Gas a est per il futuro della pace
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Per sviluppare le riserve di energia l'area del Mena ha bisogno di stabilità. Dopo l'inizio delle primavere arabe nel 2010, i Paesi della zona vogliono tornare a crescere, dall'Egitto, dopo la scoperta di Zohr, sembrerebbe partire la rinascita

Il Medio Oriente e il Nord Africa, il Mena (in inglese Middle East North Africa) è l’area al mondo con la più alta concentrazione di riserve di energia, gas e petrolio, le fonti che ancora oggi coprono quasi il 60% della domanda globale di energia. È anche la regione al mondo che più necessita di pace, per i suoi 370 milioni di abitanti e per quelli delle aree vicine, in particolare dell’Europa, dove scappano coloro che non vogliono vivere in mezzo alle guerre. Al centro del Mena c’è il Mediterraneo, mare di accesso e transito verso l’Europa e il resto del mondo, oggi come in passato e come in futuro. È qui che sono state trovate enormi riserve di gas nel settembre del 2015, precisamente a Zohr in acque egiziane, sotto Cipro, scoperta per molti versi fuori dal normale.

 

Una regione che ha bisogno di stabilità

Le primavere arabe iniziate a fine 2010 sono lontane e l’iniziale facile entusiasmo ha lasciato il posto a un cupo realismo che proprio nelle ragioni dell’economia e dell’energia può trovare elementi per attenuare il pessimismo. Tante sono le ragioni per le quali l’area ha bisogno di crescita e stabilità e molte passano per l’energia, in particolare per il gas. La domanda mondiale di gas nei prossimi anni crescerà velocemente per ragioni ambientali e la scoperta di Zohr di Eni spalanca la strada per un suo maggiore uso in tutta l’area. Ha riserve record, di 850 miliardi di metri cubi, pari a metà di quelle dell’Egitto prima della scoperta, di 1900 miliardi.
Si trova in un luogo dove già altri avevano perforato, ma cercando dentro strutture geologiche, temi, come li chiamano gli esperti, in passato non affrontati. Genialità italiana e fortuna hanno così aperto una nuova frontiera che conferma scenari di ulteriori grandi disponibilità in tutto il Mediterraneo. Per l’Egitto, il Paese più importante dell’area, nell’immediato si prospetta una ripresa delle esportazioni di gas, crollate negli ultimi anni, sia per il calo della produzione interna, che per la contrazione della produzione dai vecchi giacimenti, sviluppati negli anni 80. La produzione dell’Egitto è scesa negli ultimi 4 anni del 20% a 46 miliardi di metri cubi quando, solo 10 anni fa, se ne dava per certo una crescita verso gli 80 miliardi. Il crollo della produzione non solo ha azzerato le esportazioni, ma ha anche compresso i consumi interni proprio per la carenza di volumi.
Le esportazioni di energia, petrolio e gas, sono una delle condizioni per portare più sviluppo economico e di conseguenza più stabilità. Agli attuali prezzi del gas, le esportazioni dal giacimento di Zohr, via le strutture già esistenti come i terminali di liquefazione di Damietta e Idku, potrebbero fruttare 1 miliardo di € all’anno, con volumi venduti di 10 miliardi di metri cubi all’anno, enorme ricchezza per un Paese che sta soffrendo di crisi interna e di calo delle entrate da turismo. La domanda interna dell’Egitto trarrà beneficio, in modo da poter incrementare l’uso di questa fonte, molto più pulita di petrolio o carbone, aspetto estremamente rilevante nei contesti urbani inquinati delle grandi metropoli come il Cairo. Non aiutano i prezzi bassi del gas, che hanno seguito al ribasso quelli del greggio, ma inevitabilmente vicino a Zohr si nascondono alle strutture simili che verranno sfruttate nei prossimi anni, forse portando anche petrolio. Del resto i giacimenti scoperti sotto Cipro e nelle acque di Israele lo confermano.

 

Le reti del gas servono a unire

È una regione ricca di gas, ma ancora profondamente divisa che necessita di buone ragioni per tornare, invece, ad essere unita, per fare ancora civiltà come per tanto tempo ha fatto in passato. Le reti del gas sono una maniera per unire. Il grande volume di gas che verrà prodotto dall’area verrà prima di tutto esportato via nave, sotto forma di GNL, ma occorre che partano presto i progetti di reti di gas, di cui si parla molto, ma per cui si fa molto poco. È ancora un sogno lontano immaginare un mercato del gas del MENA formato da una fitta rete di gasdotti, ma ad esso occorre in ogni caso puntare, passo dopo passo, a cominciare dallo sviluppo di Zohr.


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