Al WEC via libera al Turkish Stream

Al WEC via libera al Turkish Stream

Giuseppe Didonna
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Ad Istanbul è stata sancita la normalizzazione dei rapporti tra Turchia e Russia e l'avvio della realizzazione della infrastruttura energetica che porterà il gas di Mosca verso l'Europa. Mediterraneo protagonista anche con l'accordo tra Cipro, Turchia e Israele per lo sfruttamento dei grandi giacimenti di gas

L'incontro con la stampa, previsto a margine del faccia a faccia durato 1 ora e 40 minuti, tra il presidente russo Vladimir Putin e il proprio omologo turco Recep Tayyip Erdogan, ha dominato l’agenda e chiuso di fatto la prima giornata di lavori del World Energy Congress.
"L'accordo per la realizzazione del Turkish Stream è stato firmato". Con queste parole, anticipate di pochi minuti da una dichiarazione dell’amministratore delegato di Gazprom, Alexey Miller, Erdogan ha sancito il primo risultato del 23mo vertice del World Energy Council, nonché il successo nella normalizzazione delle relazioni tra Ankara e Mosca, crollate ai minimi storici in seguito all' abbattimento di un jet russo al confine siriano, avvenuto lo scorso novembre.

Intesa ritrovata tra Russia e Turchia

La Turchia continuerà a diversificare le proprie fonti di approvvigionamento energetico, tuttavia proseguirà con la Russia al proprio fianco, come confermato dal presidente Putin che ha assicurato, che continuerà a lavorare per realizzare "il programma di Erdogan", che vuole rendere la Turchia "un hub dell'energia". La ritrovata intesa tra i due Paesi, il dato più importante di questa prima giornata, era stata anticipata dall’accordo raggiunto nel pomeriggio tra la compagnia petrolifera di stato russa Rosneft e la Socar, compagnia di stato dell'Azerbaijian con interessi in Turchia.
La Socar ha deciso di affidarsi alla Rosneft per la costruzione di una raffineria nella città costiera turca di Aliaga, dove un enorme lotto di terra è stato messo a disposizione della compagnia russa.
Un’ennesima conferma della collaborazione tra Ankara e Mosca arriva sul tema del nucleare. Il presidente Erdogan, nel discorso di apertura, aveva dichiarato che la Turchia punta a coprire il 30%  del proprio fabbisogno energetico attraverso risorse rinnovabili e il 10% attraverso il nucleare.
"Gli investimenti continuano, due centrali sono in fase di realizzazione, una in fase di studio".
E puntuale è arrivato il via libera da parte della città di Mersin, sulla costa sud della Turchia, che ha annunciato il rilascio dei documenti necessari alla compagnia di stato russa, Rosatom.

Un grande progetto di sviluppo energetico nel Mediterraneo

Nel pomeriggio, particolarmente importante in chiave europea dopo la scoperta di grandi giacimenti di gas, è stato l’intervento del presidente di Cipro turca, Mustafa Akinci, "Le nostre riserve permettono la creazione di un corridoio che dalla Turchia, attraverso Cipro, può arrivare in Europa, nella maniera più rapida, sicura ed economica". Secondo Akinci, per la creazione di un corridoio energetico è necessaria la fine della crisi che attanaglia l'isola.
"Stiamo lavorando alla ricerca di una soluzione reale e condivisa, è possibile che si crei una federazione che comprenda le due parti", ha detto il presidente di Cipro Nord, secondo il quale, se la situazione politica dell'isola giungerà a una soluzione, la riserva cipriota potrebbe ridisegnare il quadro dell’approvvigionamento energetico di un’area che comprenderà Europa, Turchia, Israele, Grecia ed Egitto. Sul fronte petrolio, ha fatto sentire la propria voce il presidente venezuelano Nicolas Maduro. Durante il proprio intervento, dopo aver ricordato l'importanza a livello mondiale delle riserve petrolifere del proprio Paese, ha espresso l'augurio che durante il vertice Opec dei ministri dell'Energia, in programma il prossimo 12 ottobre , si raggiunga un accordo rispetto la stabilizzazione delle quote di produzione di petrolio.