Dalla Cop21 all'eolico in Cina: obiettivo o retorica?
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L'energia prodotta dal vento sta acquistando sempre più spazio nel mix energetico di Pechino, che vuole così rispettare gli obiettivi posti dall'accordo di Parigi; permangono comunque criticità sia per quanto riguarda la riduzione dei costo di produzione dell'eolico che per la carente interconnessione alla rete di distribuzione elettrica

Nel settembre 2016, il presidente cinese Xi Jinping ha formalmente presentato la ratifica dell’accordo di Parigi al Segretario Generale dell’ONU in occasione del G20 di Hangzhou, impegnandosi a raggiungere l’obiettivo limite di emissioni di anidride carbonica entro il 2030. In quanto energia rinnovabile, l’eolico riveste l’importantissimo ruolo di promozione del ciclo di sviluppo a basse emissioni, al quale si aggiunge l’applicazione, da parte di Pechino, dell’accordo di Parigi per completare il percorso di riduzione delle emissioni di gas serra. Alla fine del 2015 la capacità installata di energia eolica cinese ammontava a 129 milioni di kilowatt; dal 2016 fino a oggi, tale capacità ha raggiunto i 140 milioni di kilowatt e secondo le previsioni arriverà a toccare i 150 milioni di kilowatt entro fine anno. L’energia eolica, nel complesso, ha assunto un ruolo di primo piano fra le fonti alternative, a partire da una posizione decisamente marginale. Nel 2015 la capacità installata dell’energia rinnovabile a livello mondiale aveva raggiunto il suo apice, compresi i 66 GW di energia eolica provenienti in gran parte dalla Cina. Come riferito nell’attuazione dell’accordo di Parigi, a oggi le fonti tradizionali di energia, come l’elettricità e l’energia idroelettrica, sono state sostituite dall’eolico. A tal riguardo, la Cina prevede di utilizzare fonti di energia diverse da quella idroelettrica come componente della produzione energetica totale, così da raggiungere il 9% di energia completamente rinnovabile, all’interno della quale l’energia eolica rappresenterà circa 7%.

I vantaggi dell'energia eolica nello sviluppo energetico cinese

Il primo beneficio legato all’eolico riguarda la riduzione dei costi. In molte regioni del mondo il valore di un megawatt di energia eolica si aggira tra i 52 e gli 80 dollari, e alcuni contratti hanno prezzi ancora più bassi. Ovviamente, l’evoluzione della scienza e della tecnologia comporta un progressivo abbassamento di questi costi, fatto che risulta alquanto vantaggioso per l’industrializzazione cinese. Attualmente le energie rinnovabili a livello mondiale si limitano a fornire meno di 1/4 della produzione di elettricità, ma si prevede che entro il 2050 il mondo avrà un fabbisogno di elettricità derivante per il 60% da fonti rinnovabili. In secondo luogo, si osserva una continua innovazione in termini di tecnologia e di sistemi di stoccaggio. Le tecniche di produzione continuano a migliorare (ad esempio le turbine cinesi possono funzionare in presenza di bassa velocità del vento) e cresce la capacità di immagazzinare l’energia. Si tratta di fattori importanti dal punto di vista della domanda. Occorre attribuire alle rinnovabili maggior valore di sistema, invece di focalizzare l’attenzione solo sui costi tecnologici. Infine, è necessario definire una linea di promozione per una nuova politica energetica globale: radicale o conservativa. Poiché dal 2005 al 2015 la Cina ha prodotto il 35% dell’energia eolica a livello mondiale mentre l’Europa solo il 30%, si stima che entro il 2021 la Cina possa produrre il 40% della capacità globale per conseguire la realizzazione dell’accordo di Parigi. Entro il 2050, inoltre, la domanda di energia eolica rappresenterà il 25% della generazione energetica totale della Cina, ma considerando lo stile conservativo cinese, tale obiettivo politico appare eccessivamente radicale.

Alla fine del 2015 la capacità installata di energia eolica in Cina si attestava a 129 milioni di kilowatt; dall'inizio del 2016, fino a oggi, tale capacità ha toccato i 140 milioni di kilowatt e raggiungerà i 150 milioni di kilowatt entro fine anno

La difficile integrazione con la rete di distribuzione elettrica

Nonostante la rapida crescita della capacità installata dell’eolico cinese, l’utilizzo di questa fonte di energia è ancora agli inizi. Alla fine del 2015, l’energia eolica rappresentava poco più del 3% rispetto alla generazione totale di energia: questo risultato non è stato facile da raggiungere ma dimostra anche che il settore eolico ha ancora molta strada da fare. Inoltre, i test compiuti per l’applicazione della nuova energia comportano la realizzazione di reti e micro-reti energetiche locali. Tramite la promozione dell’energia eolica, solare, delle biomasse e l’integrazione di varie forme di energia, il passaggio alle fonti rinnovabili può raggiungere quote più elevate in molte zone. La sostituzione dei combustibili fossili con le rinnovabili genera inoltre un forte effetto di svolta: le opzioni rappresentate dall’energia eolica, dal fotovoltaico e dal solare termico si basano sul costo in rapido calo della trasformazione energetica, che inciderà sempre più sulla quota di mercato che le energie alternative copriranno in futuro.  I costi dell’eolico diminuirà del 20-25% in soli cinque anni. Fino ad oggi, i sussidi per le energie rinnovabili in Cina derivavano dal costo aggiuntivo, condivise dall’intera società e imposto sulla vendita di energie rinnovabili, mentre il carbone non è soggetto ad alcun costo economico. Tuttavia, nel lungo periodo, alla luce della ratifica dell’accordo di Parigi sul cambiamento climatico e la definizione di un meccanismo di scambio delle quote di emissioni, tale situazione - ossia le emissioni di sostanze inquinanti dovute al consumo di combustibili fossili - sarà difficilmente sostenibile; pertanto l’assunzione di una responsabilità economica per le emissioni di carbonio diventerà un’opzione inevitabile.

Un futuro anche per l'eolico offshore

Finora la Cina non ha investito particolari risorse nell’eolico offshore. Sebbene le condizioni di mercato siano più favorevoli, la Cina non intende investire nello sviluppo di un settore di questo tipo, nella speranza che questo possa evolvere in modo attivo e costante. Entro il 2020 il Paese dovrà garantire l'integrazione dell’energia eolica offshore nella rete di distribuzione per 5 milioni di kilowatt. E’ necessario ottimizzare l'intera filiera industriale allo scopo di ridurre i costi. Allo stesso tempo, nell’implementazione della riduzione dei costi e di altri aspetti del processo di riforma dal punto di vista dell’offerta, il settore eolico è sottoposto a notevoli pressioni; pertanto, la Cina dovrà promuovere l’ottimizzazione di una struttura industriale per la produzione di energia eolica in cui prevalgano gli elementi di innovazione tecnologica e riduzione dei costi. Comunque, sebbene la capacità installata per l’eolico in Cina sia la prima nel mondo, le dimensioni della struttura energetica del Paese è ancora relativamente ridotta; infatti, la quota pro capite di capacità installata di energie rinnovabili non è tra le prime fra i paesi sviluppati. Nel 2015 l’energia eolica cinese rappresentava solo il 3,3% dell’elettricità totale, mentre l’intera Europa rappresentava più dell’11%, la Germania raggiungeva il 13% e la Danimarca più del 40%. È evidente, da questi dati, l’enorme divario nel campo dello sviluppo eolico cinese rispetto a quello registrato in Europa e altre regioni. Un capitolo importante riguarda inoltre la possibilità di migliorare la qualità dell’energia eolica. Alcuni scienziati cinesi hanno dimostrato che la differenza tra l’energia eolica cinese e quella statunitense è in parte rappresentata dalla loro qualità. Tra le altre cause di debolezza del settore eolico cinese rientrano la scarsa qualità delle pale eoliche, la carente interconnessione di rete e l'utilizzo del carbone, da parte delle società di distribuzione dell’elettricità, quando non sono in grado di consegnare energia eolica ai clienti. Il problema dell’abbandono dell’eolico rappresenta, infatti, una delle maggiori problematiche. Tale comportamento si manifesta quando l’operatore di rete non è in grado di ricevere l’energia eolica. La mancanza di connettività della rete elettrica dell’energia eolica fa sì che si passi alla più disponibile e, finora, affidabile produzione energetica a carbone. La politica atta a stimolare in Cina la costruzione di impianti eolici sta funzionando, ma l’assorbimento dell’energia eolica è ostacolato dall’inadeguatezza della rete elettrica. Nel complesso, l’accordo di Parigi non è basato su parole vuote di significato, ma è incentrato sulla pratica e sull'implementazione di un nuovo modello di produzione energetica.