Le prime mosse della Casa Bianca
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Poche ore dopo il suo insediamento ufficiale Trump ha posto in essere numerosi provvedimenti che sembravano solo frutto della strategia elettorale: via quindi alla realizzazione degli oleodotti bloccati da Obama, allo smantellamento dei piani contro i cambiamenti climatici e costruzione del muro tra Messico e USA

I primi cinque frenetici giorni di Donald Trump alla Casa Bianca, in qualità di presidente in carica, hanno visto la trasformazione della retorica elettorale in atti concreti su questioni che spaziano dalla costruzione del muro sul confine tra Stati Uniti e Messico, al tentativo di mandare in fumo anni di politiche energetiche e ambientali. Trump ha subito firmato due ordini per sbloccare la realizzazione degli oleodotti Keystone XL e Dakota Access, facendo rapidamente avanzare progetti infrastrutturali considerati ''ad elevata priorità'' scavalcando, di fatto, il processo di valutazione dell'impatto ambientale. Trump ha imposto poi il ''congelamento'' di centinaia di disposizioni governative, che rimarranno in sospeso fino a quando la sua amministrazione non riuscirà ad esaminarle, in particolare quelle attinenti alle questioni ambientali.

Energia e ambiente in primo piano

Molti dei primi provvedimenti del presidente hanno suscitato accese polemiche. Ha imposto un gag order a molte agenzie federali, ossia un divieto di divulgare informazioni così da impedire loro di comunicare con il Congresso, il pubblico e i media, in uno spudorato tentativo di imbavagliare il dissenso. Alcune delle sue azioni più controverse riguardano l’energia e l’ambiente. Oltre alla possibilità di riportare in vita gli oleodotti Keystone XL e Dakota Access, il nuovo inquilino della Casa Bianca si è attivato per smantellare dozzine di regolamenti concepiti per proteggere l’acqua potabile e l’aria e per contrastare il cambiamento climatico. Il presidente sembra inoltre ossessionato dai risultati delle presidenziali che lo hanno visto prevalere presso il Collegio Elettorale ma non rispetto al voto popolare; per questo Trump ha ordinato un’indagine che evidenzi eventuali brogli elettorali, sebbene non vi sia alcuna prova credibile che sia stata messa in atto una seria condotta fraudolenta.

Un cambiamento di rotta in numerosi settori

Come se non bastasse, Trump è intervenuto rapidamente nel tentativo di ridurre il numero di rifugiati ai quali è consentito di stabilirsi negli Stati Uniti, vietando l’ingresso nel Paese ai siriani e agli altri profughi provenienti da nazioni ''inclini al terrorismo''. Inoltre, ha minacciato di privare le città e i paesi che assisteranno gli immigrati privi di documenti dei loro fondi federali. Trump ha dichiarato al New York Times di trascorrere le notti nella sua residenza privata sintonizzato quasi ossessivamente sui notiziari - spesso scrivendo di getto tweet su questioni importanti in base alla sua reazione emotiva a ciò che sente o vede. Sua moglie e suo figlio rimangono nell’attico a New York, anche se il presidente ha detto che andranno a trovarlo nei fine settimana.