Trump-Xi Jinping in Florida: prove di dialogo

Trump-Xi Jinping in Florida: prove di dialogo

Rita Lofano
Condividi
L'atteso summit tra i due leader, in calendario in Florida il 6 e 7 aprile, l'atmosfera appare più pacata, ma in agenda figurano questioni "urgenti", a partire dalle minacce della Corea del Nord. Sul tavolo anche il conteso Mar Cinese Meridionale o l'accordo sul clima di Parigi
Alla vigilia del #summit tra #Trump e #Xi Jinping che contano il 40% dell'economia globale, l'atmosfera è più pacata

Durante la campagna presidenziale, Donald Trump ha ripetutamente attaccato la Cina, promettendo di denunciarla come "manipolatrice di valuta dal primo giorno", di voler offrire un hamburger alla controparte cinese Xi Jinping in occasione del loro primo incontro e assicurando che avrebbe punito il Paese reo di "rubare" posti di lavoro agli americani. Alla vigilia dell'atteso summit tra i due leader "che insieme rappresentano il 40% dell'economia globale", come è stato sottolineato dalla Casa Bianca durante una conference call sull'imminente visita, in calendario in Florida giovedì e venerdì prossimi, l'atmosfera appare decisamente più pacata, anche se in agenda figurano questioni "urgenti", a partire dalle minacce della Corea del Nord che proprio oggi ha lanciato un nuovo missile balistico.  "Il tempo sta per scadere e tutte le opzioni restano sul tavolo", è stato ribadito dalla Casa Bianca durante la call. "A Pechino sarà chiesto di usare la sua leva economica per fermare le ambizioni nucleari di Pyongyang. La Cina ha una grande influenza sulla Corea del Nord e potrà decidere se aiutarci o meno. Se deciderà di farlo, sarà un bene per la Cina. In caso contrario, non sarà un bene per nessuno", è stato sottolineato, riecheggiando le parole di Trump che in un'intervista al Financial Times aveva avvertito: "Agiremo da soli se Pechino non ci aiuterà".

In agenda figurano delle questioni "urgenti", a partire dalle minacce della Corea del Nord che proprio ha lanciato un nuovo missile balistico

Scambio di visioni sulle priorità

Tra le opzioni al vaglio dell'amministrazione Usa, sanzioni economiche, anche contro entità cinesi che fanno affari con la Corea del Nord, attacchi informatici e azioni militari. In Florida il presidente americano avrà il vantaggio di giocare in casa. "È stato Trump a proporre a Xi di vedersi in Florida", è stato spiegato, nel lussuoso resort Mar-a-Lago di proprietà del miliardario, la "Casa Bianca invernale", dove si sente più a suo agio e dove è più facile rompere il ghiaccio senza le formalità di Washington".  Le 24 ore che Trump e Xi trascorreranno insieme, accompagnati dalle rispettive first lady, l'ex modella Melania Trump e l'ex cantate ed attrice Peng Liyuan, forniranno l’opportunità per uno scambio di visioni sulle priorità, segnando il percorso delle future relazioni bilaterali. "Si tratta di un primo passo verso un rapporto costruttivo, orientato sui risultati", ha indicato la Casa Bianca, precisando che non c’è un'agenda predefinita per la discussione. "I temi non sono stati scritti in anticipo", è stato puntualizzato. Sul tavolo, oltre alla Corea del Nord, "restano le questioni economiche e commerciali. A preoccupare il presidente americano sono gli squilibri che impattano i lavoratori", ha chiarito la Casa Bianca, ponendo l'accento sulla necessità di mercato realmente concorrenziale.  Non è stato escluso che si parli anche di svalutazioni dei cambi, del conteso Mar Cinese Meridionale o dell'accordo sul clima di Parigi ma senza "arrivare a conclusioni definitive. Non vogliamo essere irrealistici", è stato puntualizzato. Trump ha minacciato tariffe all'import del 35% sui prodotti cinesi e il ritiro degli Usa rispetto all'accordo internazionale di Parigi per combattere i cambiamenti climatici. "Il vertice della Florida servirà piuttosto a delineare un quadro per un dialogo più alto rispetto a quello di Pechino con la precedente amministrazione", è stato asserito, assicurando l'impegno degli Stati Unti nel riconoscere una "sola Cina". Trump, all'indomani dell'elezione, aveva avuto un colloquio shock con la presidente della "ribelle" Taiwan, Tsai Ing-wen, sollevando l'ira di Pechino. "Non ci saranno sorprese su questo fronte", hanno confermato alla Casa Bianca.  L'altra certezza "è che non si giocherà a golf", è stato dichiarato, "non sarà un incontro formale ma non ci sarà nulla di legato al golf."

Non è stato escluso che si parli anche di svalutazioni dei cambi, del conteso Mar Cinese Meridionale o dell'accordo sul clima di Parigi ma senza "arrivare a conclusioni definitive"