Gli interrogativi di Berlino

Gli interrogativi di Berlino

Daniela Huber
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CDU/CSU vince ma di misura, la sinistra crolla, l'estrema destra entra in parlamento e per la Merkel l'unica via possibile sembra quella del negoziato con verdi e liberali. Dalle ultime elezioni esce una politica tedesca alle prese con una via negoziale ancora tutta in salita

Le elezioni parlamentari tedesche del 2017 potrebbero rivelarsi l’inizio della fine dei due grandi partiti del popolo, in quanto i conservatori della CDU, con il 33%, e i socialdemocratici della SPD, con il 20,5%, con molta fatica riescono a superare quota 50%. Per la prima volta, nella storia della Repubblica Federale Tedesca, un partito di estrema destra - Alternative fur Deutschland (AfD) - è riuscito a entrare nel Bundestag, e lo ha fatto come terza forza politica, avendo conquistato il 12,6% dei voti. Inoltre, con Die Linke (9,2%), i Verdi (8,9%) e la FDP (10,7%) il parlamento tedesco non ha mai visto così tanti partiti protagonisti. Al tempo stesso, il parlamento non ha mai contato una rappresentanza maschile così elevata negli ultimi 19 anni, con la presenza femminile scesa dal 37% al 31%. Ciò è dovuto in particolare all’ingresso di AfD, ma anche della FDP: solo 11 dei 94 parlamentari di AfD e 18 degli 80 rappresentati della FDP sono donne.

Il difficile dialogo tra le parti e la prospettiva Giamaica

Formare una coalizione potrebbe non essere un compito agevole per Angela Merkel. La SPD ha categoricamente rifiutato l’ipotesi di una nuova GroBe Koalition. La CSU, il partito gemello di quello della Merkel, sembra ancora più determinato nel proseguire sulla strada di una politica indirizzata a destra, sebbene questa strategia si sia rivelata un clamoroso fallimento. La CSU ha perso il 10% in Baviera, dove gli elettori si sono spostati verso AfD, malgrado la svolta a destra del partito, oppure verso la FDP, scioccati dagli attacchi portati da Horst Seehofer alla Cancelliera. La FDP è stata decisamente rivitalizzata dalla solida direzione di Christian Lindner e presenterà delle richieste dure alla Merkel per evitare un’altra debacle elettorale come quella patita quattro anni fa. Lindner non si limiterà a chiedere il ministero delle Finanze: appena una settimana prima delle elezioni la FDP ha approvato un piano in dieci punti per rafforzare la propria posizione nel negoziato per la costruzione di una coalizione; tra i punti del piano figurano una politica per l’immigrazione "liberale" (secondo il modello canadese) e un’inversione di tendenza all’interno dell’eurozona, che rappresenta un serio ostacolo alla maggiore integrazione economica proposta dal presidente francese Emmanuel Macron. Dal canto loro, i Verdi hanno già fatto proprio l’appello di Macron e sembrano pronti a entrare nella coalizione Giamaica, in cui puntano al ministero degli Esteri.

La difficile situazione della sinistra tedesca

Si arrivasse alla realizzazione di una coalizione Giamaica, il che al momento non è assolutamente certo a causa della posizione intransigente della FDP, sarebbe la SPD e non AfD a guidare l’opposizione, essendo il partito con il maggior numero di rappresentanti tra i due. Nessuno, nella direzione della SPD, si è addossato la responsabilità del disastro elettorale; in particolare non Martin Schulz, che ha annunciato di volersi nuovamente candidare alla leadership del partito. Ciò non promette bene per la strategia annunciata dal partito di volersi aprire maggiormente ai giovani e alle donne. A causa del clamoroso fallimento della SPD in queste elezioni, e con i Verdi che si dichiarano un partito civico-liberale, la sinistra appare piuttosto debole nel nuovo Bundestag, dove la SPD e Die Linke costituiscono appena il 30%. Resta da vedere se i due partiti si faranno la guerra o collaboreranno nel corso della prossima legislatura. È solo lavorando insieme, tuttavia, che potranno riportare il tema della giustizia sociale nell’ambito dell’agenda politica e potranno presentarsi come un’alternativa politica credibile agli elettori svantaggiati dalla globalizzazione.

L'avvento dell'estrema destra al Bundestag

La maggioranza degli elettori di AfD non ha votato per il partito per affinità con le sue idee. Circa il 60% di coloro che hanno votato per il partito hanno voluto esprimere un voto di protesta nei confronti delle altre forze politiche e il 42% di chi ha votato AfD sente di essere in una posizione di svantaggio in Germania nei confronti degli altri (rispetto al 16% di tutti gli elettori). Ciò nonostante, sarà difficile per tutti i partiti avere a che fare con AfD in Parlamento. Angela Merkel ha riscosso l’approvazione di molti quando, provocata dall'affermazione di un rappresentante di AdF, che ha detto di vedere ben pochi tedeschi nei centri delle città, ha dichiarato di non essere in grado di distinguere chi possiede un passaporto tedesco da chi non lo possiede.