopec vuole continuare a migliorare ed espandere la cooperazione – reciprocamente vantaggiosa – con i Paesi interessati, in particolare per quanto riguarda la cooperazione a diversi livelli. A novembre 2015, una società interamente controllata da Sinopec, la International Petroleum Exploration International and Development Corporation (IPEDC) e la portoghese Galp Energia, hanno firmato un accordo, tramite la sottoscrizione di ulteriori azioni e crediti, per entrare in Galp Energia in Brasile e nella sua filiale olandese con il 30% del capitale (circa 3,54 miliardi di dollari USA); considerando anche l'aumento di capitale e parte del progetto di follow-up sugli investimenti nelle costruzioni, l'iniezione di capitale totale ammonta a circa 5,18 miliardi di dollari USA.

Negli ultimi cinque anni, Sinopec ha investito in progetti downstream, come la raffinazione, lo stoccaggio e gli impianti petrolchimici, in sei diversi Paesi, per un importo complessivo di oltre 6 miliardi di dollari USA.

Domanda in crescita, produzione in calo

La Cina rappresenta attualmente la seconda maggiore economia del mondo, ma la sua dipendenza dal greggio ha superato il 55%. Quando si prende in considerazione la situazione del petrolio a livello mondiale, si può dire che l'energia sia diventata il vero collo di bottiglia dello sviluppo. Negli ultimi anni la produzione di greggio di Sinopec è costantemente diminuita: mentre nel 2009 si era registrato un aumento delle estrazioni di petrolio dell’1,5% rispetto al 2008, nella prima metà del 2016 la produzione di greggio di Sinopec è diminuita per la prima volta del 5,98%. In tale contesto, le acquisizioni internazionali non solo ampliano ulteriormente le attività all’estero di Sinopec nel settore del gas e del petrolio, ma danno anche un contributo significativo alla crescita della produzione di petrolio e di gas della Cina. La produzione di petrolio all'estero ha rappresentato il 10% della produzione totale di Sinopec e, verosimilmente, con l'aumento dell’esperienza il tasso di produzione petrolifera all’estero sarà ulteriormente migliorato e ciò rappresenta un fattore di grande importanza per la futura domanda di energia della Cina.

I rischi dell'espansione all'estero e il caso Argentina

Le tre principali società petrolifere della Cina, negli ultimi anni, prediligono le acquisizioni sul mercato estero, anche se il rischio di queste operazioni è ancora enorme. Nel 2011, Sinopec ha acquisito il 100% del capitale della controllata argentina di OXY (Occidental Petroleum Corporation) e delle sue consociate per 2,45 miliardi di dollari USA, attualmente il maggiore produttore di petrolio e gas in Argentina. Ma dopo qualche tempo, l'Argentina ha introdotto politiche sfavorevoli allo sviluppo delle società petrolifere straniere. Prima di questo provvedimento, Sinopec aveva programmato di acquisire il 57,4% della maggiore società petrolifera argentina, Repsol-YPF, per una cifra pari a 15 miliardi di dollari, decidendo successivamente di rinunciare all’operazione dal momento che il governo argentino intendeva nazionalizzare la società. Nel febbraio 2012, l'Argentina ha abolito due incentivi fiscali volti a incoraggiare nuovi investimenti nel campo dell’esplorazione, produzione e raffinazione degli idrocarburi da parte delle grandi società petrolifere. Il governo argentino ha così risparmiato circa 4,43 milioni di dollari USA all'anno, cifra ricaduta sulle spalle delle società petrolifere. La Casa Rosada, infatti, sta intervenendo sempre più spesso nell'economia nazionale, tanto che per le società petrolifere le condizioni di lavoro si fanno sempre più difficili. Le imprese si aspettano che il governo riconsideri la possibilità di una compensazione, anche se sembra trattarsi di una missione impossibile visto che la capacità di governare diminuisce, mentre l'instabilità politica aumenta. Oggi l’ingresso di società energetiche cinesi nei mercati esteri deve far fronte a molte difficoltà, come l'intervento da parte dei governi locali nel mercato del lavoro e nei contenziosi finanziari. Le controversie di lavoro continuano a peggiorare e l’intervento del governo sui prezzi dell’energia si è ulteriormente rafforzato; di conseguenza, le società petrolifere cinesi dovranno superare difficoltà sempre crescenti.

Migliorare l'efficacia delle operazioni estere

Negli ultimi anni, le imprese cinesi che si sono internazionalizzate sono aumentate, ma la gestione del rischio è rimasta piuttosto inadeguata rispetto soprattutto agli incerti di natura politica, finanziaria e normativa. Per le tre principali società petrolifere, incluse molte società del settore energetico, le acquisizioni all'estero sono positive. Tuttavia, i risultati di queste operazioni sono preoccupanti. Le statistiche mostrano che negli ultimi 20 anni, le fusioni e acquisizioni su larga scala a livello mondiale ottengono in media il 50% dei risultati attesi, mentre le acquisizioni all'estero della Cina hanno una probabilità pari al 67% di incorrere in pesanti perdite economiche. Nel caso di CNPC, per esempio, i disordini politici in Medio Oriente e Nord Africa, che sono proseguiti sin dalla fine del 2010, hanno portato alla sospensione in Libia e Niger di sei grandi contratti a progetto affidati alla Great Wall Drilling Engineering Company, una controllata di CNPC, con una perdita totale pari a 1,2 miliardi di dollari USA. Nelle acquisizioni all'estero, le società cinesi devono rafforzare la loro capacità nel campo delle pubbliche relazioni, e devono farlo prima possibile in modo da comprendere meglio la politica dell’industria locale; è necessario, inoltre, che si preparino all’avversione al rischio. Inoltre, le società dovrebbero sostenere il coordinamento tra i mercati esteri, migliorare l'efficienza nei trasporti delle attrezzature, dei capitali, delle risorse umane a livello interregionale, preparandosi a tutto con largo anticipo.