Una transizione da spartito

Una transizione da spartito

Giancarlo Strocchia
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Il World Energy Scenario 2016 del WEC (World Energy Council) prende a prestito alcune metafore musicali per delineare caratteri e protagonisti globali in tema di prospettive energetiche future. Che sia jazz o sinfonia, il mondo si avvia inesorabilmente verso cambiamenti epocali che vedranno sempre più protagoniste le rinnovabili

L’utilizzo di metafore musicali non è casuale. Il World Energy Scenarios 2016 presentato dal WEC, il World Energy Council, spiega come le prospettive per l’energia mondiale si muovano tra spartiti già scritti e ritmi più vivaci, improntati a rendere sempre più chiaro lo scopo finale: il processo di transizione energetica globale non può arrestarsi, qualunque siano le condizioni esterne, economiche o politiche. Le categorie musicali scelte dal World Energy Council per spiegare quali vie alternative il suddetto processo possa intraprendere da qui al 2060 sono fondamentalmente tre: Modern Jazz, Unfinished Symphony e Hard Rock. Al Jazz spetta il compito di spiegare come potrebbe essere lo stesso mercato a governare il cambiamento attraverso la spinta impressa dall’innovazione tecnologica, dai meccanismi commerciali e dall’esigenza di rendere sempre più accessibile l’energia, a tutte le latitudini. La Sinfonia ancora non conclusa individua invece nei governi mondiali e nella loro capacità di legiferare i principali attori della transizione, grazie all’attuazione di politica forti e determinate a creare la cornice normativa adeguata a facilitare una pianificazione di azioni a lungo termine affinchè le scelte energetiche internazionali privilegino il concetto di sostenibilità. Infine l’Hard Rock, lo scenario più frammentato, dove ogni soggetto coinvolto nel quadro dello sviluppo energetico mondiale si muove convulsamente, spinto esclusivamente dalla necessità di assicurare la quota di energia necessaria al proprio fabbisogno, con ogni mezzo e senza considerare l’esigenza di una visione di sviluppo armonico e globale del settore.

I driver del cambiamento e l'orizzonte energetico al 2060

@WECouncil: le nuove tecnologie e #fontialternative rallenteranno la #energydemand per il passaggio a servizi e business più #sostenibili

Per spiegare le linee di sviluppo energetico dei prossimi decenni il World Energy Scenarios assume alcuni presupposti fondamentali: tra il 2015 e il 2060 la popolazione mondiale continuerà a crescere ma ad un ritmo meno sostenuto di quanto accaduto sinora: 1,7% contro lo 0,7% degli anni a venire. Le nuove tecnologie avranno un effetto maggiormente ''pervasivo'' anche rispetto ai sistemi di produzione e consumo di energia, secondo un ritmo di crescita della produttività direttamente proporzionale all’impatto che queste avranno sulla vita di tutti gli individui. La domanda di energia dei prossimi decenni, inoltre, non potrà prescindere dal fatto che i paesi a più elevato tasso di domanda subiranno grandi trasformazioni: l’India, entro il 2035, diventerà la nazione più popolosa del mondo e la Cina, più o meno alla stessa data, guadagnerà la testa assoluta nella classifica delle più floride economie globali. Ovviamente, ognuno dei tre modelli ''musicali'' di sviluppo energetico potrebbe implicare un diverso andamento dei percorsi di transizione. Per quanto riguarda la domanda di energia, il WEC prevede che l’incidenza delle nuove tecnologie, insieme allo sviluppo delle fonte energetiche alternative, produrrà un rallentamento dei livelli di richiesta di nuova energia rispetto ai decenni passati e sosterrà il passaggio alla creazione di servizi e modelli di business sempre più sostenibili. Per questo, il resoconto finale in termini di consumi energetici, al 2060, potrebbe far registrare un incremento del 22% nel caso in cui si affermasse l’ipotesi ''Unfinished symphony'', del 38% in un quadro più improntato al ''Modern Jazz'' e del 46% su uno sfondo ''Hard Rock''.

Sole e vento sempre più protagonisti

In tema di rinnovabili, il futuro vedrà sicuramente un’impennata del solare e dell’eolico. Nel 2060, in base alle previsioni del WEC, le due fonti copriranno, rispettivamente, il 20 e il 39% del fabbisogno energetico mondiale. In un contesto ''Unfinished Symphony'', politiche di forte supporto anche all’energia nucleare e idroelettrica porterebbe l’ammontare complessivo di ''capacità'' rinnovabile al 39% della domanda complessiva, mentre la digitalizzazione impressa nel modello ''Modern Jazz'' potrebbe portare questa quota non oltre il 30%. Nel caso dell’Hard Rock, la penetrazione delle rinnovabili, entro il 2060, non oltrepasserebbe la soglia del 20%. Secondo Christofer Frei, segretario generale del WEC, intervenuto a Roma per la presentazione del rapporto: ''Oramai il processo di transizione energetica è inarrestabile. Dipenderà dalla prevalenza di alcuni elementi esterni, come la velocità di crescita della popolazione mondiale, la persistenza della lotta ai cambiamenti climatici o i ritmi di sviluppo economico di alcune regioni del globo, o quanto le società saranno in grado di convertire i propri modelli di business sulla base del concetto di decarbonizzazione, definire quale dei modelli proposti si affermerà più rapidamente ed efficacemente''.

Il futuro energetico mondiale assisterà ad un'impennata del solare e dell'eolico. Nel 2060, in base alle previsioni del WEC, le due fonti copriranno, rispettivamente, il 20 e il 39% del fabbisogno energetico mondiale