Il ritorno di Tehran
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Mentre si attendono le reazioni dei mercati in vista dell'afflusso della produzione iraniana di greggio, il Paese si prepara alle prossime elezioni parlamentari moltiplicando le missioni internazionali per ricucire i rapporti commerciali con Europa e Cina

L'Iran si prepara alle elezioni parlamentari del prossimo 26 febbraio. Parallelamente si svolgeranno le consultazioni per il rinnovo dell'Assemblea degli Esperti. Sono più di 6.200 i candidati ammessi dal Consiglio dei Guardiani su un totale di 12.123 registrati. Le autorità iraniane, dopo l'entrata in vigore dell'accordo sul nucleare, siglato a Vienna il 14 luglio scorso, sono in attesa che tutte le sanzioni internazionali contro il Paese vengano cancellate. L'Agenzia internazionale per l'Energia atomica (Aiea) ha sancito infatti il rispetto da parte di Teheran degli impegni presi con i Paesi del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la Germania (P5+1).
Sebbene esponenti del partito Repubblicano negli Usa invochino l'approvazione di nuove misure contro Teheran, per il momento sembra davvero aprirsi un nuovo corso per l'economia iraniana. E così , il presidente Hassan Rouhani ha direttamente invitato le aziende degli Stati Uniti ad investire in Iran sfruttando la nuova legislazione sulle joint venture con imprese straniere.

Gli effetti sul mercato petrolifero della fine delle sanzioni internazionali

L'annuncio dell'implementazione dell'accordo sul nucleare iraniano ha già avuto effetti sul mercato petrolifero internazionale. Da tempo il prezzo del petrolio non aveva raggiunto livelli così bassi. Neppure l'accordo tra Arabia Saudita e Russia sul congelamento della produzione di greggio sembra possa contribuire a variare significativamente questo trend.

Il ministro iraniano del Petrolio, Bijan Zangeneh, ha confermato che Teheran è pronta a negoziare con i membri dell'Organizzazione dei Paesi esportatori di Petrolio (Opec), inclusa l'Arabia Saudita, in merito agli effetti dei prezzi del petrolio sul mercato internazionale. Il ritorno iraniano nel mercato petrolifero internazionale, con una produzione prevista di 500 mila barili al giorno, potrà avere delle conseguenze sulla produzione petrolifera proprio mentre i Paesi Opec continuano a tagliare i livelli di produzione.

L'Unione Europea ha confermato poi l'annullamento del congelamento di fondi, approvato nel 2010, nei confronti di una delle principali banche iraniane, Bank Mellat. E così è decaduto il congelamento disposto tra il 26 luglio 2010 e il 16 gennaio 2016 dei pagamenti della banca. Questo è il primo passo significativo per la fine delle sanzioni internazionali contro Teheran a cui dovranno seguire altri provvedimenti da parte sia di Washington sia di Bruxelles. Secondo il quotidiano britannico The Guardian, nonostante la fine delle sanzioni, le banche europee sono ancora prudenti nell'accettare i pagamenti iraniani. In particolare, Emil Dall, analista del Royal United Services Institute, ha aggiunto che le banche europee «temono ancora di essere coinvolte» nelle complesse reti di sanzioni Usa contro l'Iran.

La visita del presidente Rouhani in Europa e gli investimenti esteri

Sono tanti i segnali di ripresa degli investimenti esteri da parte di molti Paesi europei, in primo luogo Francia, Italia e Gran Bretagna, in Iran, dopo la visita del presidente iraniano, Hassan Rouhani, a Roma e Parigi. Il leader moderato ha espresso la sua speranza di riportare gli scambi bilaterali tra Iran ed Europa ai livelli precedenti all'imposizione delle sanzioni.
In Italia, la delegazione iraniana ha firmato accordi commerciali per un totale di 17 miliardi di euro. In particolare è stato annunciato un accordo con le Ferrovie dello Stato italiane per un valore di 5 miliardi di euro. Gli imprenditori iraniani hanno anche intenzione di realizzare accordi economici con Airbus e la francese Peugeot. L'Iran vorrebbe acquistare 114 velivoli di Airbus, come confermato dal ministro dei Trasporti, Abbas Akhoondi. Nella sua visita a Parigi, Rouhani ha anche discusso di un accordo tra l'industria automobilistica iraniana Khodro e la francese Peugeot per un valore di 500 milioni di euro. Secondo l'agenzia Tasnim, l'accordo include una joint-venture per la produzione di vetture in Iran.
Anche gli investitori cinesi e russi si stanno muovendo in questa fase. Nella visita del presidente cinese, Xi Jinping, a Teheran, si è discusso di un possibile aumento del commercio bilaterale per un totale di 600 milioni di dollari. Le autorità russe avrebbero poi iniziato la consegna dei primi sistemi di difesa anti-aerea S-300 all'Iran. Nonostante sembri ormai chiara la volontà internazionale di includere l'Iran nella soluzione delle principali crisi regionali dalla Siria all'Afghanistan e si stia concretizzando la fine delle sanzioni internazionali, è ancora lungo il cammino per la completa inclusione iraniana nel mercato petrolifero internazionale.

La fine delle sanzioni sta già aprendo grandi opportunità per le esportazioni dell'industria manifatturiera iraniana. I primi segni positivi di cancellazione delle sanzioni sulle banche iraniane e la stipulazione di contratti bilaterali miliardari potranno avere effetti positivi sull'economia iraniana, colpita da anni di stagnazione, ma anche rendere più volatile il prezzo del petrolio. Infine, gli attesi risultati delle elezioni parlamentari potrebbero avere conseguenze significative sul livello di apertura agli investitori stranieri nel mercato produttivo interno.