Barkindo, con gli Usa abbiamo rotto il ghiaccio

Barkindo, con gli Usa abbiamo rotto il ghiaccio

Rita Lofano
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Il capo dell'OPEC assicura alla CeraWeek che non ci sarà nessuna guerra dei prezzi. Il ministro dell'Energia saudita e presidente di Saudi Aramco, Khalid Al-Falih, avverte che il Cartello interverrà sul mercato "solo per un periodo di tempo limitato"

Con gli Stati Uniti, "per la cronaca, non c’è mai stata alcuna guerra" sui prezzi del petrolio ed anzi l’Opec guarda con favore alla rivoluzione americana dello shale, che ha consentito di compensare le perdite produttive in Libia, Iran e in Nigeria. Così il segretario generale del cartello petrolifero, Mohammad Barkindo, alla CeraWeek. "Senza lo shale Usa avremmo avuto una crisi profonda – ha osservato – auspichiamo solo che prosegua in modo ordinato, senza far precipitare questo severo ciclo dal quale cerchiamo faticosamente di uscire". Certo l’Opec terrà conto anche del livelli di produzione Usa quando, il prossimo 25 maggio a Vienna, deciderà se estendere di altri sei mesi il taglio da 1,8 milioni di barili al giorno deciso lo scorso dicembre insieme a undici Paesi non aderenti al cartello petrolifero guidati dalla Russia. "La nostra decisione rappresenta la dichiarazione di cooperazione di 24 Paesi produttori e gli Usa non ne fanno parte - ha rimarcato Barkindo - e quindi al prossimo vertice di Vienna, il 25 maggio, saranno questi 24 Paesi a decidere come andare avanti. Ovviamente terremo conto di quello che fanno gli altri principali produttori".

L'INCONTRO CON I PRODUTTORI USA

Barkindo ha riferito di avere incontrato, a margine della CeraWeek, le società americane del settore, rappresentanti dei fondi di investimento e funzionari della nuova amministrazione del presidente Donald Trump. "Stiamo coinvolgendo le società americane e ci aspettiamo che questo dialogo continui", ha riferito. "La presenza agli incontri di alcuni advisor dell’attuale amministrazione penso sia stata utile. Le società Usa sono sulla stessa nostra piattaforma. Loro sostengono pienamente quello che i produttori Opec e non-Opec hanno fatto per stabilizzare il mercato. Non hanno bisogno di essere convinte – ha insistito -  molte società sono sotto pressione e vanno avanti solo grazie ai fondi dei private equity che stanno diventando importanti player del mercato".

L'AVVERTIMENTO DEL MINISTRO SAUDITA AL-FALIH

L’Opec interverrà sul mercato "solo per un periodo di tempo limitato". Parola del ministro dell’Energia saudita e presidente di Saudi Aramco, Khalid Al-Falih, sul palco della CeraWeek. Al-Falih ha sottolineato come lo storico accordo tra i Paesi del cartello e i produttori non-Opec per un taglio complessivo della produzione di 1,8 milioni di barili al giorno abbia mostrato un forte allineamento tra i produttori. L’Arabia Saudita resta però convinta che gli interventi volti ad alleviare l’impatto di crisi finanziarie o gli eccessi di offerta debbano essere temporanei. Per il ministro saudita occorre agire solo per accelerare il riequilibrio, lasciando poi al libero mercato fare il suo lavoro. "La storia ha dimostrato come interventi in risposta a cambiamenti strutturali non siano efficaci. Penso che l’Organizzazione abbia imparato questa lezione – ha osservato - e per questo l’Arabia Saudita non sostiene azioni Opec volte ad alleviare l'impatto di squilibri strutturali di lungo termine". In particolare Al-Falih ha segnalato la produzione shale americana che ha "inondato" il mercato contribuendo ad oltre due anni di quotazioni in discesa. Quanto alla possibilità di estendere i tagli produttivi per ulteriori 6 mesi, cioè fino alla fine dell’anno, Al-Falih ha detto che non è stata ancora presa una decisione. "Alla luce del miglioramento dei fondamentali, amplificato dalla cooperazione tra i Paesi Opec e non-Opec, sono ottimista sull’outlook globale per le prossime settimane e per i prossimi mesi", ha dichiarato. "Il mio ottimismo tuttavia non deve indurre gli investitori a quella che chiamerei esuberanza irrazionale pensando che l’Opec o il Regno sosterranno gli investimenti di altri facendone le spese", ha avvertito con un chiaro riferimento agli Stati Uniti che continuano ad aumentare la produzione.