Russia, l'energia corre, nonostante tutto
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Il ministro dell'Energia russo Novak ha recentemente esposto al presidente Putin i programmi di sviluppo di un settore che comunque dimostra grande vitalità, con un rialzo netto delle esportazioni (+6,8%) e degli investimenti (+15%) e un ammodernamento del settore

Se è difficile "sedersi sugli allori", non è facile nemmeno "piangere sul latte versato". E, malgrado qualche problema dovuto alle sanzioni imposte dalla comunità internazionale, il settore russo dell'energia è ancora fertile: sforna infatti non solo gas, petrolio e carbone, ma anche nucleare e rinnovabili. Il 25 luglio il ministro dell’Energia Alexander Novak si è recato dal presidente Vladimir Putin per illustrare più nel dettaglio l'andamento del comparto nel primo semestre del 2016. È stato così reso noto che l'estrazione del petrolio in questo primo semestre è stata pari a 270 milioni di tonnellate, e cioè il 2,1% superiore rispetto all’anno scorso; l'estrazione di carbone è stata pari invece a 186 milioni di tonnellate, in aumento di circa il 6%, mentre il gas è in calo dell'1,3%, a causa delle centrali idroelettriche a carico superiore e dell'inverno caldo. La produzione elettrica è aumentata dell'1%. "Per quanto riguarda le esportazioni, abbiamo mantenuto una posizione di leadership nel mondo, nonostante il fatto che la concorrenza sia ormai spietata", ha detto Novak. "Le esportazioni sono aumentate ancora, come mi aveva raccontato Aleksej Miller (Ceo di Gazprom, n.d.a.)?" ha chiesto Putin al ministro, e quest'ultimo ha confermato: "l'aumento è stato di circa 6 miliardi di metri cubi, cioè del 6,8% in più rispetto allo scorso anno. Sono in aumento le esportazioni di petrolio dell'8,2 %, mentre il carbone è cresciuto del 6,2%. Per la prima volta, il volume totale delle esportazioni di carbone verso l'Oriente ha superato quello verso l’Occidente", ha sottolineato Novak.

Obiettivi principali, diversificazione e scambi

Il compito più importante, secondo il ministro, è la diversificazione della produzione, insieme all’ammodernamento degli stabilimenti e alla produzione di prodotti finali con un alto valore aggiunto, cosa che consentirà di ridurre la dipendenza dalle importazioni. Anche nella produzione di energia elettrica, dove macchinari e apparecchi erano quasi tutti importati, adesso la situazione sembra essere cambiata. E quest'anno sono previsti investimenti nel settore energetico russo per circa 3.600 miliardi di rubli, rispetto ai 3.100 miliardi dell’anno scorso, con un aumento del 15%."Uno degli obiettivi che ci siamo posti è quello di aumentare la concorrenza nel mercato interno tra imprese, e garantire un meccanismo di tariffazione trasparente", ha riferito Novak. Per garantire la concorrenza, in particolare, si sta sviluppando un meccanismo di scambio tramite la borsa. Ad esempio, nella prima metà dell’anno il volume degli scambi del gas naturale alla borsa del gas è raddoppiato, coinvolgendo più di 58 aziende.  "Così, anche i produttori indipendenti possono crescere", ha fatto notare il presidente Putin. Il gas si tratta alla SPIMEX, la St. Petersburg International Mercantile Exchange, dalla fine del 2014. Nel 2015 sono stati venduti 7,6 miliardi di metri cubi di gas naturale. Invece i prodotti petroliferi si trattano alla SPIMEX dal 2008, e il petrolio dal 2013. Nel 2015 sono stati venduti 15,5 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi, ed hanno partecipato più di 1900 aziende.

In programma il miglioramento della rete elettrica

Novak ha annunciato anche che, per la fine dell'anno, a San Pietroburgo saranno negoziati i contratti di esportazione futures per il petrolio Urals, consegnabili dal porto Primorsk (la capacità è di circa 45 milioni di tonnellate di petrolio). "Questo è molto importante, perché permetterà di influenzare i prezzi", ha sottolineato Putin. "Lo sconto che abbiamo oggi nel rapporto del prezzo Urals - Brent, che va da 1 a 3 dollari a barile, dovrebbe essere ridotto, così che le nostre compagnie avranno ulteriori profitti. Ma la cosa più importante è una determinazione stabile del prezzo, che non dipenderà dalle speculazioni sul Brent". Ancora pochi anni fa, nell'indice "Doing Business" la connessione alle infrastrutture elettriche era molto bassa, al 183esimo posto nel mondo. Adesso la situazione è migliorata moltissimo, con una risalita al 29esimo posto. Il ministero dell'Energia ha sviluppato la roadmap anche per quanto riguarda gli allacciamenti gas, per migliorare i tempi. Insomma, come ha concluso il presidente russo, bisogna lavorare tanto, "cercando però uno sviluppo intensivo e non estensivo, ed il passaggio ad attrezzature moderne e metodi di gestione ancora più efficienti".