L'Iran gela le speranze di un accordo OPEC ad Algeri

L'Iran gela le speranze di un accordo OPEC ad Algeri

Serena Sabino
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Il ministro del petrolio di Teheran, Zanganeh, ha detto che serve più tempo per un'intesa sulla produzione di petrolio, che forse arriverà al meeting di novembre

Si fanno sempre più fievoli le speranze che, durante i colloqui informali di Algeri, i Paesi produttori di petrolio possano raggiungere un accordo per limitarne l’output in modo da bilanciare il mercato e dare una spinta ai prezzi. Le distanze tra l’Arabia Saudita e il suo rivale storico, l’Iran, rimangano infatti troppo profonde.

Un'intesa forse a novembre

''L'Iran non è pronto a concludere un accordo ad Algeri sul congelamento della produzione di greggio'', ha affermato il ministro del petrolio di Teheran, Bijan Namdar Zanganeh, alla vigilia dell’incontro informale dei Paesi dell'OPEC. "Raggiungere un'intesa in due giorni non fa parte della nostra agenda. Abbiamo bisogno di tempo e di consultazioni più ampie", ha aggiunto il ministro, osservando che si potrebbe arrivare ad un accordo durante il vertice di Vienna del 30 novembre. D'altra parte anche il suo omologo saudita, Khalid al-Falih aveva ricordato ai reporter questa mattina che quello di Algeri è solo un ''meeting consultivo''. ''Consulteremo tutti'', ha detto, ''ascolteremo i diversi punti di vista, ascolteremo il segretariato dell’OPEC e anche i Paesi consumatori''. Al-Falih si è anche detto ottimista sul mercato del petrolio: ''Il mercato'', ha spiegato, ''sta andando nella giusta direzione, più lentamente di quanto speravamo qualche mese fa, ma i fondamentali si stanno muovendo nella giusta direzione. Il riequilibrio del mercato ci sarà ma sarà necessario più tempo di quanto abbiamo sperato''. La sua velocità, ha poi aggiunto il ministro, dipende anche da un eventuale accordo sulla produzione. Se si troverà un vasto consenso su un accordo nei prossimi mesi, l’Arabia Saudita starà con l’opinione dominante''.

Le posizioni di Ryadh e Teheran

Un consenso che, per il momento, non sembra a portata di mano proprio per le posizioni inconciliabili di Ryadh e Teheran. Secondo indiscrezioni circolate la scorsa settimana Ryadh si sarebbe detta disponibile a ridurre la sua produzione di greggio a patto che l’Iran sia disposto a congelare la propria. Si tratterebbe di un passo avanti per il Regno che in precedenza si è sempre rifiutato di discutere di tagli di output. Teheran, la cui produzione si attesta sui 3,6 milioni di barili al giorno, continua però a difendere il suo diritto ad aumentarla fino a 4,1-4,2 milioni di barili; mentre i Paesi OPEC del Golfo vorrebbero che questa rimanesse sotto i 4 milioni. Il ministro dell’Energia russo, Aleksandr Novak, dovrebbe incontrare oggi Zanganeh per tentare di convincerlo a collaborare e pressioni in tal senso sull’Iran arriverebbero anche da Qatar e Algeria, ma, a questo punto, la possibilità che domani si raggiunga un accordo appare davvero remota.