Ad Istanbul si prefigurano i "nuovi orizzonti dell'energia"

Ad Istanbul si prefigurano i "nuovi orizzonti dell'energia"

Giuseppe Didonna
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Al 23mo World Energetic Congress si definiscono i tratti principali del futuro energetico mondiale. Come detto dal ministro dell'Energia turco, Berat Albayrak, nel suo intervento di apertura, al centro dei quattro giorni di dibattiti e workshop soprattutto nuove infrastrutture, la transizione verso le fonti alternative, la sicurezza energetica e il cyber-risk

Ha preso il via a Istanbul il 23mo World Energy Congress. Diecimila partecipanti, membri del World Energy Council, provenienti da 85 Paesi, si riuniscono in un maxi vertice di 4 giorni, il cui tema principale “Verso nuove frontiere-Embracing New Frontiers”, si presenta proiettato verso idee innovative e concetti che guardano dritto al futuro. Circa 250 tra ministri capi di stato incontreranno i leader della finanza mondiale, aziende trainanti del settore energetico, accademici, imprese statali e organizzazioni non governative, giunti a Istanbul a comporre quel complicato network incaricato di proporre e strategie e modelli energetici stabili, ecosostenibili, da cui si possano trarre benefici su scala nazionale, regionale e globale.

Un parterre internazionale senza precedenti

In attesa dell’intervento del presidente Recep Tayyip Erdogan, a fare gli onori di casa è stato il ministro dell’Energia turco Berat Albayrak che, nel discorso di apertura, ha espresso l’augurio che nei prossimi quattro giorni di incontri possano aprirsi “nuovi orizzonti”, e che lo scopo cui lavoreranno tutti i partecipanti sia quello di portare nel mondo “energia per la pace”, Attesi i ministri di 54 Paesi, tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Venezuela, Germania, Svizzera, Bulgaria, Algeria, Etiopia, Nigeria, Sudan, Argentina, Tanzania, Bolivia e Ururugay; allo stesso tempo parteciperanno ai lavori i vertici di 250 colossi dell’energia, tra cui la russa Gazprom, la saudita Aramco, British Petroleum, Royal, Socar, Shell.

Nuovi equilibri geopolitici ad Est

L’arrivo sia del presidente russo Vladimir Putin che del ministro dell’Energia di Mosca Alexander Novak, lasciano presagire importanti sviluppi rispetto al Turkish Stream, progetto in predicato di portare gas naturale attraverso il Mar Nero d Istanbul, e da lì in Europa. Il disgelo tra Ankara e Mosca è iniziato già lo scorso giugno, per il gasdotto è attesa la fumata bianca, come confermato dallo stesso ministro Novak alla vigilia dell’inizio del World Energy Congress. In rappresentanza dell’Europa, per cui il Turkish Stream è di centrale importanza, il vice Presidente della Commissione Europea per l’Unione Energetica, Marcos Sefcovic, mentre sul medesimo tema si era sbilanciato nei giorni scorsi il ministro turco dell’Energia Albayrak, che nutre “grandi aspettativa” rispetto al vertice, “per poter realizzare il progetto”. Uno dei temi globali in agenda riguarda i rischi legati ad attacchi informatici e operazioni di hackering, cui il settore energetico è particolarmente esposto. A rendere preoccupante il quadro sono le interconnessioni tra il sistema energetico e e l’economia dei Paesi, il che rende possibili importanti ricadute su queste ultime in seguito ad attacchi informatici. La presentazione del report “The road to resilience: managing cyber risks”, mirato a offrire soluzioni nella gestione del rischio digitale e informatico, risponde a un grido d’allarme lanciato dal segretario generale del World Energy Council, Christoph Frei, che ha incluso gli  attacchi informatici tra “i principali pericoli per le economie mondiali”. Secondo Frei, la capacità di passare inosservate per lungo tempo dei cyber attacks, ovvero fino al momento in cui “il danno è irreparabile”, dati sono stati sottratti o intere infrastrutture messe fuori uso.

Protagonista l'energia alternativa

Il tema globale per eccellenza in agenda tuttavia, rimane quello delle rinnovabili. Si parte dai dati che confermano come il 2015 sia stato un anno da record, con investimenti per 286 miliardi di dollari, che hanno fatto impennare a 154GW la capacità di produzione da rinnovabili del 2015. Un dato di gran lunga superiore ai 97GW prodotti attraverso investimenti nell’ambito delle risorse tradizionali. Altro punto di partenza è costituito dalla crescita della produzione idroelettrica, capace di coprire attualmente il 23% della produzione mondiale e dal boom negli ultimi 10 anni dell’eolico e del solare, cresciuti rispettivamente del 23% e 50%. Il vertice si propone di affrontare il tema delle rinnovabili sia per consolidarne ruolo e centralità all’interno del panorama energetico tradizionale, sia al fine di accelerare la fase di transizione attraverso la carbon economy, il cui destino si trascina troppo lentamente, nonostante sia segnato da anni.

Obiettivi puntati sulla sicurezza energetica

L’agenda prevede 265 speakers e una lista di 65 argomenti da trattare tra il 10 e il 13 ottobre. L’apertura è dedicata al futuro dell’energia globale, mentre il secondo giorno sarà incentrato sul management delle risorse e le opportunità imprenditoriali e le soluzioni per garantire modelli energetici sostenibili e stabili.  La sicurezza al centro del terzo giorno di lavori, con la sfida del “Trilemma energetico”: sicurezza energetica, equità energetica, eco sostenibilità. Chiusura dedicata all’Africa, il cui enorme potenziale a livello di rinnovabili è in predicato di dare una svolta all’intero continente, a patto che i progetti non rimangano sulla carte e si trovino le soluzioni per attrarre i capitali necessari alla realizzazione di una rete energetica che sfrutti in maniera sostenibile le risorse.