Bilaterale a Shanghai tra Italia e Cina

Bilaterale a Shanghai tra Italia e Cina

Yao Jin
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"Current economic and geopolitical challenges in the energy sector: looking for a cooperation between Italy and China" è il titolo di un incontro promosso dall'università LUISS che mira ad approfondire la conoscenza reciproca dei 2 Paesi in tema di energia, valutando possibili prospettive di cooperazione

Correlazione tra sviluppo economico e settore energetico, sviluppi dei mercati cinese ed europeo e cooperazione tra Cina e Italia nei temi caldi dell’energia. Sono questi alcuni degli argonmenti della conferenza "Current economic and geopolitical challenges in the energy sector: looking for a cooperation between Italy and China”, che si svolge presso lo Shanghai-La Pudong Hotel di Shanghai, organizzata dall’Università LUISS Guido Carli di Roma. L’evento vede la presenza, tra gli altri, di Emma Marcegaglia, in qualità di presidente dell’università LUISS, Massimo Egidi, rettore dello stesso ateneo, Ettore Sequi, ambasciatore d’Italia in Cina, e Stefano Beltrame, console generale d’Italia a Shanghai. “Quasi una bilaterale dell’energia tra Italia e Cina”, come lo ha definito Michele Geraci, economista e direttore del China Economic Research Program presso la Nottingham University Business School China, che è anche tra gli organizzatori dell'evento.

Un'occasione per approfondire la conoscenza reciproca

Nei 3 workshop di dibattito vengono toccati tutti gli aspetti principali del settore energia, dai temi di geopolitica generale - che comprendono l’Asia centrale, il Mediterraneo e la Via della Seta - alla situazione economica della Cina - a partire dalle ultime novità scaturite dalle 2 sessioni in corso in questi giorni dell’Assemblea Nazionale del Popolo e della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese - fino al ruolo della finanza nell’energia cinese. L’evento rappresenta l’occasione, ha spiegato Geraci, per “mettere a confronto le 2 visioni, quella cinese e quella europea, in modo da avere una trasversalità su tutte le questioni. Penso che questo sia il punto di forza della conferenza”. L'obiettivo, conclude l’economista, è che “i cinesi possano conoscere un po’ più l’Italia e gli italiani un po’ più la Cina e che magari l’appuntamento possa rappresentare, per i 2 Paesi, lo spunto per guardare con più interesse l’uno al mercato dell’altro. Un mercato come quello cinese che sappiamo essere fortemente regolamentato, e che favorisce lo scambio di idee e di conoscenze, ma ancora limita gli investimenti e le attività di joint-venture”.