Qatar, il gasdotto Dolphin ancora operativo

Qatar, il gasdotto Dolphin ancora operativo

Agenzia Nova
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La grande infrastruttura energetica che trasporta gas dal Qatar fino in Oman non ha smesso di funzionare nonostante la crisi diplomatica che ha interessato l'area del Golfo. Doha ha continuato a rifornire alcune dei Paesi, come l'Egitto, che hanno isolato il Qatar, che rimane comunque il più importante esportatore di gas liquefatto (GNL) al mondo

I recenti sviluppi diplomatici che hanno visto L'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, l'Egitto e il Bahrein assumere una presa di posizione piuttosto netta contro il Qatar sembra non aver, per il momento, inciso sul settore energetico della regione. Infatti, il gasdotto sottomarino Dolphin, che collega il Qatar con Abu Dhabi e l'Oman, è ancora operativo. Secondo alcune fonti giornalistiche, infatti, "la crisi non avrebbe avuto alcun impatto sulle forniture verso Oman ed Emirati". Il Qatar è il principale esportatore di gas naturale liquefatto (Gnl) al mondo. Nel  2016 il totale delle esportazioni ha raggiunto le 78 milioni  di tonnellate, circa il 30 per cento dell'offerta globale, di cui due terzi esportati verso l'Asia. Il gasdotto Dolphin, una condotta di 364 chilometri che parte dal grande giacimento del Qatar noto come North Field per passare attraverso la centrale elettrica di Taweelah ad Abu Dhabi, e proseguire fino al porto di Fujairah e, da qui, verso l'Oman, trasporta circa 2 miliardi di metri cubi al giorno di gas nella rete degli Emirati Arabi Uniti che importano da Doha circa un terzo del proprio fabbisogno. Altri 2 miliardi di metri cubi transitano invece verso l'Oman. I tre principali clienti del gasdotto Dolphin sono la Compagnia per l'Acqua e l'Elettricita' di Abu Dhabi (Adwec), l'Autorità di approvvigionamento di Dubai (Dusup) e l'Oman Oil Co.

Doha non interrompe le sue esportazioni di gas

Lo scorso ottobre 2016, l'Autorità per l'Acqua e l'Energia degli emirati di Sharjah e Ras al Khaimah hanno firmato un accordo per la fornitura di ulteriori quantità di gas sempre attraverso il Dolphin. In questi anni la domanda di gas degli Emirati Arabi Uniti è cresciuta di circa il 6 per cento e il Paese sta cercando di diversificare le sue fonti di gas attraverso lo sviluppo del giacimento Shah nella regione occidentale, che ora fornisce circa il 10 per cento del fabbisogno. Dusup, che gestisce l'unità di stoccaggio e rigassificazione galleggiante presso il Jebel Ali di Dubai, lo scorso settembre, ha aggiornato la sua capacità di elaborazione di gas naturale liquefatto (Gnl) con un nuovo e più grande rigassificatore galleggiante noleggiato dalla statunitense Excelerate Energy. Anche l'Egitto è interessato dalle forniture di gas provenienti dal Qatar, acquistando circa il 65 per cento delle sue importazioni di Gnl proprio da Doha, che comprendono circa il 10 per cento del fabbisogno giornaliero totale. La chiusura dei confini da parte di Riad e Abu Dhabi, che comprende anche le acque territoriale, non dovrebbe influenzare il settore, dato che il Qatar può accedere alle acque internazionale del Golfo Persico e continuare le sue esportazioni verso i  clienti, in particolare Giappone, Corea del Sud, India e la  Cina. Il rischio di eventuali disordini nel settore del Gnl è inoltre limitato dalle protezioni previste dalla Convezione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, secondo quanto emerge da un'analisi di Bmi Research.