Tutto il verde del Dragone

Tutto il verde del Dragone

Arianna Pescini
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La Cina investirà nelle rinnovabili 360 miliardi di dollari da qui al 2020, provando a contrastare gli Usa nella leadership del mercato di settore. Ma smarcarsi da un'economia a carbone non sarà così semplice
#Carbone è combustibile "altalena", si adatta più facilmente delle #rinnovabili al variare della domanda di #energia @ESI_EnergyVibes

Pechino preme sull'acceleratore e comincia a lavorare al gigantesco piano di sviluppo delle energie rinnovabili annunciato a Gennaio 2017. Già leader mondiale nel solare e nell’eolico, il Paese del Dragone sembra infatti intenzionato a rivedere in maniera consistente il suo mix energetico, portando le fonti pulite dall’11 al 20 per cento del totale per il 2030, e risparmiando all’ambiente, già nei prossimi tre anni, l’equivalente del gas derivato da 730 milioni di tonnellate di carbone. La National Energy Administration del governo cinese prevede che verranno creati, entro pochi anni, ben 13 milioni di nuovi posti di lavoro, grazie ad un investimento complessivo di oltre 360 miliardi di dollari, soprattutto nel solare e nell’eolico.
L’opinione di molti analisti energetici è che il piano di rilancio delle rinnovabili sia arrivato in un momento cruciale per la Cina, la quale potrebbe, nel lungo periodo, affrontare concretamente il problema dell’inquinamento atmosferico, e allo stesso tempo approfittare della "frenata" dell’amministrazione Trump sul tema delle rinnovabili, per riuscire a dominare un mercato competitivo (i costi degli impianti fotovoltaici, per esempio, sono calati del 40 per cento dal 2010 ad oggi) e in continua crescita: basti pensare che, secondo i dati della International Energy Agency (IEA), da qui al 2040 la domanda di energia eolica crescerà del 440 per cento, mentre quella del solare salirà addirittura del 1.100 per cento.

Secondo la National Energy Administration del governo cinese prevede verranno creati, entro pochi anni, ben 13 milioni di nuovi posti di lavoro, grazie ad un investimento complessivo di oltre 360 miliardi di dollari, soprattutto nel solare e nell'eolico.

I dubbi sulla transizione

Un’occasione importante, ma che evidenzia anche il paradosso perenne della Cina: leader nella green energy e contemporaneamente primo produttore di Co2 e gas serra (inquina il doppio rispetto agli Stati Uniti). Il nodo di una riconversione energetica che limiti l’utilizzo di combustibili fossili non è facile da sciogliere, data la dipendenza del Paese dal carbone, che costituisce ancora il 64 per cento della potenza totale generata: "Dobbiamo tenere conto di alcune variabili - spiega il professor Philip Andrews-Speed, capo divisione dell’Energy Studies Institute, presso la National University di Singapore – come la velocità di crescita della domanda di energia, che a sua volta dipende dal tasso di crescita dell’economia e della struttura dell’economia stessa. Il carbone è un combustibile "altalena", il cui consumo varia al variare della domanda. In secondo luogo, il passaggio a fonti alternative è correlato alla politica economica e alla gestione del settore elettrico, in particolare per quanto riguarda la costruzione di nuove centrali elettriche a carbone, e all’effettivo avvio che si vuole dare a tali fonti". Alla fine del 2015, secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’energia, la Cina produceva annualmente 3.527 milioni di tonnellate di carbone, equivalenti al 45,7 per cento del totale mondiale di questo combustibile. Attualmente la capacità installata di energia derivante da prodotti delle miniere è di oltre 900 GW, e altri 200 GW saranno aggiunti prossimamente: "Fino al 2030 il carbone continuerà a fornire più della metà dell’elettricità necessaria ai cinesi", conferma Laura Cozzi, principale analista della IEA. Il Paese sta inaugurando però un nuovo corso per l’industria carbonifera, con il taglio, per il 2020, di 2.400 milioni di tonnellate provenienti da impianti obsoleti, e l’incremento dell’uso di carbone "pulito" (attraverso il sistema di stoccaggio del carbonio CCS) per 500 milioni di tonnellate ogni anno. Parallelamente a questo, il gigante asiatico spinge sulle rinnovabili e punta, entro lo stesso periodo, ad arrivare al 30 per cento di elettricità prodotta da fonti pulite.

Un settore dalle mille possibilità

#lauracozzi@IEA: fino al 2030 il carbone continuerà a fornire più della metà dell'elettricità necessaria ai cinesi.

Solare, eolico, idroelettrico, ma anche geotermico ed energia marina. La Cina corre già da anni verso lo sviluppo "carbon free". "Pechino è ai vertici mondiali sia come investimenti sia per capacità di produzione – aggiunge Laura Cozzi. Un pannello solare su due è costruito in Cina. Le rinnovabili provvedono già al 24 per cento dell’elettricità, e le energie date da vento e sole sono quelle che stanno crescendo più velocemente". Secondo uno studio diffuso da Greenpeace, nel 2015, ogni ora, sono stati installati una turbina eolica e un numero di pannelli solari capaci di ricoprire un campo da calcio. L’International Renewable Energy Agency (IRENA) ha calcolato che nello stesso anno il Paese ha generato 43,62 GW di energia solare, diventati, per la National Energy Administration di Pechino, 77,42 alla fine del 2016. Con il piano quinquennale annunciato ad inizio 2017, la potenza ricavata da fotovoltaico e solare a concentrazione aumenterà di più di 110 GW in tre anni. Ma la Cina ha prodotto anche 145 GW di energia eolica, 321 GW di idroelettrico e 10 GW da biocombustibili, per un totale di 520 GW di capacità. Numeri destinati a crescere, che potrebbero consentire un passo in avanti nei confronti degli Stati Uniti: "In realtà, nonostante le mosse di Trump, ritengo che gli Usa rimarranno leader nell’innovazione energetica per molti anni – conclude il professor Philip Andrews-Speed – e l’utilizzo delle rinnovabili continuerà ad aumentare, grazie alle tecnologie di supporto offerte dalle aziende. Nonostante questo, è probabile che la Cina diventi un grande produttore di attrezzature del settore. Ma non parliamo di "dominio" assoluto della green energy; a giocarsi la leadership del mercato saranno piuttosto vaste regioni del mondo, India e Unione Europea comprese".

Nel 2015 in Cina, con ogni ora che passa sono stati installati una turbina eolica e un numero di pannelli solari capaci di ricoprire un campo intero da calcio.