Nuova energia per la cooperazione

Nuova energia per la cooperazione

Maroš Šefčovič
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La potenzialità energetica del Mediterraneo orientale ha intensificato la sinergia euro-mediterranea e, nel futuro, potrà aumentare la liquidità del mercato europeo del gas nonché avere un impatto positivo sui prezzi per i clienti finali


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Negli ultimi anni sono stati compiuti importanti sforzi, di diversa natura, per promuovere una cooperazione ambiziosa ed efficace in ambito energetico tra l’Ue e i Paesi del Mediterraneo orientale (EUROMED, la Politica europea di vicinato, l’Unione per il Mediterraneo). Finora sono stati raggiunti alcuni risultati significativi in termini di dialogo politico e sostegno finanziario all’assistenza tecnica e ai progetti di investimento. Le scoperte di gas naturale nel Mar Mediterraneo sono giunte al momento giusto, quando l’Unione Europea ha approvato la Strategia per il GNL e lo stoccaggio del gas e nuove norme per la sicurezza degli approvvigionamenti. Grazie alle significative risorse disponibili presenti a Cipro, in Egitto, Israele e Libano, il Mediterraneo orientale potrebbe diventare una futura fonte promettente di approvvigionamento di gas anche per l’Ue. Al contempo, potrebbe creare una situazione vantaggiosa per tutte le parti coinvolte e contribuire alla pace e alla stabilità. A febbraio abbiamo messo sul tavolo un Pacchetto consolidato e solido per la sicurezza degli approvvigionamenti, in cui abbiamo preso atto dell’aumento della fornitura di GNL da Paesi come gli Stati Uniti e l’Australia. Alla nuova mappa mondiale delle riserve di gas potrebbero aggiungersi importanti scoperte nel Mar Mediterraneo. Fino ad ora, Cipro dipende quasi interamente dalle importazioni di prodotti petroliferi. Le importanti riserve di gas che sono state scoperte, o che potrebbero essere rinvenute nella zona economica esclusiva, possono cambiare le carte in tavola. Cipro non è l’unico Paese in cui sono stati trovati nuovi giacimenti di gas.

Le sfide non svaniranno

Secondo le previsioni, la domanda europea di gas, pari a 380-450 miliardi di metri cubi, si manterrà relativamente stabile nei prossimi anni, ma il calo atteso della produzione nazionale di gas potrebbe incrementare la necessità di importare una maggiore quantità di gas. L’Ue è la più grande economia del mondo e, pertanto, è anche il maggiore importatore di energia. È vero che le politiche progettate per raggiungere gli obiettivi del 2030 in materia di energia e clima porteranno, a lungo termine, a una riduzione dell’uso di gas, in particolare grazie ai miglioramenti in termini di efficienza energetica nel riscaldamento e nel raffreddamento così come nell’industria. Ma, a breve e medio termine, il gas continuerà a essere un elemento chiave del mix energetico e a fungere da fonte intermittente per la quota crescente delle rinnovabili. Inoltre, per l’Europa è molto importante diversificare le fonti di fornitura, pertanto il gas continuerà a svolgere un ruolo fondamentale nella transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. La sostituzione del carbone e del petrolio con il gas nel breve e medio periodo contribuirà a ridurre le emissioni grazie alle tecnologie esistenti.

Le nuove proposte rafforzeranno la solidarietà e la trasparenza

In questo contesto, e alla luce dei risultati dello stress test europeo sulla fornitura di gas del 2014 - che ha dimostrato la vulnerabilità di alcuni Paesi dell’Ue e l’elevata dipendenza dai singoli fornitori - la Commissione europea ha adottato il pacchetto per la sicurezza energetica a febbraio del 2016. Poiché spesso le crisi energetiche superano i confini di un Paese, la Commissione ha proposto di passare da un approccio nazionale a uno regionale introducendo il principio di solidarietà, affinché l’Europa sia pronta a fronteggiare possibili interruzioni dell’approvvigionamento energetico. La cooperazione regionale è l’arma migliore per superare crisi potenzialmente gravi nella fornitura di gas. Dobbiamo assicurarci che in Europa non ci siano regioni che rimangano indietro, dobbiamo migliorare il modo in cui il gas viene venduto e negoziato in Ue, dobbiamo fare il possibile per garantire che in Europa i prezzi siano equi e competitivi per tutti.

Nel pacchetto di febbraio è stata, inoltre, proposta una valutazione ex-ante degli accordi intergovernativi (IGA, Intergovernmental Agreements) tra uno o più Stati membri e uno o più Paesi non appartenenti all’Ue, aventi un impatto sulla sicurezza energetica europea e sul mercato interno dell’energia dell’Ue. I controlli ex-ante di conformità degli IGA contribuiscono a dissipare eventuali dubbi sulla compatibilità con la normativa comunitaria, in particolare con la legislazione sul mercato interno dell’energia e la normativa sulla concorrenza. Il coinvolgimento della Commissione in questi controlli di compatibilità rappresenterà un valore aggiunto fondamentale per la risoluzione dei problemi e, in particolare, dei conflitti tra gli obblighi a carico degli Stati membri stabiliti dalle normative internazionali e comunitarie, e rafforzerà la certezza del diritto e l’efficacia degli accordi. Il contributo della Commissione si rivelerà positivo non solo per la posizione negoziale degli Stati membri, bensì anche per i partner dei Paesi terzi. Essendo parte del pacchetto, la Strategia europea per il GNL e lo stoccaggio del gas esorta a completare il mercato interno del gas e ad affrontare il problema delle infrastrutture mancanti per consentire a tutti gli Stati membri di beneficiare dell’accesso ai mercati internazionali di GNL, direttamente o tramite altri Stati membri. Incoraggia inoltre a lavorare a stretto contatto con i partner nazionali per promuovere mercati di GNL liberi, liquidi e trasparenti e a considerare il GNL come combustibile alternativo nei trasporti, nel riscaldamento e per la produzione di energia. Tutti gli aspetti di questa strategia sono molto importanti per il Mar Mediterraneo, in particolare alla luce di possibili esportazioni di gas.

Piattaforma euro-mediterranea del gas

L’Unione Europea riconosce appieno l’importanza energetica della regione mediterranea e chiede che vengano creati dei partenariati strategici con i Paesi produttori e di transito del Mediterraneo. Dall’anno scorso la cooperazione energetica euro-mediterranea ha ottenuto un nuovo slancio con la nascita di 3 piattaforme tematiche: 1) gas naturale; 2) integrazione dei mercati dell’elettricità e 3) energie rinnovabili ed efficienza energetica. Questo nuovo meccanismo di cooperazione è stato oggetto di dibattito alla Conferenza di alto livello sulla cooperazione energetica nel Mediterraneo, tenutasi a Roma a novembre del 2014, ed è stato successivamente avvalorato alla riunione degli alti funzionari a marzo del 2015.

L’Unione per la Piattaforma mediterranea del gas è stata lanciata a Bruxelles a giugno del 2015. L’obiettivo primario è quello di promuovere il dialogo e lo scambio di opinioni tra gli stakeholder pubblici e privati, quali policy-maker, rappresentanti dell’industria, organi di regolamentazione, attori chiave nel settore energetico e istituzioni finanziarie internazionali. Si prevede che nel tempo questo ruolo evolva e diventi più attivo. La piattaforma potrebbe fornire consulenza agli stakeholder nell’individuazione di progetti energetici di interesse comune e di azioni di partenariato e assistere i Paesi nello sviluppo di relazioni euro-mediterranee nel settore energetico. Sono convinto che la potenziale scoperta di nuovi giacimenti di gas nel territorio Ue e nelle sue vicinanze possa essere estremamente positiva, in quanto può aumentare la liquidità del mercato europeo del gas e la diversificazione delle fonti di gas, che raggiungerebbe i mercati europei con i terminali di GNL o i gasdotti off-shore. Si potrebbe passare a un meccanismo di pricing gas-to-gas, a contratti a più breve termine, all’uso di mercati a pronti e all’aumento di intermediari quali società di investimento e trader. Le nuove quantità di gas dovrebbero, inoltre, avere un impatto positivo sui prezzi per i clienti finali e sul benessere di chi vive nel cuore dell’Unione energetica.

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