Messico avanti tutta

Messico avanti tutta

Arianna Pescini
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Il Paese progetta il bio-inceneritore più grande dell'America Latina e prosegue la sua corsa alle rinnovabili. Tra progetti e investimenti sostenuti, caso raro, dalle leggi dello Stato.
Secondo la @IEA, #solare ed #eolico costituiranno i tre quarti della crescita del settore, entro il 2040

Un termovalorizzatore per trasformare un problema in risorsa energetica. Il governo di Città del Messico ha sottoscritto infatti uno storico accordo per la costruzione di un grande inceneritore di nuova generazione, che convertirà un terzo dei rifiuti domestici della capitale in energia verde. La megalopoli, che, escludendo l’area metropolitana, conta 10 milioni di abitanti, genera ogni giorno 13mila tonnellate di spazzatura. L’impianto, che sarà gestito dalla filiale locale della compagnia francese Veolia, ne tratterà 1,6 milioni di tonnellate all’anno, per un ricavo di circa 1 miliardo di dollari: partendo dalla combustione (con emissioni controllate di Co2) dei rifiuti precedentemente differenziati e non pericolosi, si utilizzerà il calore sviluppato per produrre vapore, dal quale si otterrà energia elettrica. Un progetto epocale, un’opportunità per un Paese che sta correndo verso il cambiamento energetico: "questa è sicuramente una buona occasione per la città e per il Messico", commenta Cédric Philbert, analyst della divisione energie rinnovabili all’International Energy Agency (IEA), "con la crescita della popolazione, della domanda di energia e con l’aumento della produzione di rifiuti, i termovalorizzatori offrono la possibilità di rispondere al fabbisogno elettrico urbano e allo stesso tempo garantiscono una migliore gestione dei rifiuti stessi". L’inceneritore, che verrà inaugurato nel 2020, sarà il primo del genere in America Latina, e produrrà 965mila Mw/h di elettricità all’anno, che andranno ad alimentare 12 linee della metropolitana cittadina.

Un Paese in movimento

Il progetto della capitale è solo uno dei tanti segnali della transizione che sta avvenendo in Messico, sebbene nel Paese petrolio e gas costituiscano ancora gran parte del mix energetico a disposizione. Dal 2000, la domanda di energia è aumentata di un quarto, mentre il consumo di elettricità è raddoppiato (Iea 2016). L’uso energetico pro capite, però, è ancora meno del 40 per cento della media stimata dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OECD): questo sta a significare che il Paese avrebbe la necessità di una ridistribuzione energetica, anche per arrivare ad una crescita uniforme. Intanto si guarda al futuro e al problema dell’inquinamento, il Messico è la seconda Nazione al mondo che ha previsto una tassa su vendita e importazione di combustibili fossili e una legislazione ad hoc su rinnovabili e lotta al cambiamento climatico. Cambiamento riconosciuto con la firma degli accordi di Parigi che, nonostante le decisioni dei vicini Stati Uniti, difficilmente verrà messa in discussione: "lo sviluppo delle fonti pulite ha molti altri incentivi", spiega Philbert, "costi in calo, potenziale inesauribile di facile reperimento, miglioramento della qualità dell’aria e della salute pubblica». La "Energy Transition Law", del 2015, prevede il 35% dell’elettricità totale ottenuta da energie verdi per il 2024.

Le previsioni parlano di 22 GW in più di eolico entro il 2040: lo studio del Global Wind Energy Council afferma che verranno aggiunti fino a 2000 MW all'anno in cinque anni. Nel territorio messicano vi sono 42 wind farm, che producono 3527 MW di potenza; altre undici sono in costruzione.

Acqua, vento, sole

L’agenzia internazionale IRENA ha confermato che fra gli Stati latinoamericani il Messico, assieme a Brasile e Cile, rientra tra i dieci Paesi che più hanno investito in soluzioni energetiche "carbon free", a livello mondiale (4,1 miliardi di dollari nel 2015). Attualmente, l’idroelettrico rappresenta la rinnovabile più diffusa, con 12,5 GW installati nel 2016, seguito dal geotermale. Ma solare ed eolico, secondo la IEA, da qui al 2040 costituiranno i tre quarti della crescita del settore. Il sole che illumina il Paese ha un potenziale di addirittura 5000 GW: basti pensare che la regione della Baja California ha un’irradiazione solare annuale che è più del doppio di quella della Germania. Alla fine del 2015 gli impianti fotovoltaici installati generavano 234 MW di potenza, mentre nel lungo periodo si conta di arrivare a 30 GW, per la maggior parte ottenuti da pannelli e piccoli sistemi a rete. Per quanto riguarda l’eolico, invece, le previsioni parlano di 22 GW in più entro il 2040: lo studio del Global Wind Energy Council afferma che verranno aggiunti fino a 2000 MW all’anno in cinque anni. Nel territorio messicano vi sono 42 wind farm, che producono 3527 MW di potenza; altre undici sono in costruzione. "la situazione delle rinnovabili in Messico, insomma, sembra buona – conclude l’analyst di IEA - e sulla strada giusta per raggiungere i propri obiettivi. Grazie all’apertura del mercato, le aste che sono state fatte nel settore eolico e, soprattutto, solare, hanno rivelato offerte molto basse, portando ad un calo dei prezzi. Prezzi che ovviamente variano a seconda del tempo e del luogo di consegna, ma che facilitano l’integrazione delle rinnovabili all’interno del mix energetico messicano".