Africa nuova frontiera dell'Oil&Gas

Africa nuova frontiera dell'Oil&Gas

Simona Manna
Condividi
Il Segretario americano Perry ha parlato all'Africa Oil Week di un Continente dove è possibile vedere progressi e grandi opportunità per il settore energetico, non solo per le fonti fossili ma anche per le rinnovabili. Molti ministri hanno poi parlato del futuro sviluppo dei loro paesi

L’ospite d’onore della seconda giornata dell’Africa Oil Week, un evento di richiamo per tutto il mondo Oil&gas africano in corso a Cape Town, in Sudafrica, è stato Rick Perry, Segretario dell’energia degli Stati Uniti. Un segnale chiaro, evidenziato anche dallo stesso Perry in alcuni tweet degli ultimi giorni, che gli Stati Uniti hanno un notevole interesse nel fortificare le loro relazioni con i paesi africani. Dopo un incontro bilaterale, tenutosi in mattinata con il ministro della Nigeria, Emmanuel Ibe Kachikwu, il segretario USA ha parlato alla platea dell’Africa Oil Week. Ha parlato di un continente, quello africano, in cui "vediamo speranza, vediamo progressi", sia in senso ampio che nel settore energetico e "oggi gli Stati Uniti vedono grandi opportunità" nell’area, puntando non solo sull’energia in generale ma anche su quella verde: "una "energy revolution" che possa diventare una "clean energy revolution". Perry ha parlato di sicurezza energetica, che deve "necessariamente includere anche una sicurezza nazionale", dell’importanza del futuro dell’Africa ("fate un favore alle prossime generazioni") e ha chiuso il suo intervento con un desiderio: avremmo il piacere di essere partner nella trasformazione energetica africana".

Investimenti e prospettive future dei paesi africani

La giornata si è aperta con una sessione dedicata alla esplorazione deepwater, seguita da un dibattito su combustibili fossili tra Alex Epstein, diventato un caso nel 2014 con il libro "Fossil fuels: the moral case"; che promuove l’uso dei combustibili fossili, e Charlotte Aubin, presidente della Greenwich Partners Sas, totalmente a favore delle rinnovabili. Di seguito, la sessione ministeriale, interamente dedicata al tema di come attrarre compagnie e investimenti in Africa. Ogni ministro ospite ha avuto dieci minuti per spiegare quali sono i motivi per cui bisognerebbe investire nel proprio paese. Il ministro della Nigeria, Emmanuel Ibe Kachikwu, ha spiegato che negli ultimi cinque anni gli investimenti sono aumentati e che sono molto importanti per far crescere il paese. Ha parlato di nuove sfide il ministro dell’energia del Ghana, Boakye Agyarko: "abbiamo una nuova politica di produzione ed esplorazione" e "possiamo creare un paese competitivo". Per il ministro del Petrolio, dell’energia e dello sviluppo delle rinnovabili della Costa d’Avorio, Thierry Tanoh, si deve investire nel suo paese perché "è parte di un’area strategica, con una forte economia diversificata e con forti potenzialità nel deepwater", facendo riferimento in particolare al Sedimentary basin. Le potenzialità sono tante anche in Namibia, come spiega il ministro dell’energia Obeth Kandjoze, seguito dall’omologo del Mali, Tiemoko Sangaré, che, oltre a evidenziare le proprie risorse di petrolio e gas, spiega che il paese “ha deciso di diversificare la sua economia perché questo ha un valore”. È intervenuto anche il ministro degli Idrocarburi della Guinea Equatoriale, Gabriel Mbaga Obiang Lima, annunciando che entro l’anno saranno finalizzati tre accordi importanti.

A chiudere la giornata la sessione "IOC’s in Africa: Navigating the future of upstream", dove le principali compagnie petrolifere Total, Eni, Bp e Shell hanno illustrato esplorazioni e progetti sul territorio africano.