Clima, Macron: "Stiamo perdendo la battaglia"

Clima, Macron: "Stiamo perdendo la battaglia"

Editorial Staff
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A due anni dallo storico accordo siglato alla COP21, i leader del mondo si sono riuniti a Parigi per fare il punto sulla lotta ai cambiamenti climatici. Il presidente francese lancia l'allarme: "Siamo lenti, dobbiamo muoverci tutti", riferendosi soprattutto a Trump

Il mondo "sta perdendo la battaglia sul clima". Emmanuel Macron mette in guardia tutti al "One Planet Summit", ospitato a Parigi, di fronte a una platea di leader del globo, e parla indirettamente a Donald Trump. A due anni dallo storico accordo di Parigi, siglato durante la COP21, Macron evidenzia cosa è stato fatto e, soprattutto, cosa ancora resta da fare: "Siamo lenti, ed ecco il dramma: dobbiamo muoverci, tutti, perché tutti saremo responsabili. Il presidente francese ha fatto il punto sugli sforzi intrapresi contro il surriscaldamento climatico e soprattutto con la necessità di trovare i fondi necessaria alla "battaglia". Il titolare dell’Eliseo ha chiesto "una mobilitazione molto più forte" e una svolta "choc" nei metodi produttivi per limitare l’aumento delle temperature sotto i due gradi centigradi rispetto all’era pre-industriale. Obiettivo che era stato fissato nel dicembre 2015, ma che sembra star sfuggendo di mano, soprattutto dopo il clamoroso disimpegno dell’amministrazione Trump. Al presidente USA Macron ha rivolto queste parole, parlando con la Cbs: "Non sono pronto a rinegoziare l’intesa ma lo accoglierò se farà marcia indietro. Sono sicuro che nei prossimi mesi o nei prossimi anni il mio amico Trump cambierà idea". Il parterre del vertice è stato di prim’ordine: tra i circa quattromila partecipanti, tra cui un migliaio di giornalisti, il presidente francese è riuscito a convocare a Parigi oltre 50 tra capi di Stato e di governo (dalle Fiji alle Isole Marshall, dal Bangladesh all’Egitto, passando per Ungheria, Marocco, Mali, Messico, Norvegia, Regno Unito, Tunisia); oltre 130 paesi sono rappresentati a livello ministeriale. Presenti il presidente della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, e, oltre a Guterres, due predecessori di quest’ultimo (Ban Ki-moon e Kofi Annan).

Perché è nato il "One Planet Summit"

L’idea di organizzare questo evento è nata a fine luglio, al termine del G20, quando tutti i Paesi, tranne gli Stati Uniti avevano riconosciuto l "irreversibilità" dell’Accordo di Parigi. E ora, poche settimane dopo l’ultima conferenza sul clima, la COP23 a Bonn, terminata con pochi risultati, il "One Planet Summit" vuole premere sull’acceleratore. L’obiettivo è fare il punto sugli sforzi per limitare l’aumento del riscaldamento terrestre a 1,5 gradi e, soprattutto, cercare finanziamenti per le azioni pro-clima. I Paesi più a rischio e vulnerabili sperano che gli Stati più ricchi aprano il portafoglio, in particolare attraverso il sostegno allo sviluppo e il finanziamento alle misure per l’adattamento ai cambiamenti climatici. L’obiettivo di 100 miliardi di dollari all'anno promessi dai Paesi sviluppati è ben lungi dall’esser stato raggiunto. Un primo passo l’ha già fatto l’Unione europea, che ha detto di essere "la piattaforma globale" per gli investimenti in tecnologie verdi e presenterà un "piano d’azione sulla finanza sostenibile" in tre mesi. È una delle dieci iniziative annunciate dalla Commissione europea al vertice. Proprio con l’obiettivo di rendere l’Europa un riferimento mondiale, a Bruxelles il 22 marzo prossimo sarà organizzata una conferenza di alto livello sul "ruolo dei servizi finanziari nella transizione per un’economia sostenibile", ha annunciato il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis.

Banca mondiale, dal 2019 stop fondi per petrolio e gas

Nel corso del summit la Banca mondiale ha annunciato che dal 2019 non finanzierà più progetti per l’esplorazione e l’estrazione di gas e petrolio per "allinearsi con gli obiettivi dell'intesa di Parigi" sul clima. Tuttavia in caso di "circostanze eccezionali", la Banca potrà continuare a finanziare progetti nel settore del gas "nei paesi più poveri, dove vi sia un chiaro vantaggio in termini di accesso all’energia", e a condizione che i progetti non vadano contro gli impegni internazionali sul clima firmati nel 2015. Nel 2016 la Banca mondiale ha finanziato nel settore petrolifero e del gas progetti per circa 1,6 miliardi di dollari, meno del 5 percento del totale dei finanziamenti erogati nell’anno. Inoltre, a partire dal prossimo anno, l’organizzazione pubblicherà ogni anno i dati sulle emissioni di gas serra dei progetti che finanzia nel settore dell’energia.