Turkstream: il patto del gas tra Mosca e Instanbul
Condividi
Inaugurata la nuova infrastruttura che porterà il gas russo alla Turchia e all'Europa. Presenti i leader di Russia, Turchia, Bulgaria e Serbia. Putin arriva all'Europa bypassando l'Ucraina. Erdogan riafferma il ruolo della Turchia come hub energetico del Mediterraneo

Otto gennaio: la data era stabilita già più di un mese fa, ma nessuno poteva prevedere che il nuovo anno sarebbe stato così denso di eventi in questa regione del mondo. L'uccisione del generale iraniano Hossei Suleimani in Iraq, la risposta iraniana con missili sulle basi americane, la caduta dell’aereo ucraino vicino  a Teheran non hanno lasciato spazio mediatico a questo evento. Qualcuno ha persino pensato che l'apertura del gasdotto, prevista a Istanbul, avrebbe potuto slittare, vista la divergenza tra Russia e Turchia sulle questioni libiche. Ma tutto è invece andato come nei piani. Con il presidente russo Vladimir Putin e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, sono giunti all'inaugurazione anche il primo ministro bulgaro Boyko Borisov e il presidente serbo Aleksandr Vucic, che insieme hanno girato la valvola di apertura delle prime forniture.

 

Il gasdotto TurkStream, che collega Russia e Turchia attraverso il Mar Nero, ha due linee, ciascuna delle quali ha una capacità di carico di 15,75 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno. Una linea del vettore rifornisce la Turchia, l'altra i paesi europei, in primis Bulgaria e Serbia. Presenti alla cerimonia anche diversi ministri dell'Energia, capi di compagnie energetiche, deputati e politici, in tutto oltre mille persone. Il progetto è stato concluso in tempi record, in poco più di un anno. La linea sottomarina si estende per 930 km, arrivando in alcuni tratti a una profondità di 2,2 km.  Ci sono voluti più di 75 mila tubi (diametro 81,3 cm) per ogni linea e il progetto è costato 7 miliardi di euro. "La messa in servizio del gasdotto TurkStream consentirà di contribuire in modo significativo alla sicurezza energetica non solo della Turchia, ma anche dei paesi dell'Europa meridionale e di aumentare significativamente la sostenibilità energetica globale", ha dichiarato il ministro dell'Energia russo Alexander Novak durante la cerimonia di lancio del gasdotto. Secondo Novak, questo è uno dei più grandi progetti infrastrutturali della storia. Novak ha poi osservato che la riuscita attuazione di questo progetto è stata possibile solo grazie all'impegno personale dei presidenti di Turchia e Russia. "Il progetto è stato implementato in tempi record e anche in anticipo rispetto al programma", ha sottolineato, aggiungendo che la Russia ha dimostrato ancora una volta di essere un fornitore affidabile di gas.

 

“L'interazione tra Russia e Turchia si sta sviluppando costantemente in quasi tutte le aree. Nonostante la difficile situazione mondiale e i tentativi di numerosi attori internazionali di impedire l'espansione della cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra i nostri paesi, la cooperazione va avanti”, ha dichiarato Vladimir Putin. Il presidente russo ha quindi ricordato che l'esportazione di gas russo in Turchia è già attiva da 30 anni, prima attraverso il gasdotto TransBalcanico, poi attraverso il gasdotto Blue Stream che collegava direttamente la Russia e Turchia. “Solo l'anno scorso, 24 miliardi di metri cubi di gas sono stati consegnati ai partner turchi” ha sottolineato il presidente. Più del 50 per cento del fabbisogno di gas turco arriva dalla Russia, e con questo nuovo gasdotto la percentuale sarà naturalmente ancora più alta.

 

Molto soddisfatto è apparso anche Erdogan, che pezzo a pezzo sta realizzando il suo sogno di far diventare la Turchia il vero hub energetico per l’Europa (del Sud, ma non solo). “Nessun progetto nel Mediterraneo orientale che escluda la Turchia ha alcuna possibilità di essere realizzato da un punto di vista economico, legale e diplomatico”, ha avvertito il presidente turco. Ankara, secondo le parole del presidente, “ha la più estesa linea costiera del Mediterraneo e può dire la sua in ogni tipo di progetto in questa regione”, poiché “intende diventare un hub energetico globale come dimostra il gasdotto Tanap dal Caspio".

 

Per quanto riguarda la linea destinata all'Europa, resta ancora da completare il tratto bulgaro, più in ritardo, anche se il premier Borisov ha assicurato Putin che la Bulgaria farà di tutto per stare nei tempi. La sezione serba del gasdotto è invece praticamente pronta. Da parte sua la Commissione Ue, "applicherà tutte le norme energetiche comunitarie pertinenti a tutti i gasdotti sul territorio dell'Ue senza alcuna discriminazione", ha affermato un portavoce dell'esecutivo comunitario nel giorno dell'inaugurazione. Cosa significhi questa frase, non è tuttavia ancora chiaro. Per il TurkStream le norme comunitarie non valgono (parliamo infatti di Paesi extra UE), ma per i gasdotti che partono da questa zona e corrono verso l'Europa, coinvolgendo Bulgaria, Serbia, e poi Ungheria e Austria, la questione dovrebbe essere diversa.

 

Ad ogni modo, mentre Erdogan e Putin otterranno certamente vantaggi da questo progetto, a rimetterci sarà soprattutto l’Ucraina. Il transito del gas attraverso l’Ucraina in direzione di Turchia e Bulgaria è infatti stato sospeso, proprio a causa del lancio del TurkStream. Lo ha detto il 9 gennaio il direttore generale dell'operatore GTS (Sistema di trasmissione del gas) ucraino, Serhiy Makogon, nel corso di una conferenza stampa. Makogon ha detto: “Posso confermare che le consegne di gas verso la Bulgaria e la Turchia attraverso l’Ucraina non sono più attive. Tutte le richieste che riceviamo sono dalla Romania e dalla Moldova. Non trasportiamo più gas ai consumatori in Turchia attraverso il gasdotto TransBalcanico”. Kiev riceverà 450 milioni in meno di dollari all'anno a causa del lancio di TurkStream, ha scandito Makogon: "Questa non può essere chiamata perdita. Semplicemente non guadagneremo questi soldi", ha spiegato.

 

Il gas che ora verrà trasportato in maniera diretta in Turchia via TurkStream ha ovviamente meno strada da fare e, dunque, costi minori: al di là della politica, perciò, a parlare è soprattutto l'economia.

Volendo lasciare ulteriore spazio ai numeri, alla fine dello scorso anno Alexander Novak ha dichiarato all'emittente tv Russia 24 che la quota di gas russo sul mercato europeo è cresciuta fino a circa il 45 per cento. Novak ha anche affermato che nel 2019 la Russia ha aumentato la produzione di petrolio dello 0,7 per cento, raggiungendo il massimo di 560 milioni di tonnellate. La produzione di gas è invece aumentata dell'1,7 per cento, arrivando a 738 miliardi di metri cubi. Così, oltre ai 200 miliardi di mc di gas che l'Europa già riceve dalla Russia, il TurkStream porterà ancora più in alto queste cifre da record.