Tra Post Panamax e terza corsia, il Canale di Panama si espande

Tra Post Panamax e terza corsia, il Canale di Panama si espande

Giuseppe Acconcia | Giornalista specializzato in Medio Oriente
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L'ampliamento del passaggio tra Atlantico e Pacifico, inaugurato il 26 giugno, dovrebbe consentire un sensibile aumento del traffico navale, nonostante alcune critiche sugli impatti ambientali dell'opera, che dovrà "competere" con Suez e i nuovi progetti che riguardano il Nicaragua e la Colombia

Lo scorso 26 giugno è stata inaugurata l'estensione del Canale di Panama. Le portacontainer Cosco Shipping Panama e Cosco Houstan sono state le prime ad attraversare il canale dopo i lavori. L’opera è costata 5 miliardi di euro. I lavori sono iniziati nel 2006. È stata realizzata dal consorzio Gruppo Unito per il Canale (Gupc) che include la società italiana Salini-Impregilo, che detiene il 48% del Gupc, la spagnola Sacyr, la compagnia belga Jan de Nul e la compagnia locale Cusa. Secondo le stime degli analisti, questa grande opera permetterà una crescita del 30% dei profitti per Panama. Ogni giorno passeranno attraverso il Canale, appena inaugurato, 35-40 navi, in un anno saranno 13.00014.000 i transiti verso 160 Paesi e 1.700 porti: il 5% del traffico marittimo mondiale. Secondo le autorità di Panama, si passerà dall'attuale fatturato di 2 miliardi di dollari l'anno fino ai 6 miliardi, il 10% del Pil del Paese. Non sono tuttavia mancate le polemiche nel corso della realizzazione dell'opera in merito all'impatto ambientale. Non solo, con il progetto dei Canali che dovrebbero essere realizzati in Nicaragua e tra i Caraibi e la Colombia, si è aperta una vera e propria "guerra dei Canali" in relazione all'incremento dei traffici marittimi.

La realizzazione dell'opera

Con il progetto di espansione del Canale di Panama è stata aggiunta una terza corsia alle 2 esistenti. Ora ogni sezione del Canale ha 3 bacini laterali, per un totale di 9 bacini per ogni chiusa. Il progetto di estensione del Canale di Panama ha incluso la costruzione di 2 chiuse, sul lato Atlantico e sul lato Pacifico, che avranno la funzione di sollevare le navi e permettere l'attraversamento del Canale in un tempo molto breve, inferiore alle 2 ore. Quest'opera renderà possibile il passaggio delle grandi navi Post Panamax, con una capacità di 12.600 TEU (unità che misura la capacità dei container pari a circa 20 piedi), 366 metri di lunghezza e 49 metri di larghezza. Non solo, secondo l'Autorità del Canale di Panama (Acp), l'opera avrà un impatto significativo in termini occupazionali. Nei prossimi anni dovrebbero essere creati tra i 35.000 e i 40.000 nuovi posti di lavoro.

Tuttavia, molte critiche sono state avanzate in merito all'impatto ambientale dell'estensione del Canale. Acp ha commissionato alcuni studi in merito ai livelli di fornitura e di salinità dell'acqua non rilevando particolari effetti negativi dell'opera. Tuttavia, secondo la Delft Hydraulics, l'opera aumenterà la salinità del lago artificiale Gatún. Questo potrebbe causare per la popolazione locale problemi di approvvigionamento idrico. La principale fonte di acqua potabile per i panamensi è proprio il lago Gatún. Il consorzio incaricato di realizzare l'opera ha fatto sapere però che è stato studiato un sistema per il riutilizzo dell'acqua di questo lago che determinerà un consistente "risparmio", pari a circa 200 milioni di litri di acqua. Un'inchiesta del New York Times ha aggiunto dei dubbi, prima di tutto, in tema di livelli dell'acqua per gestire il sistema di chiuse e laghi artificiali in relazione alla siccità che colpisce la regione. In secondo luogo, alcuni esperti citati dal quotidiano Usa hanno sollevato interrogativi in relazione "alla corretta combinazione di tutte le componenti" del calcestruzzo usato per realizzare l'opera.

Da Panama a Suez, la "guerra dei Canali"

L’effettiva realizzazione di un incremento nei traffici del Canale di Panama in seguito alla conclusione dell'opera potrà essere valutata soltanto in riferimento alla più generale crescita dei traffici marittimi globali. In altre parole la "guerra dei Canali", non finirà con l'estensione del Canale di Panama. In Nicaragua, entro il 2020, dovrebbe essere realizzato con fondi prevalentemente cinesi un canale che attraverserà il Paese centroamericano dall’Atlantico al Pacifico. Il boom del trasporto via mare delle merci ha aperto una competizione senza precedenti tra i principali canali del mondo. Ha iniziato proprio l'Egitto di Abdel Fattah al-Sisi che ha inaugurato lo scorso anno l'estensione del Canale di Suez. Con l’estensione del passaggio nord-africano si è passati da 80 a 115 chilometri percorribili nei 2 sensi. In altre parole, cargo e navi mercantili possono raggiungere i porti dell'Europa del Nord partendo dai Paesi del Golfo in appena 14 giorni anziché i 24 necessari in precedenza. Non solo, si sono accorciati i tempi di attesa per le navi dirette in Europa: 3 ore anziché 11. Si sono ridotti anche i tempi di attraversamento del Canale (da 18 a 11 ore). Si sta passando gradualmente dalle 49 navi al giorno che attraversavano Suez fino allo scorso anno alle 97 previste per i prossimi. Secondo le autorità egiziane, l’opera dovrebbe permettere il raddoppio dei profitti annuali realizzati, passando da 5 a 13 miliardi di dollari entro il 2023. Il boom dei traffici marittimi globali e delle grandi navi del tipo Post Panamax sta avendo effetti significativi nella concorrenza tra i principali canali del mondo. L'estensione del Canale di Panama avrà effetti positivi sull'economia locale ma sarà necessaria, da una parte, una costante verifica della stabilità strutturale dell'opera e della quantità di acqua disponibile per gestire il sistema delle chiuse, dall'altra, sarà importante valutare gli effetti di lungo periodo della realizzazione di canali concorrenti in Nicaragua e tra i Caraibi e la Colombia.