Brexit, l'Irlanda teme per la sicurezza energetica

Brexit, l'Irlanda teme per la sicurezza energetica

Simona Manna
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L'uscita del Regno Unito dall'Ue avrebbe forti ripercussioni sul Paese, isolandolo dal resto del mercato europeo dell'energia, perché tutte le sue importazioni di gas e di elettricità fluiscono attraverso Londra

La Brexit spaventa, soprattutto i vicini di casa. I negoziati tra Regno Unito e Unione Europea sono ufficialmente cominciati da poco più di un mese e ancora non è chiaro se quest’uscita sarà soft oppure drastica, ma comunque le conseguenze saranno pesanti soprattutto per alcuni paesi, in particolare per l’Irlanda, che teme per la propria sicurezza energetica e sta, di fatti, già studiando diverse strategie per evitare black out energetici. La Brexit, infatti, minaccia di isolare fisicamente Dublino dal resto del mercato europeo dell'energia, perché tutte le importazioni di gas e di elettricità fluiscono attraverso il Regno Unito.

Possibili strategie e il sostegno dell'Ue

L’Irlanda sta valutando, tra le varie ipotesi, quella di realizzare un collegamento elettrico con la Francia, chiamato "Celtic interconnector". Si tratta di un progetto i cui lavori preparatori sono stati finanziati dalla Commissione europea e che permetterebbe, con una lunghezza di 600 km e il trasporto di 700 Megawatt di energia elettrica (sufficienti ad alimentare 450.000 case), di rendere totalmente indipendente l’Irlanda dalla Gran Bretagna e importare ed esportare l’eventuale surplus di energia. L’idea di questo collegamento è nata prima della Brexit, ma l’esito del referendum ha accelerato di parecchio le fasi attuative. L’Unione europea sta sostenendo l’Irlanda anche sul fronte di un possibile terminale LNG a ridosso dell’estuario di Shannon, nella costa occidentale dell’Irlanda, un punto di ingresso nell’Europa settentrionale interessante per le esportazioni americane di gas.

Uno scenario ancora incerto

Non è facile capire quali saranno le reali conseguenze dell’uscita del Regno Unito dall’Ue. Molto dipende dalle negoziazioni ancora in corso, come sostiene anche l’Institute of International and European Affairs (Iiea), il principale think tank irlandese sugli affari europei e internazionali. Nel loro studio "Cosa comporterà la Brexit per il settore energetico in Irlanda?", "l'impatto esatto della Brexit sui mercati dell'energia in Irlanda non è ancora chiaro. Dipenderà in larga misura dai negoziati che devono avere luogo tra le parti che devono ancora definire le proprie posizioni e, in modo significativo per l'I-SEM, lo status di un Regno Unito post-Brexit come paese terzo ritenuto in grado di elaborare i dati dei cittadini dell'Ue".

Il primo paese Ue "in pericolo" per Standard & Poor

Che l’Irlanda fosse il primo paese a doversi preoccupare dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea era stato evidenziato già un anno fa dal Brexit Sensitivity Index (BSI), lanciato dalla agenzia di rating Standard & Poor. L’analisi "Chi avrà più da perdere dalla Brexit?" ha evidenziato come, analizzando 20 paesi sia all'interno sia all'esterno dell'Unione europea e misurandone il potenziale effetto della Brexit, l’Irlanda fosse al primo posto, seguita da Malta e Lussemburgo.