La sfida è l'accesso alle rinnovabili, la politica faccia la sua parte

La sfida è l'accesso alle rinnovabili, la politica faccia la sua parte

Giuseppe Didonna
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Aumentare la sicurezza energetica, mettere in comunicazione le aree in cui l'energia viene prodotta e estendere a livello internazionale gli accordi bilaterali. Queste le linee guida uscite dal Wordl Energy Congress per garantire lo sviluppo dell'energia green

Le energie rinnovabili al centro della terza giornata di lavori del WEC. In particolare l’accento è stato posto su come un’adeguata legislazione possa favorire la crescita nell’utilizzo delle nuove risorse, che attualmente costituiscono il 30% della produzione energetica globale.

La necessità di una legislazione basata su parametri internazionali

Abbiamo compiuto sforzi enormi per migliorare l'#accesso all'energia, ora serve un sistema affidabile e interconnesso #Eletrobras

Carlo Pignoloni, a capo dell’Enel Green Power per Europa e Nord Africa, ha definito la partnership politica un elemento "chiave", per implementare una produzione che per quanto concerne eolico e solare non supera ancora il 5% dell’energia generata.  A ribadire la necessità di una legislazione su larga scala, basata su parametri internazionali, i padroni di casa della Turchia, con Ziya Altunyaldiz, che ha rivendicato la crescita del proprio Paese in questo campo, con una produzione da rinnovabili portata al 30% del totale. Un dato che, in Turchia come altrove, per essere incrementato necessita di garanzie a livello di regolamentazione internazionale, fondamentale per poter attrarre capitali dall’estero, soprattutto in Paesi in via di sviluppo, dotati di grande potenziale energetico, ma scarse risorse economiche. Da un lato i bassi costi di produzione, da, dall’altro le difficoltà ad orientarsi nelle fasi di successive, vale a dire storage e stoccaggio, due ambiti destinati a giocare un ruolo di primo piano e offrire grandi opportunità nel mercato energetico del futuro.
Secondo l’amministratore delegato della tedesca 50Hertz, Boris Schucht, la vera sfida sta nel trovare non solo sistemi di controllo tecnologico, ma anche reti "sicure" di condivisione della produzione derivata da rinnovabili. "Più rinnovabili hai a disposizione, più aumenta la volatilità cui ci si mette a rischio, va bene la produzione, ma poi servono operatori che sul territorio ne garantiscano l’ottimizzazione dell’utilizzo". Secondo Schucht, il mercato è globale, ma l’attivazione del mercato stesso delle rinnovabili, passa per un livello locale. Trasmissione e distribuzione dell’Energia sono temi chiave per affrontare il problema di molte aree in cui, il potenziale è enorme, ma i papabili centri di produzione si trovano molto distanti dalle aree di consumo. Un esempio in questo senso è dato dall’America Latina, continente rispetto al quale è stato presentato un rapporto che mette a nudo, da un lato, l’importanza fondamentale della produzione idroelettrica (54% dell’energia elettrica del continente), dall’altro la debolezza di questa risorsa dinanzi a eventi naturali catastrofici cui l’area non è nuova. Il cambiamento climatico, insieme agli attacchi informatici, secondo José de Costa Carvalho Neto, ex Presidente e Ceo di Eletrobras, costituisce una minaccia capace di minare il mercato dell’energia dell’intero Sud America. "Abbiamo compiuto sforzi enormi per migliorare il sistema di accesso all’energia negli ultimi 10 anni, ora serve un sistema affidabile, interconnesso a livello regionale". La Carvalho Neto ha sottolineato l’urgenza di risolvere questi problemi, ricordando che un Paese grande come il Brasile, utilizza elettricità che al 75% deriva da impianti idroelettrici. La solidità deve essere, secondo Neto, il vero obiettivo, da perseguire non solo nella capacità di previsione di eventi naturali catastrofici, ma anche nelle tecnologie di difesa da minacce informatiche, perché il Brasile è già collegato ad Argentina e Uruguay e "presto tutto il Sud America sarà interconnesso".

Per incrementare la produzione di rinnovabili sono necessarie garanzie a livello di regolamentazione internazionale, fondamentale per poter attrarre capitali dall'estero

Le linee guida del Wec

Le line guida individuate dal Wec per risolvere questi problemi sono tre. Innanzitutto aumentare sicurezza e promuovere uno sviluppo sostenibile laddove agricoltura ed energia hanno legami più stretti; in secondo luogo mettere in comunicazione le aree in cui l’energia viene generata, con i canali di distribuzione; in ultimo l’estensione a livello internazionale di accordi rimasti, fino ad oggi, bilaterali.
Una strategia di cui, secondo il World Energy Council, sarebbe destinato a beneficiare non solo il Sud America, ma anche Stati Uniti e Africa, dove il problema dell’accesso rimane l’urgenza più grave.
Altro tema in agenda, il "Trilemma dell’Energia ": sicurezza, equità ed eco sostenibilità. Ad illustrare l’andamento dei lavori la donna a capo della commissione incaricata di risolvere questi problemi, Joan MacNaughton, che ha assicurato che la priorità rimane l’accesso all’energia. La conferenza di Parigi, l’Assemblea Onu e il G20 hanno trattato il problema, ponendo degli obiettivi che, purtroppo, solo 13 Paesi su 125 hanno conseguito in pieno. Ciononostante, negli ultimi 15 anni, la rete di accesso alle risorse energetiche è aumentato del 5%. Secondo MacNaughton, "una lezione" per la politica, considerando che i margini di azione lasciati al Wec per incentivare investimenti e innovazione nella trasmissione dell’energia prodotta, sono stati ridotti. La sfida è quella che prevede di abbassare al massimo il coefficiente di rischio politico, derivante dal "Trilemma". A questo scopo il ranking Index, può favorire il dialogo, offrire dati e indirizzare investimenti, favorendo lo sviluppo di strategie a lungo termine.