Modelli virtuosi e golden Age of gas, la lenta svolta dell'Europa

Modelli virtuosi e golden Age of gas, la lenta svolta dell'Europa

Giuseppe Didonna
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Terzo giorno di lavori per il World Energy Council, con le diverse sessioni che hanno aperto importanti spazi di discussione rispetto il futuro dell'energia in Europa, i cui punti interrogativi non erano ancora stati affrontati, se non all'interno dello scacchiere globale

Un rapporto presentato nel pomeriggio ha mostrato il contributo dell’Europa nella transizione che dovrebbe portare il sistema energetico ad affrancarsi gradualmente dai combustibili di origine fossile.
L’indice, basato sul cosiddetto "Trilemma" energetico, analizza principalmente tre parametri che individuano le sfide da vincere nel cammino verso la stabilità del sistema energetico: sicurezza, equità ed ecosostenibilità.
Danimarca, Svizzera, Svezia, Olanda, Estonia e Germania, guidano la classifica dei Paesi virtuosi del vecchio continente distinguendosi anche per gli altri parametri considerati, vale a dire sviluppo tecnologico, scelte politiche, adattamenti istituzionali e campagne di sensibilizzazione del consumatore.

Messico e Hong Kong puntano alle rinnovabili

Ancora una volta a finire sotto i riflettori è stato il ruolo della politica. Una valutazione altamente positiva ha riguardato in particolare l’Estonia, Paese privo di giacimenti fossili, il cui vice segretario alla Presidenza del Consiglio, Ando Leppimann, ha voluto specificare che i risultati sono stati raggiunti nonostante l’impossibilità di sfruttare il mercato energetico russo, geograficamente vicino ma regolato da leggi incompatibili. Leppimann ha poi espresso il monito secondo cui "l’intervento della politica deve essere ridotto al minimo".
Fuori dai confini europei, ad indicare la strada ai meno virtuosi Messico e Hong Kong, che hanno fatto registrare passi da gigante. Christine Kung-wai Loh, sottosegretaria all’ambiente della repubblica asiatica, ha spiegato che, allo stato attuale, la dipendenza da combustibili fossili di Hong Kong è al 50%, mentre l’obiettivo è la riduzione al 25% entro il 2022. Ancora, una volta, per ridurre concretamente il ruolo e l’importanza del carbone, è però la legislazione che deve fare da apripista a cambiamenti di ampio respiro. Aldo Flores Quiroga, Vice Segretario all’Energia e Idrocarburi del Messico, ha spiegato che le linee guida seguite dal proprio Paese sono state implementate da riforme basate su l’integrazione graduale di energia proveniente da rinnovabili, il miglioramento del grado di efficienza energetica e l’eliminazione di determinati sussidi.

L'Europa e la sfida del gas

La sessione pomeridiana dedicata al Vecchio Continente si è concentrata su ulteriori dilemmi, che presuppongono nuove consapevolezze da parte dell’Europa, soprattutto rispetto alle svolte geopolitiche in atto e alle nuove realtà tecnologiche. Sullo sfondo il gas, unico combustibile fossile con reali prospettive di crescita, il cui mercato va necessariamente stabilizzato in forme sostenibili.
Fondamentali saranno le nuove tecnologie di storage, la conversione dei surplus derivanti da rinnovabili e le forniture provenienti da nuovi gasdotti, prospettive a cui favore giocano gli avvenimenti dei giorni scorsi, come i progetti concernenti le riserve cipriote, ma soprattutto la firma per il Turkish Stream.
Il 2015 ha segnato un momento paradossale per l’Unione Europea. Al crollo della produzione di gas naturale ha coinciso infatti un’impennata della domanda, balzata del 4% rispetto al 2014.
Le principali provviste del Continente si trovano in Norvegia ma soprattutto in Russia, le cui riserve solo sei anni fa, come ricordato dall’ Amministratore delegato di GasTerra, Gertjan Lankhorst, avevano fatto usare alla IEA il termine "golden age of gas". Una situazione che si è capovolta dopo lo stop di Mosca al passaggio di gas dall’Ucraina.
Le difficoltà hanno tuttavia aperto la strada alla diversificazione, allo sviluppo di nuovi progetti di gasdotti di collegamento, su tutte ancora Cipro e Turkish Stream, e al riutilizzo dell’LNG, rianimando anche i mercati, “specie nel nord est”, fa notare Lanckhorst.
Klaus Schafer, amministratore delegato Uniper, ha definito il gas un “vettore di transizione”, rassicurando tuttavia rispetto alle scorte di energia di cui il vecchio continente gode e che lo tengono lontano da prospettive di vera e propria crisi.
Una sicurezza che, secondo Didier Holleaux, Vice Presidente esecutivo per Strategie e Tecnologie di Engie, non deve far dimenticare che c’è ancora molto da fare, perché l’Europa è ancora in tempo per la "golden age of gas".