GNL, una risorsa chiave per traghettare il mondo verso un'economia low carbon

GNL, una risorsa chiave per traghettare il mondo verso un'economia low carbon

Elisa Maria Giannetto
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Le opportunità e le sfide di una risorsa che ha il potenziale per garantire la transizione verso un'economia a basso contenuto di carbonio. Su questo tema aziende e imprenditori del settore energetico si sono confrontati a Ravenna durante l'ultima giornata dell'OMC, con l'obiettivo di sviluppare soluzioni tecnologiche che assicurino un utilizzo più verde dell'energia

Il mondo viaggerà a GNL. Questa è la risorsa chiave, secondo gli esperti, per traghettare l’economia da un modello tradizionalmente basato sui combustibili fossili ad uno a basso contenuto di carbonio. Con una variazione tra il 40 e il 60% di riserve mondiali ancora inesplorate, il GNL è considerato una risorsa preziosa, un ponte di collegamento verso un nuovo modello economico, a partire dal suo utilizzo nel settore dei trasporti. Delle opportunità e delle sfide di questo alleato naturale, sia delle fonti convenzionali sia delle rinnovabili, hanno discusso aziende e imprenditori del settore energetico durante la giornata conclusiva dell’OMC di Ravenna, nel panel intitolato "Low carbon Economy and the O&G Industry". Un’occasione per presentare le più innovative soluzioni, comprese le tecnologie di piccola scala, che saranno in grado di rendere il passaggio a un futuro zero carbon più rapido di quanto oggi si possa prevedere. E le evidenze non mancano. Gli esperti parlano di una crescita della domanda di GNL di circa il 10% entro il 2035. In particolare, Arthur D. Little stima che la penetrazione di GNL ha un grande potenziale per quanto riguarda il settore delle navi, dei camion, dei treni specialmente in aree geografiche quali Cina, India e Stati Uniti. "Il problema fondamentale è di promuovere lo sviluppo delle infrastrutture per permettere una rapida diffusione dell’energia in questi segmenti di mercato", come ha chiarito Katia Valtorta, Principal Arthur D. Little. Ma tutti concordano nel ritenere che la transizione energetica è iniziata e non si arresterà. A intervenire sul tema anche Robert C. Armstrong, Direttore del MIT Energy Initiative, secondo cui "viviamo in un periodo di sorprese come testimonia la rivoluzione dello shale gas in America e l’impressionante crescita delle rinnovabili che, nell’ultimo decennio, hanno aggiunto oltre 560 GW di produzione elettrica grazie alla riduzione dei costi produttivi". Le opportunità di crescita economica e di riduzione delle emissioni inquinanti sono numerose; ma contemporaneamente questa transizione rappresenta una sfida enorme per le aziende se calcoliamo gli investimenti necessari per rendere queste tecnologie accessibili su larga scala. Un impegno ancora maggiore se consideriamo che i benefici degli sforzi e degli investimenti fatti oggi si concretizzeranno solo in futuro.