Expo Astana 2017, uno sguardo all'energia del futuro

Expo Astana 2017, uno sguardo all'energia del futuro

Simone Cantarini (Agenzia Nova)
Condividi
Protagonista indiscussa dell'esposizione internazionale è l'energia alternativa, una grande opportunità per il paese euroasiatico per mostrare al mondo l'ambizioso obiettivo di produrre entro il 2050 il 50 % dell'energia elettrica da risorse rinnovabili

Guarda il nostro Book sul Kazakistan

 

Presentare una serie di soluzioni sostenibili per il futuro del settore energetico dagli idrocarburi, alle rinnovabili passando per l’energia generata direttamente dalle onde marine e dalle piante. È questo uno degli obiettivi dell’Expo di Astana 2017, inaugurato lo scorso 10 giugno e in programma fino al 10 settembre prossimo. A un mese dalla sua apertura quasi un milione di persone hanno visitato l’esposizione internazionale e secondo gli organizzatori cittadini di 55 paesi hanno prenotato i biglietti per visitare Expo 2017 in questi tre mesi. I dati confermano le aspettative di successo dell’esposizione internazionale in un paese, il Kazakhstan, in pieno sviluppo economico e al centro dei traffici economici tra oriente e occidente.

Una spinta verso le rinnovabili

Una costante che emerge dall’Esposizione internazionale è la particolare attenzione alle forme di energia alternative e all’importanza della cosiddetta “green economy”. Come espresso in più di un’occasione dal presidente Nursultan Nazarbaev, l'energia rinnovabile è al centro dell’esposizione internazionale che per il paese euroasiatico si presenta come una grande opportunità per mostrare al mondo l’ambizioso obiettivo di produrre entro il 2050 il 50 % dell’energia elettrica da risorse rinnovabili. Il paese euroasiatico è un importante produttore di idrocarburi, ma allo stesso tempo sta cercando di emergere a livello internazionale come centro di sperimentazione per lo sviluppo sostenibile. Nel 2016 il Kazakhstan ha prodotto circa 43 miliardi di metri cubi di gas, mentre la produzione petrolifera si è attestata su una media di 1,7 milioni di barili di petrolio al giorno. Il titolo dell’esposizione, “Future Energy”, si coniuga con il contesto sia geografico che temporale, con un settore, quello energetico, da oltre due anni teatro di un cambiamento epocale: sul fronte delle risorse fossili il comparto degli idrocarburi è in crisi a causa del crollo dei prezzi del petrolio, mentre per quanto riguarda le energie alternative l’accordo sul clima di Parigi del 2015 sta spingendo paesi e compagnie a puntare sempre di più su rinnovabili e prodotti a basse emissioni.

Un' Esposizione in grande

Lo sguardo proiettato al futuro “sostenibile” parte dalle scelte architettoniche e dai contenuti dei padiglioni presenti ad Expo Astana 2017. La struttura urbanistica di Expo è circolare e vede al centro il “Nur Alem” (sfera di luce), il padiglione del Kazakhstan, ad oggi il primo e più grande edificio a “sfera completa” del mondo con un diametro di 80 metri e un’altezza di 100 metri. Il “Nur Alem” è circondato dalle strutture che ospitano i padiglioni delle nazioni espositrici e da altre costruzioni legate ad Expo, per un totale di 113 paesi e 22 organizzazioni internazionali. Definito dagli organizzatori come la nuova “Tour Eiffel”, il padiglione kazakho rappresenta la tappa obbligata del tour di Expo 2017, non solo per l’architettura futuristica - la sfera è in grado anche di produrre energia attraverso pannelli solari e pale eoliche - ma soprattutto per il suo contenuto, considerato che l’intento delle autorità kazakhe è quello di trasformare il “Nur Alem” in un polo museale per le nuove tecnologie una volta terminata l’esposizione. 

Gli otto piani del “Nur Alem” rappresentano un grande percorso conoscitivo, coniugando la descrizione della storia e della cultura kazakha con il tema di Expo 2017. Il percorso parte dal passato del Kazakhstan, con particolare attenzione ai vari miti legati alle forze della natura tipici delle antiche popolazioni dell’Asia Centrale. Su questa impronta si snodano i restanti sette piani dove vengono presentate le varie fonti e forme di energia - cinetica, idrica, eolica, biomassa, solare – sintetizzate al settimo piano con una avveniristica presentazione del “big bang” e del cosmo. L’ultimo piano del “Nur Alem” è interamente dedicato al concetto di città ecosostenibile allo sviluppo futuro di Astana. Ogni piano ha il duplice obiettivo di spiegare da un lato le forme e le risorse energetiche in modo didattico - ad ogni elemento corrisponde la sua storia “mitologica” e la spiegazione scientifica - e dall’altro presentare le grandi conquiste tecnologiche degli ultimi anni. Ai visitatori sono proposti piccoli esperimenti scientifici interattivi, alcuni di particolare impatto come la galleria del vento con raffiche fino a 120 chilometri orari, accompagnati dalla presentazione degli ultimi ritrovati tecnologici per ogni forma di energia: pannelli solari ad alta efficienza, strutture “biomorfe” per ottimizzare la produzione di elettricità dal vento, generatori di energia tramite il moto ondoso, turbine idrocinetiche e carburanti ecologici.

Il contributo degli altri Paesi

Sull'esempio del padiglione kazakho, anche gli altri paesi espositori hanno puntato sul connubio tra storia, tecnologia e futuro ecosostenibile. Il padiglione Italia non fa eccezione. Sviluppandosi su una superficie di 900 metri quadrati, lo spazio espositivo si articola tra un percorso con leggere variazioni di quota e “piazze” dedicate ai vari protagonisti della scienza italiana - da Leonardo a Fermi, fino alla storia di Eni - attraverso i quali vengono presentati con ampio utilizzo di filmati, ologrammi e oggetti reali i temi dell’energia, del risparmio delle risorse naturali, dell’ingegneria e dell’arte.

Secondo gli organizzatori di Expo 2017, i tre padiglioni stranieri più visitati dall’apertura dell’esposizione internazionale sono ad oggi quelli della Russia, dell’Uzbekistan e dell’India, cui si aggiunge lo spazio dedicato al continente africano ed alle sue risorse, denominato “Plaza de Africa”. Nello specifico, lo spazio dedicato alla Russia, storico partner del Kazakhstan, è uno dei più estesi di Expo Astana 2017, sviluppandosi per un oltre 1000 metri quadrati, ed è caratterizzato dall’ampio utilizzo di proiezioni multimediali e realtà virtuale. Il padiglione russo espone il tema del potenziale energetico nazionale, con particolare attenzione alle risorse della regione dell’Artico e allo sviluppo del settore dell’energia nucleare. L’utilizzo di tecnologie innovative anche per gli allestimenti dei padiglioni stranieri rientra negli obiettivi del governo kazakho e dei partner organizzatori di Expo Astana 2017. I padiglioni nazionali saranno infatti convertiti in laboratori scientifici per lo sviluppo e l'adozione di nuove tecnologie. Il sito ospiterà inoltre un centro internazionale interamente dedicato agli investimenti nella “tecnologia verde” e la sede dell’Astana International Finance Center.