Da Bonn una speranza per il pianeta

Da Bonn una speranza per il pianeta

Editorial Staff
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La città tedesca, sede dell'UNFCCC, ospita fino al 17 novembre la Conferenza delle Parti sul clima, giunta alla sua 23ma edizione. Sotto la presidenza delle Isole Fiji, esperti, scienziati e istituzioni governative si apprestano a preparare una piano d'azione che traduca in iniziative concrete gli impegni assunto con l'accordo di Parigi del 2015 e che verrà definitivamente approvato nel corso della COP24 in Polonia

Tra tecnica e dialogo. La Conferenza delle Parti sul Clima, la numero 23, promossa dalle Nazioni Unite, in corso a Bonn fino al 17 novembre, avrà il compito, per certi versi ancora interlocutorio, di traghettare gli impegni assunti dai 152 paesi firmatari dell’accordo sul clima, raggiunto a Parigi nel 2015, verso la definizione di un quadro di iniziative concrete che garantiscano un’azione di contrasto efficace nei confronti degli effetti nefasti del surriscaldamento terrestre. Per questo l’edizione 23 della COP metterà intorno ad un tavolo tecnici, scienziati, esperti del settore e istituzioni di oltre 190 Paesi per procedere lungo il percorso di attuazione delle decisioni prese nel vertice parigino quando, tra i punti principali dell’accordo, venne scelto di mantenere l'aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2 gradi. La sede scelta per questa edizione della Conferenza è quella della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici dell'Onu, la United Nations Framework Convention on Climate Change (Unfccc), anche se la presidenza è affidata alle Isole Fiji che, come altri piccoli arcipelaghi oceanici, da questi appuntamenti sperano possano giungere decisioni tangibili affinchè si scongiuri il temuto innalzamento del livello del mare, conseguenza del riscaldamento globale, che potrebbe "ingoiare" le loro splendide spiagge. Per questo, illustrando gli obiettivi della conferenza, il primo ministro delle Fiji, Frank Bainimarama, ha chiesto un’azione più urgente per ridurre le emissioni. «La sofferenza umana provocata dall’intensificarsi degli uragani, degli incendi, delle siccità, delle inondazioni e le minacce alla sicurezza alimentare causate dal cambiamento climatico - ha dichiarato Bainimarama - ci dicono che non c’è tempo da sprecare».

Obiettivi più precisi e l'avvio della "road map"

Si preannuncia, per questo, la stesura di un testo negoziale, per il momento solo in forma di bozza, che contenga le linee di condotta, da approvare entro l'anno prossimo alla Cop24 prevista in Polonia, per rendere operativo l'accordo di Parigi a partire dal 2020. I delegati presenti a Bonn avranno inoltre il compito di costruire una 'road map' per l’avvio del cosiddetto 'dialogo di facilitazione' che servirà a valutare i progressi compiuti verso gli obiettivi dell’accordo parigino e a definire il processo di revisione degli impegni assunti al 2030. I tecnici lavoreranno su un regolamento dettagliato che possa servire da guida per l’attuazione degli accordi, descrivendo le modalità secondo cui i paesi segnalano, verificano e controllano i loro progressi. Da questo punto di vista si sono però già riscontrate delle divergenze. Infatti Cina, India e altre economie emergenti hanno chiarito che non accetteranno, da questo punto di vista, alcuna pressione.