USA, le rinnovabili avranno la meglio

USA, le rinnovabili avranno la meglio

Simona Manna
Condividi
Nonostante l'amministrazione Trump sia più orientata verso petrolio e carbone, le energie alternative prenderanno sempre più piede nel mix energetico statunitense. Secondo la U.S. EIA nei prossimi trent'anni l'energia verde guiderà l'incremento di produzione energetica globale USA

Con l’insediamento di Trump alla Casa Bianca si dà quasi per certo che l’energia verde, ossia quella prodotta dalle fonti rinnovabili, non sarà più di interesse per gli Stati Uniti. D’altro canto, non appena Donald Trump ha prestato giuramento come presidente degli Stati Uniti, sul sito internet della Casa Bianca sono state eliminate proprio le pagine dedicate al cambiamento climatico e soppiantate dall’American First Energy Plan, un piano in cui sono espresse le linee della nuova amministrazione su energia, clima e ambiente. I dati della U.S. Energy Information Administration nell’Annual Energy Outlook 2017, però, dimostrano che la produzione di energia rinnovabile nei prossimi 30 anni crescerà guidando l’incremento di produzione globale di energia negli USA.

I numeri delle energie rinnovabili

Per la U.S. EIA, che ha presentato l’Outlook all’inizio di quest’anno, infatti, ''la produzione energetica totale crescerà di oltre il 20% dal 2016 al 2040, guidata dall’incremento della produzione di rinnovabili, gas naturale e petrolio''. In particolare, come si legge nel rapporto, secondo lo scenario di riferimento sono attesi quasi 70 gigawatt (GW) di nuova capacità da eolico e fotovoltaico nel corso degli anni 2017-2021, incoraggiati dal calo dei costi del capitale e dalla disponibilità dell’Investment Tax Credit. Inoltre, dopo il 2030, la crescita della produzione sarà divisa principalmente tra il solare e il gas naturale, con la capacità del solare che rappresenterà oltre il 50% dei nuovi aumenti di capacità, sempre nello scenario di riferimento, tra il 2030 e il 2040. Tutto questo, secondo la U.S. EIA, avverrà anche se Trump non dovesse implementare il Clean Power Plan di Obama.

Usa esportatori netti entro il 2030

È soprattutto il solare, poi, a sostenere la previsione della U.S. EIA secondo cui gli Stati Uniti potrebbero diventare un paese esportatore di energia entro il 2030. Secondo i dati dell’Annual Energy Outlook, infatti, le importazioni nette di energia negli Stati Uniti dovrebbe diminuire gradualmente tra il 2020 e il 2030, fino ad esaurirsi. Adam Sieminski, amministratore della Energy Information Administration, ha spiegato, presentando l’outlook, che ''gli Stati Uniti sono stati un importatore netto di energia dal 1950. Lo scenario futuro, con la produzione di petrolio e gas naturale in continua crescita, l’aumento nell’uso di fonti rinnovabili e l’implementazione dell’efficienza nella domanda, indica però la possibilità di eliminare le importazioni nette di energia dal Paese nell’arco di tempo che va dal 2020 al 2030''. È previsto infatti un incremento della produzione del gas naturale, attualmente la più importante risorsa energetica di transizione verso un futuro low carbon, pari all’1,2% all’anno. Secondo Sieminski, ''se il Clean Power Plan non verrà implementato, se i prezzi del gas naturale rimarranno relativamente bassi e se gli incentivi fiscali nel settore delle energie rinnovabili saranno ridotti, in futuro vedremo più gas naturale''.

Il futuro delle emissioni inquinanti

In ogni caso, gli Stati Uniti continueranno a inquinare come sempre nei prossimi trent’anni. La previsione, secondo i dati EIA, è che le emissioni annue di CO2 legate all’uso di energia resteranno orientativamente ai livelli attuali, pari a circa 5,2 miliardi di tonnellate di CO2. Il calo di emissioni inquinanti legate all’uso di energia dal 2005 al 2016 è stato in media dell’1,4% ogni anno, mentre dal 2016 al 2040 è previsto un calo dello 0,2% annuale (scenario di riferimento).