WEC 2016: il meeting tra paesi OPEC e non-OPEC sarà senza Iraq e Iran

WEC 2016: il meeting tra paesi OPEC e non-OPEC sarà senza Iraq e Iran

Serena Sabino
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Dopo l'accordo raggiunto faticosamente ad Algeri, la diplomazia del petrolio continuerà a tessere le sue fila attraverso colloqui bilaterali a margine del World Energy Congress, ma i ministri dei due colossi energetici non ci saranno

I ministri del petrolio di Iran e Iraq non parteciperanno ai colloqui informali tra i produttori OPEC e non-OPEC previsti a margine del World Energy Congress, che si è aperto ieri sera in Turchia. Lo scrive l’agenzia Reuters citando fonti informate. Ad annunciare la presenza dei ministri dei due colossi petroliferi era stato, la settimana scorsa, il ministro dell’energia russo. Gli incontri di Istanbul seguono il vertice informale di Algeri del 28 settembre scorso, durante il quale i paesi dell’OPEC hanno siglato uno storico accordo, il primo del genere negli ultimi otto anni, per mettere un tetto alla produzione di petrolio. Il cartello proverà ora a cercare di assicurarsi la collaborazione dei grandi produttori non-OPEC, come la Russia, per supportare i prezzi dell’oro nero.

L'accordo di Algeri

I ministri del #petrolio di #Iran e #Iraq non parteciperanno ai colloqui tra produttori #OPEC e non-OPEC previsti a margine del #WEC2016

L’intesa faticosamente raggiunta nella capitale algerina prevede una riduzione dell’output globale di circa 700.000 barili al giorno: dai 33,2 milioni attuali a circa a 32,5 milioni di barili al giorno. Resta aperta però la questione più spinosa, vale a dire quanto ciascun paese membro dovrà tagliare la propria produzione. Tale decisione è stata infatti rinviata al meeting ufficiale dell’OPEC fissato il 30 novembre prossimo. Solo allora si saprà se lo stallo, causato in primis dalla storica rivalità tra Arabia Saudita e Iran, sia stato realmente superato e solo allora il taglio della produzione di 700.000 barili al giorno diverrà effettivo.

Il meeting di Istanbul

Da Istanbul non uscirà dunque nessuna decisione ufficiale, ma la diplomazia del petrolio continuerà a tessere le sue fila per arrivare, alla fine del mese prossimo, a un accordo formale sulle quote dei singoli paesi membri che non appare ancora affatto scontato. Probabilmente i rappresentanti dei produttori OPEC e non-OPEC non siederanno tutti intorno a un unico tavolo, ma si confronteranno in una serie di incontri bilaterali. Nella capitale turca sono attesi, tra gli altri, i ministri di Emirati Arabi Uniti, Algeria, Venezuela e quello del Qatar, che è anche il presidente di turno dell’OPEC. Quale significato abbia l’assenza da Istanbul dei ministri di due dei principali paesi produttori come l’Iraq e l’Iran e soprattutto quanto questa assenza possa pesare sul raggiungimento di un accordo ufficiale sulle quote è troppo presto per dirlo.

L'intesa tra i paesi dell'OPEC faticosamente raggiunta ad Algeri prevede una riduzione dell'output globale di circa 700.000 barili al giorno: dai 33,2 milioni attuali a circa a 32,5 milioni di barili al giorno

Il faccia a faccia Russia-Arabia Saudita

Il ministro dell'Energia saudita, Khalid al-Falih, ha annunciato che nei prossimi giorni incontrerà a margine del WEC il suo omologo russo, Alexander Novak, per discutere con lui le mosse di Mosca dopo l’accordo di Algeri. La Russia ha già avvertito che valuterà le tempistiche per un congelamento della produzione in base agli indicatori macroeconomici e alla reale volontà dell'OPEC di ridurre il proprio output di greggio. Mosca è stata tra le più convinte sostenitrici di un'intesa sui tagli, tuttavia, gli stessi russi stanno aumentando la produzione grazie alla messa in funzione di nuovi pozzi.