Nuovamente operativo il Keystone XL

Nuovamente operativo il Keystone XL

Giancarlo Strocchia
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La pipeline, che trasporta greggio dal Canada agli Stati Uniti, aveva subito uno stop a causa di uno sversamento di petrolio in Sud Dakota. Intanto lo stato del Nebraska ha dato un primo via libera al progetto di prolungamento dell'oleodotto

Il Keystone riparte. La società TransCanada ha infatti annunciato che dal 28 novembre riprende l’attività di trasporto di petrolio attraverso la conduttura che collega i giacimenti dell’Alberta, in Canada, con le raffinerie del Golfo del Messico, attraverso lo stato americano del Nebraska. La pipeline aveva subito uno stop in seguito ad una fuoriuscita di greggio, pari a 5000 barili (quasi 800mila litri), che si era verificata lungo il suo percorso, in corrispondenza del South Dakota. Nei giorni scorsi, intanto, il progetto di prolungamento dello stesso oleodotto ha fatto segnare un punto a suo favore. La commissione dello stato del Nebraska, delegata alla valutazione del piano di ampliamento della pipeline, ha infatti approvato il progetto, anche se il percorso prescelto non è quello indicato dalla TransCanada. L’estensione dell’oleodotto, che ha un diametro di circa 36 pollici, dovrebbe essere di circa 1.200 miglia.

Una partita ancora tutta da giocare

La decisione della commissione elimina in parte gli ostacoli precedentemente posti alla realizzazione del progetto di prolungamento, prima dall’amministrazione Clinton e poi da quella Obama. Con l’avvento di Donald Trump alla Casa Bianca, e il rilancio delle attività di produzione e lavorazione del petrolio, la prospettiva di mettere mano ad alcuni progetto rimasti al palo, come appunto quello di ampliamento del Keystone, è diventua realistica. Nel 2015 la TransCanada aveva infatti ritirato la sua richiesta presso la Commissione di servizio pubblico dello Stato dopo che il Dipartimento di Stato aveva bloccato il gasdotto. L'azienda ha successivamente presentato una nuova richiesta alla commissione, nel febbraio 2017, solo dopo che Trump aveva emesso un promemoria esecutivo per portare avanti il ​​progetto.

Le incognite su ambientalisti e quotazioni del greggio

Una vicenda, quella del prolungamento del Keystone XL, che risale al 2008, e che ora potrebbe trovare una soluzione. La decisione della Commissione del Servizio Pubblico del Nebraska, raggiunta con una votazione di 3 a 2, tuttavia, non mette una definitiva parola fine al futuro del progetto, che potrebbe essere ancora soggetto all'esito di una probabile battaglia legale. Alcuni gruppi ambientalisti, da sempre contrari alla realizzazione del progetto, potrebbero infatti appellarsi alla decisione della Commissione nel tribunale distrettuale. Ma non è questo l’unico impedimento alla concreta realizzazione dell’estensione dell’oleodotto. Infatti, per la società TransCanada resta da vedere se il progetto è ancora commercialmente redditizio, a fronte delle problematiche economiche generate da un'epoca di bassi prezzi del petrolio.

Una società con grandi interessi energetici

TransCanada è una delle società leader nello sviluppo di infrastrutture energetiche nordamericane e gestisce una delle più grandi reti di trasporto di gas naturale, che si estende per oltre 91.500 chilometri, sfruttando praticamente tutti i principali bacini di approvvigionamento di gas nel Nord America. TransCanada attualmente possiede, o ha interessi, in impianti per circa 6.200 megawatt di produzione di energia, sia in Canada che negli Stati Uniti, ed è anche lo sviluppatore e l'operatore di uno dei principali sistemi di condutture di combustibili liquidi del Nord America, che si estende per circa 4.800 chilometri, e che collega le crescenti forniture di petrolio continentale ai mercati chiave e alle raffinerie.