Libia tra energia, economia e sicurezza nazionale

Libia tra energia, economia e sicurezza nazionale

Paul Sullivan | University, Georgetown University e NCUSAR*
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La rete elettrica nel paese nordafricano dipende dal petrolio e dal gas naturale che ne alimentano gli impianti produttivi. Per questo la sicurezza legata a queste risorse è fondamentale così come sarebbe auspicabile puntare su strutture elettriche decentralizzate

L’affidabilità e la sicurezza energetiche sono fondamentali per lo sviluppo e la realizzazione della Libia da un punto di vista economico, politico, sociale e di sicurezza dei cittadini. In assenza di questi presupposti, il Paese non può andare avanti. Il panorama energetico libico si trova di fronte a gravi minacce, che vanno oltre le attività di esplorazione, produzione e utilizzo o esportazione delle sue riserve di petrolio e gas naturale. La situazione di gas e petrolio nel quadro delle problematiche energetiche del Paese è ben più nota delle difficoltà pratiche di sicurezza e affidabilità dell’energia elettrica. Ci concentreremo quindi sui precari sistemi elettrici della Libia. Per uno Stato, l’energia è un insieme di sistemi all’interno di altri sistemi che, a loro volta, si collegano a sistemi integrati in altri sistemi ancora: il petrolio, il gas e l’elettricità non sono delle entità autonome. In Libia, l’elettricità dipende in maniera significativa dal petrolio e dal gas naturale che ne alimentano gli impianti produttivi. In presenza di pipeline danneggiate o, comunque, inaffidabili, anche l’elettricità che ne risulta è inaffidabile. Molto spesso, oleodotti e gasdotti si ritrovano nel mirino di scontri fra miliziani o di manovre politiche fra i diversi partiti che lottano per il potere.

Perché in Libia si riescano a raggiungere, in futuro, la pace e la prosperità non si può fare a meno di un sistema elettrico affidabile, sicuro, avanzato, e sostenibile nel lungo periodo

La sicurezza energetica non si limita a gas e petrolio

Oleodotti e gasdotti sono sistemi complessi, che hanno bisogno di molte informazioni e controlli tramite SCADA (Supervisory Control And Data Acquisition) e altri sistemi. Non includono soltanto pipeline in senso stretto, ma anche stazioni di pompaggio e di pressurizzazione, giacimenti petroliferi, impianti di lavorazione e molto altro. Alcuni punti vulnerabili sono stati, e continueranno a essere, sfruttati dai diversi partiti presenti nel Paese, a scapito della sicurezza energetica e dello sviluppo della Libia. Senza dimenticare che queste strutture hanno bisogno di elettricità per funzionare. Le reti elettriche sono estremamente complesse e necessitano di numerose informazioni; sono vulnerabili sotto diversi aspetti, sia da un punto di vista fisico che virtuale. I sistemi elettrici comprendono, ad esempio, generatori, commutatori, trasformatori, linee di trasmissione e, soprattutto, i collegamenti con i gasdotti e gli oleodotti che alimentano le ultime fonti di elettricità in Libia, ossia le strutture che generano gas e petrolio.

Elettricità obiettivo sensibile

Negli ultimi anni, le reti centralizzate di elettricità in Libia sono state prese di mira come bersaglio e a farne le spese è stato l’intero Paese. In Libia, i blackout sono piuttosto comuni. Quando una parte di una rete più ampia non è più in funzione a causa di un attacco o di una deviazione elettrica, il sistema deve comunque far sì che la domanda e l’offerta di elettricità siano sempre in equilibrio. Se sbilanciate, il sistema potrebbe non funzionare o divenire instabile. Di conseguenza, non è raro che si verifichino degli attacchi alle strutture di collegamento, fra cui gli alti piloni utilizzati per trasmettere elettricità su lunghe distanze. In questi casi i sistemi generali perdono stabilità e possono causare blackout o diminuzioni temporanee della tensione, come spesso accade. L’elettricità generata deve andare da qualche parte e, qualora ciò non fosse possibile, il sistema potrebbe divenire instabile e collassare. Le industrie, gli ospedali, le scuole, il governo, le abitazioni, il commercio, il trasporto e il trattamento delle acque, le banche e la finanza, le comunicazioni e molti altri settori non possono fare a meno dell’elettricità.

Quando l’energia non è disponibile in modo certo, molti di questi settori dell’economia sono ulteriormente danneggiati. I rischi economici e politici aumentano, mentre i cittadini perdono il lavoro e la speranza con la probabile conseguenza di un’ulteriore spirale di instabilità e violenza. La pace e la prosperità di un Paese, infatti, non possono fare a meno di sistemi energetici affidabili e sviluppati.

Una soluzione che richiede importanti cambiamenti

Un tempo, la Libia aveva un sistema ben collegato di reti che oggi è suddiviso in 4 (e a volte più) isole energetiche. In molti territori libici sarebbe meglio, almeno nel futuro a medio termine, concentrarsi sullo sviluppo di sistemi separati di reti, micro-reti e simili e puntare su strutture elettriche decentralizzate. Se la realtà dei fatti non consente una gestione centralizzata, è necessario operare degli aggiustamenti ragionevoli. Inoltre, potrebbe essere sensato far sì che questi sistemi regionali e locali si concentrassero maggiormente sulle energie rinnovabili anziché su gas e petrolio. Spesso i parchi solari ed eolici sono, da un punto di vista economico e tecnico, più resilienti agli attacchi rispetto ai grandi generatori centralizzati. Queste due novità, il passaggio a sistemi elettrici meno centralizzati e un maggior utilizzo delle energie rinnovabili, potrebbero migliorare l’affidabilità dell’elettricità in modo da aiutare certe zone del Paese a sviluppare le proprie condizioni economiche ed energetiche. Qualora la stabilità nazionale migliorasse, le isole di affidabilità elettrica potrebbero essere incorporate, in futuro, in un’unica rete energetica libica. Fra qualche anno, difatti, tali micro-reti e soluzioni off-grid potrebbero essere integrate per formare una rete a livello nazionale. La graduale affermazione delle strutture off-grid e delle micro-reti potrebbe comportare un miglioramento sotto molti punti di vista delle regioni in cui sono situate. Se sviluppati adeguatamente, tali sistemi sarebbero meno vulnerabili agli attacchi rispetto alle reti più grandi. Allo stesso tempo, anche di fronte a tali attacchi, la propagazione dei problemi energetici sarebbe limitata dall’assenza di interconnessione con le altre aree.

Energia veicolo di pace

Non solo i potenziali benefici derivanti da pool energetici e da interconnessioni nazionali e internazionali sono numerosi ma, allo stesso tempo, in certi ambienti militari e politici rimangono attuali le diverse problematiche legate alla rete centrale. In parole semplici le opzioni fra cui scegliere sono due: o puntare sulla decentralizzazione e scommettere sulle energie rinnovabili, oppure continuare con la rete centralizzata, con i relativi rischi dovuti a una situazione conflittuale violenta e incandescente. La direzione da prendere sarà determinata dalle condizioni di stabilità e sicurezza nel prossimo futuro (e potrebbe cambiare nel caso in cui, a lungo termine, il Paese venisse pacificato). La precarietà della fornitura elettrica e quella della scena politica sono, come dimostrato finora, strettamente collegate sotto diversi punti di vista. Perché in Libia si riescano a raggiungere, in futuro, la pace e la prosperità non si può fare a meno di un sistema elettrico affidabile, sicuro, avanzato, e sostenibile nel lungo periodo. Inoltre, tali sistemi separati potrebbero essere ancora più affidabili con il supporto di accumulatori e altri sistemi di stoccaggio migliori. Come tutti i Paesi che si trovano in condizioni simili, la Libia potrebbe beneficiare dei progressi in materia di stoccaggio di energia. Tuttavia, non bisogna sviluppare soltanto i sistemi elettrici e le relative strutture (energetiche e non), ma devono progredire anche le leggi, le normative e i sistemi di manutenzione. Una maggiore attenzione alla manutenzione e all’affidabilità aiuterà l’introduzione progressiva di sistemi energetici innovativi a funzionare meglio. La Libia, inoltre, potrebbe trarre beneficio dal contributo di investitori stranieri che parteciperanno al successo di questi progetti. Tali contributi comprenderebbero l’istruzione e la formazione del popolo libico sui meccanismi dei sistemi energetici e sull’energia in generale, a partire da come l’energia sia un insieme di sistemi all’interno di altri sistemi che, a loro volta, si collegano a sistemi integrati in altri sistemi ancora.

Maggiore attenzione alla protezione degli impianti

Bisogna inoltre prendere in considerazione la gestione della domanda: la parte di popolo libico che paga l’elettricità deve aumentare e, al contempo, devono diminuire i furti di elettricità. Per poter contribuire al pagamento dei sistemi di generazione, trasmissione e distribuzione più avanzati che saranno utilizzati in futuro, il prezzo dell’elettricità deve aumentare. In Libia, lo spreco di energia è la norma e i sussidi hanno avuto come conseguenza naturale gli abusi. Nella cultura del Paese si è instaurata una visione insostenibile nei confronti dell’elettricità, dovuta a una tradizione di prezzi bassi o inesistenti. Il furto di parti, forniture e persino pali e piloni elettrici è estremamente diffuso e non fa che peggiorare la situazione. Un altro problema è costituito dai numerosi furti di elettricità. A porte chiuse, GECOL (General Electric Company of Lybia) parla di perdite e mancate contabilizzazioni di energia causate da collegamenti, non sempre secondo norma, alla rete elettrica per un totale di 500 MW, ossia la capacità di produzione attuale della centrale libica di al-Khoms. Da sottolineare inoltre che in Libia non si applicano gli orari di punta tipici delle nazioni che si trovano in condizioni simili. Curiosamente, il settore residenziale rappresenta la fetta maggiore (35%) del consumo elettrico, seguito dagli edifici pubblici (18%), dall’illuminazione delle strade (15%), dagli edifici commerciali (12%) e dall’industria (8%). Come mai? Perché molti cittadini libici rimangono a casa per motivi di sicurezza e non solo, per esempio a causa della disoccupazione, e questo ha ribaltato le normali modalità di programmazione degli equilibri del sistema elettrico.

Uno sguardo più attento anche all'Ambiente

Spesso la Libia utilizza più elettricità rispetto ai Paesi limitrofi, sebbene nella maggior parte dei casi versi in condizioni economiche e industriali peggiori. Questo è anche un chiaro segno che i sussidi al settore dell’elettricità sono insostenibili. Quando la domanda supera la fornitura, spesso entrano in gioco i generatori diesel. Grazie ai sussidi, il diesel in Libia è particolarmente economico con la conseguenza di un utilizzo eccessivo del diesel in un Paese con una capacità di raffinazione severamente limitata, e di un maggior livello di inquinamento nelle aree in cui vengono utilizzati i generatori, con potenziali effetti negativi sulla salute di coloro che vi sono esposti. Anche per questo motivo, le energie rinnovabili come il solare, l’eolico e non solo dovrebbero avere un ruolo maggiore in un Paese come la Libia, che sta provando a uscire da una situazione particolarmente difficile. Senza un sistema elettrico più avanzato e affidabile, la Libia non potrà migliorare la propria condizione economica e sociale, ad esempio nel campo della salute e dell’istruzione. La speranza è che il Paese riesca ad avanzare sotto molteplici punti di vista. L’energia è una questione strettamente collegata all’economia, alla salute, all’istruzione e alla sicurezza nazionale e internazionale, come ci insegna l’esperienza libica.

 

*Tutte le opinioni espresse nel presente documento rappresentano unicamente il parere personale del Professor Sullivan. Il presente documento si basa su un discorso tenuto dal Prof. Sullivan a una conferenza sulla Libia presso il Rayburn House Office Building di Washington, DC, il 10 maggio 2017.