Norvegia, un Libro Bianco per il futuro

Norvegia, un Libro Bianco per il futuro

Giancarlo Strocchia
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Dopo 17 anni, il governo di Oslo presenta le linee guida per definire le strategie energetiche del futuro. Più spazio alle rinnovabili con un occhio di riguardo per l'eolico in attesa, entro il 2020, della realizzazione, da parte di Statkraft, del più grande impianto europeo

Il più grande produttore europeo di Oil & Gas si converte completamente alle rinnovabili? Forse una tale prospettiva è ancora lungi dall’essere del tutto realistica, ma sicuramente scorrendo il "Libro bianco" da poco pubblicato dal governo norvegese è evidente la sensibilità del Paese scandinavo verso i temi legati alla sostenibilità ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici. L’ultima edizione dello stesso documento risale al 1999, quando la situazione energetica mondiale si presentava sotto una veste completamente diversa. Oggi un concetto di fondo orienta l’intero piano: la sicurezza degli approvvigionamenti, la valutazione dell’impatto che le attività energetiche possono avere sul clima e sull’ambiente e la crescita economica devono procedere di pari passo, in un processo di analisi e integrazione, al fine di garantire una fornitura efficiente e una produzione di energia che si dimostri "friendly" nei confronti dell’Ambiente e del clima.

Un futuro più verde e "ventoso"

"Intendiamo fare in modo che le soluzioni che il mercato dell’energia prospetta", ha dichiarato il ministro dell’Energia norvegese Tord Lien, "ci consentano di migliorare la flessibilità del sistema energetico nazionale. Il nostro obiettivo è quello di rafforzare la cooperazione energetica tra i Paesi scandinavi per creare una rete di distribuzione dell’energia più solida e moderna. Le nuove tecnologie e l'utilizzo di sistemi di gestione intelligenti", ha sostenuto Lien, "contribuiranno a migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti in futuro." Il Libro bianco introduce nuove norme per rendere sempre più profittevole la produzione di energia da fonti rinnovabili, efficientando e semplificando i processi di autorizzazione e di rilascio delle licenze per la realizzazione di impianti idroelettrici e definendo un quadro nazionale per lo sviluppo dell'energia eolica, contribuendo a contenere i contrasti e selezionando solo i siti migliori. Anche per questo il governo ha deciso di non prolungare oltre la scadenza stabilita, il sistema di incentivi attraverso l’emissione di certificati verdi. Gli ultimi saranno emessi nel 2036 e gli investimenti a lungo termine verranno stabiliti dal mercato. Il sistema di certificati era stato introdotto da Oslo nel 2012, di concerto con la Svezia, con l'obiettivo di aumentare la produzione di energia elettrica da fonti quali eolico, idroelettrico e biomasse così da raggiungere la quota di produzione di 28,4 Terawattora (TWh) all'anno entro il 2020.

Al via nuove collaborazioni internazionali

Oggi la produzione di energia elettrica norvegese deriva per il 95% da centrali idroelettriche, mentre il Paese non ha sviluppato, a differenza delle vicine Svezia e Danimarca, il settore dell’energia eolica, nonostante le zone costiere siano battute da vento praticamente costante. Alla fine del 2015, vi erano 25 parchi eolici in Norvegia, con una capacità totale installata di 873 MW e una produzione annua normale di 2,5 TWh rispetto alla produzione totale di energia elettrica di 143,4 TWh. Intanto il gruppo energetico norvegese di proprietà statale Statkraft, ha deciso, nel febbraio 2016, di realizzare un impianto eolico capace di generare 1.000 MW di energia entro il 2020. Si tratta del più grande complesso onshore di questo tipo mai realizzato in Europa, e che consentirebbe di aumentare la produzione annua da circa 3,4 TWh. Il libro bianco sancisce inoltre la volontà del governo di consentire al gestore nazionale della rete di trasmissione di energia elettrica, Statnett, di stabilire rapporti di collaborazione e partnership internazionali per lo sviluppo della distribuzione di energia. Per questo Statnett ha già previsto di costruire, entro la fine di questo decennio, 2 collegamenti, il primo verso la Germania e il secondo verso la Gran Bretagna, estendendo così la propria capacità di esportazione fino ad un totale di 2.800 MW, contribuendo così a ridurre il surplus di potenza interna.

Un Paese sempre più sostenibile

Stando a quanto certifica l’istituto di Statistica norvegese, dal 2013 al 2014, la quota di fonti rinnovabili del Paese è aumentata dal 66,7% al 69,2%, 2 punti percentuali al di sopra dell'obiettivo stabilito del 67,5%. Questo risultato è in parte spiegabile anche per il fatto che il 2014 è stato un anno piuttosto caldo, con una diminuzione del consumo di energia. Nel 2015 la quota da fonti rinnovabili per i trasporti è stata del 4,8% nel 2015. Inoltre, dal 2011, tutti i Paesi europei sono tenuti a certificare che i biocarburanti prodotti soddisfino determinati criteri di sostenibilità. La Norvegia ha messo a disposizione questa documentazione dal 2014, e pertanto anche la frazione di biocarburanti può essere inserita all’interno delle azioni per innalzare la quota di fonti rinnovabili. La quota da fonti rinnovabili per il 2015 verrà calcolata nel corso dell'inverno 2016/2017.